La fotografia più aggiornata sull’adozione delle criptovalute in Italia non arriva da sondaggi di mercato o da stime di exchange internazionali, ma dai flussi trimestrali che i VASP (Virtual Asset Service Provider) trasmettono all’Organismo degli Agenti e dei Mediatori.
Il quadro è chiaro: la platea cresce rapidamente.
Ma cresce anche l’area grigia della sottovalutazione del rischio.
I numeri: 2023 vs 2025
A fine primo trimestre 2023:
Clienti trasmessi dai VASP all’OAM: 1.174.914
Detentori effettivi di cripto: 690.665 (59%)
Controvalore complessivo detenuto: 1,07 miliardi di euro
Valore medio per detentore: 1.545,78 euro
A fine primo trimestre 2025:
Clienti censiti: 2.521.056
Detentori effettivi: 1.749.483 (69%)
Controvalore complessivo: 2,52 miliardi di euro
Valore medio per detentore: 1.440,52 euro
Le variazioni chiave
Detentori: +153%
Controvalore complessivo: +136%
Valore medio detenuto: –6,8%
L’adozione accelera.
Ma il ticket medio scende.
Attenzione: “clienti” non significa “detentori”
Nel dibattito pubblico si sente spesso parlare di “oltre un milione di italiani nelle cripto” o “quasi due milioni”.
Nei flussi OAM convivono due metriche diverse:
Clienti trasmessi (tutti i clienti registrati presso i VASP)
Clienti che detengono effettivamente cripto
Confondere le due grandezze altera completamente la lettura del fenomeno.
Il dataset OAM nasce da un impianto regolatorio preciso, non da una rilevazione statistica volontaria.
Il quadro normativo: perché questi dati esistono
Il riferimento è il Decreto MEF 13 gennaio 2022, che disciplina:
l’obbligo di iscrizione dei prestatori nella sezione speciale del registro OAM
la trasmissione periodica delle informazioni operative
Articolo 3
L’esercizio dei servizi in cripto in Italia è riservato ai soggetti iscritti. La comunicazione all’OAM è condizione essenziale per operare legalmente.
Articolo 5
I VASP devono trasmettere trimestralmente:
dati identificativi dei clienti
dati sintetici sulle operazioni
Articolo 6
Prevede la cooperazione con forze di polizia (es. Guardia di Finanza), anche per contrastare esercizio abusivo.
Non è quindi un osservatorio “di mercato”, ma uno strumento di enforcement e trasparenza regolatoria.
Democratizzazione dell’accesso: più retail, meno concentrazione
L’aumento dei detentori (+153%) a fronte di un controvalore che cresce meno (+136%) e di un valore medio in calo indica un fenomeno preciso:
entra nuova domanda retail con portafogli mediamente più piccoli.
Non è l’effetto “balene”.
È l’effetto app, exchange globali e accessibilità immediata.
L’adozione diventa più di massa.
Il problema: la conoscenza del rischio non cresce allo stesso ritmo
I flussi VASP misurano clienti e operazioni.
Non misurano competenze.
Le survey diffuse dall’OAM sulla consapevolezza evidenziano un gap preoccupante:
Il 61% sa che una criptovaluta può perdere l’80% in pochi giorni.
Il 31% non ha idea del grado di volatilità .
Un terzo della popolazione ignora il rischio dominante del settore.
Rischio operativo: percezione debole
Sul fronte sicurezza:
Solo il 15% si dichiara “molto preoccupato” per attacchi hacker ai wallet.
Per la maggioranza la preoccupazione non è particolarmente rilevante.
Eppure nel mondo cripto:
rischio di controparte
compromissione credenziali
frodi
perdita chiavi private
sono elementi strutturali, non episodici.
Qui emerge un’asimmetria critica tra rischio reale e rischio percepito.
L’effetto composizionale: perché il rischio sistemico aumenta
Non serve che la percentuale di sottovalutazione peggiori.
Se:
la platea raddoppia
la quota di scarsa consapevolezza resta elevata
il numero assoluto di investitori con framework di rischio inadeguato cresce drasticamente.
È un effetto aritmetico, non psicologico.
L’adozione cresce più rapidamente dell’alfabetizzazione finanziaria.
Antiriciclaggio e cooperazione istituzionale
L’impianto OAM non nasce solo per fini statistici.
Si inserisce in un contesto più ampio di:
contrasto al riciclaggio
prevenzione del finanziamento del terrorismo
presidio regolamentare dei prestatori
Anche la Banca d'Italia richiama esplicitamente nei suoi documenti il perimetro antiriciclaggio applicabile agli operatori cripto.
Con l’evoluzione europea verso MiCA, il sistema sta entrando in una fase di armonizzazione normativa.
Il rischio futuro: perdita del patrimonio informativo
L’OAM ha segnalato che con la transizione al nuovo assetto europeo (MiCA) e la progressiva chiusura del registro cripto nazionale:
verrà meno l’obbligo di trasmissione trimestrale dei dati
si rischia di disperdere un patrimonio informativo utile al Paese
Questo apre un tema di policy:
come monitorare l’adozione senza un flusso informativo strutturato?
Più massa, stessa fragilitÃ
Tra il 2023 e il 2025:
i detentori raddoppiano
il controvalore cresce
il ticket medio si riduce
Il fenomeno non è più di nicchia. Ma la consapevolezza del rischio non sembra crescere allo stesso ritmo.
L’infrastruttura regolatoria italiana ha creato un sistema osservabile e cooperativo tra operatori e autorità .
La sfida ora è evitare che l’espansione quantitativa si traduca in vulnerabilità qualitativa. Perché nelle criptovalute il rischio non è accessorio. È strutturale.
Prima di investire leggi anche "Tassazione Bitcoin e Criptovalute".
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