Zopa cancellata dall’elenco degli intermediari

Zopa Zopa è stata definitivamente cancellata dall’elenco degli intermediari, dopo il decreto di cancellazione emanato lo scorso 10 luglio dal Ministero dell’Economia su richiesta della Banca d’Italia.


Chi è Zopa

Zopa è una società di social lending attività che consiste nel mettere a contatto direttamente privati che vogliano da una parte chiedere soldi e dall’altra prestarli.
In pratica la società agisce come intermediario mettendo in contatto le controparti tramite il sito web.  L’assenza di un intermediario creditizio dovrebbe ridurre i costi permettendo di dividere il vantaggio fra le parti.
Chi è in cerca di soldi  si iscrive al sito e fa la sua richiesta online. Ovviamente deve fornire tutta una serie di dati che permettano di calcolare la sua affidabilità creditizia (rating o categoria di credito).
Chi è disposto a fornire soldi si iscrive sul sito, stabilisce la somma da prestare e il rischio che è disposto a correre vale a dire il rating della controparte. Ad un rating peggiore corrispondono tassi più alti ma anche un rischio di insolvenza maggiore.

Per esempio questo è il caso di Zopa:
A+: 5,56%
A: 6,68%
B: 7,42%
C: 8,63%

Zopa garantiva al prestatore anche la diversificazione dei rischi. Infatti la cifra messa a disposizione veniva suddivisa in piccole somme su più prestiti riducendo quindi i rischi.
Domanda e offerta quando si incontrano danno luogo automaticamente all’erogazione del prestito.

Vantaggi del social lending

Dove sta il vantaggio del social lending? Teoricamente se il sistema funziona si possono ridurre i costi (o se preferite i ricavi dell’intermediario creditizio)che possono essere quindi redistribuiti fra le parti permettendo al prenditore di aver un prestito a tassi inferiori e al fornitore di ottenere rendimenti superiori a quelli di mercato.
La società di social lending per la gestione della piattaforma e per tutte le attività svolte (amministrative, recupero crediti, marketing etc) si prende una commissione. Nel caso di Zopa richiedeva l’1% ai prestatori e una cifra variabile fra lo 0,5% e il 2,5% in funzione del rating al prenditore. A quest’ultimo veniva anche addebitata una quota fissa di 15 euro come forfait in sostituzione dei costi di incasso rate.

I numeri della società

Nata circa un anno e mezzo fa, l'azienda di social lending era arrivata a intermediare da gennaio 2008 circa 7 milioni di euro ed ad avere 40.000 iscritti. Queste cifre pongono Zopa Italia come terzo operatore di social lending in Europa dopo Zopa UK (300.000 iscritti)  e la tedesca Smava.
Da gennaio 2008 fino alla settimana scorsa, ha raccolto e distribuito circa 7,2 milioni di euro.
Stando alle dichiarazioni di Maurizio Sella, amministratore delegato della società, i tassi creditori medi sono stati intorno al 7%, quelli debitori al 9,7%.

Perché Zopa è stata cancellata

Il motivo della cancellazione di Zopa è il fatto che la società abbia svolta attività di raccolta di pubblico risparmio e non semplice intermediazione di pagamenti.
Dal momento in cui un prestatore metteva a disposizione i propri fondi al momento in cui questi venivano effettivamente prestati passavano diversi giorni (in media 45 giorni). Nell’attesa questi fondi non rimanevano a disposizione su un conto del prestatore ma sul Conto Prestatori intestato a Zopa. La società di social lending acquisiva quindi di fatto la titolarità dei fondi dei propri clienti. Il saldo di questo conto non era irrilevante (considerate poi le dimensioni di Zopa) ed in effetti al momento della sospensione vi erano depositati circa 1 milione di euro. Zopa agiva sicuramente in buona fede, come dimostra il fatto che il conto fosse infruttifero, semplicemente le costava meno mantenere un conto unico.  Ma in ogni modo questa modalità di operare è illecita in quanto raccolta abusiva di pubblico risparmio (questo implica per esempio che il depositante non avesse alcuna tutela).
Zopa ha poi fatto delle controproposte prospettando alcune soluzioni per risolvere il problema, ma non sono risultate sufficienti per Banca d’Italia.

Cosa succederà ora

Zopa ha già bloccato la concessione di nuovi prestiti e l’adesione di nuovi membri. I prestiti già concessi andranno ovviamente avanti mentre i soldi non utilizzati presenti sul conto Prestatori sono in redistribuzione ai legittimi proprietari.
Per il resto Zopa avrà ora due mesi di tempo per decidere cosa fare in base a quanto prospettato dal decreto di cancellazione: modificare l'oggetto sociale, assumere «altre iniziative conseguenti al provvedimento», liquidare la società.  E’ probabile che Zopa provveda alla seconda soluzione vale a dire rimuovere le motivazioni causa della cancellazione per poi fare nuovamente richiesta di adesione all’elenco delle finanziarie.

Anche Booper potrebbe essere cancellata?

Booper è l’altro operatore di social lending operante in Italia. Dopo la vicenda Zopa si è sparsa la voce che anche Booper fosse nel mirino di Banca d’Italia. In realtà questo non sembra riguardare Booper ma Centax che è la società controllante.
Centax è stata cancellata dall’elenco degli intermediari ma non per l’attività di prestito, ma le attività di garanzia degli assegni usati dagli utenti per pagamenti nei negozi, attività che Centax svolge dal 1988.
Bankitalia ritiene che “Centax con la sua attività presti fideiussioni a garanzia degli assegni e che dunque dovrebbe avere per questo motivo un patrimonio più elevato di quello attuale per operare”.
Tale vicenda non dovrebbe però coinvolgere Booper quanto meno dal punto di vista regolamentare (potrebbero invece esserci strascichi finanziari visto che le difficoltà di Centax potrebbero coinvolgere Booper, ma a questo punto vedrei più ragionevole la vendita di Booper in tutto o parte).
Le motivazioni che hanno portato alla cancellazione di Zopa non sono infatti applicabili a Booper che non conserva i soldi dei prestatori ma semplicemente quando un prestito viene erogato provvede tramite RID a prelevare i fondi dai conti dei prestatori.

Questi i fatti, al prossimo post per le opinioni.  Puoi già lasciare la tua nei commenti.

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