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05/02/26

Portafoglio Globale: Quanti ETF Servono Davvero?

Molti investitori credono che per ottenere una diversificazione efficace sia necessario possedere decine di strumenti diversi, ma la realtà è spesso opposta: la complessità non garantisce rendimenti migliori. 

In molti portafogli, specialmente quelli con capitali tra i 20.000 e gli 80.000 euro, si trovano spesso 20 o 30 strumenti che finiscono per investire ripetutamente nelle stesse azioni, senza portare benefici reali. Per chi punta a costruire basi solide, la soluzione risiede nella semplicità dell'azionario globale.

 

Il "Core" del Portafoglio: L’ETF Globale

L'azionario globale può rappresentare il cuore (o "core") del portafoglio per la maggior parte dei risparmiatori, specialmente per chi gestisce capitali inferiori ai 100.000 euro. Se la componente azionaria del tuo patrimonio non supera i 50.000 euro, un singolo ETF globale ben strutturato è spesso sufficiente per coprire l'intero mercato mondiale.

Esistono principalmente due tipologie di indici per l'esposizione globale:

  1. Paesi Sviluppati: Investono nelle nazioni economicamente più avanzate.
  2. All World: Includono sia i paesi sviluppati che i mercati emergenti.
 

MSCI contro FTSE: Quale Scegliere?

Quando si sceglie un ETF, ci si imbatte spesso nei fornitori di indici come MSCI e FTSE (Fuzi). Sebbene esistano differenze tecniche, come la classificazione della Corea del Sud o della Polonia — considerate "sviluppate" per FTSE e "emergenti" per MSCI — l'impatto finale sulle performance è minimo.

I dati mostrano che la differenza di rendimento tra strumenti simili di case diverse (come iShares e Vanguard) è spesso invisibile o quasi nulla nel lungo periodo. Ad esempio, il confronto tra indici All World di fornitori diversi ha mostrato differenze minime dello 0,12% su un arco di sei anni. Quello che conta davvero non è la marca dell'ETF o l'indice specifico, ma la metodologia e la qualità degli ingredienti utilizzati.

 

Paesi Emergenti: Valgono la Pena?

Negli ultimi sei anni, i paesi sviluppati hanno sovraperformato i mercati emergenti di circa 8 punti percentuali. Tuttavia, questo non significa che gli emergenti vadano esclusi: le performance passate non garantiscono quelle future e i prossimi dieci anni potrebbero vedere un'inversione di tendenza. Includere un indice All World permette di catturare la crescita globale ovunque essa si manifesti.

 

Quando Aggiungere Altri "Mattoncini"?

L'unica vera discriminante per decidere se passare da un singolo ETF a una struttura più complessa è il capitale a disposizione.

  • Sotto i 50.000 - 100.000 euro: Un unico ETF globale è la scelta più efficiente ed evita complicazioni inutili.
  • Sopra i 200.000 - 400.000 euro: È possibile iniziare a diversificare con "investimenti satellite". In questo caso, si possono separare i mattoncini (S&P 500, Europa, Mercati Emergenti) o aggiungere settori specifici come il Nasdaq, le Small Cap o mercati geografici come India e Cina.

Il vantaggio di avere più strumenti con capitali elevati è la possibilità di ribilanciare manualmente i pesi, cercando di mitigare il rischio o di sovrappesare tatticamente alcune aree.

 

Attenzione ai Costi Nascosti

Il vero nemico dei tuoi investimenti non è la scelta tra un indice MSCI o FTSE, ma i costi eccessivi dei prodotti finanziari tradizionali. Oggi è inaccettabile pagare commissioni di gestione del 2% o 3% quando esistono ETF di alta qualità con costi annuali dello 0,12% o 0,20%.

Ricorda: l'obiettivo fondamentale è investire in modo semplice, consapevole e a basso costo, mantenendo il focus sulla strategia di lungo periodo piuttosto che sui minimi dettagli tecnici dei singoli strumenti.

Se vuoi iniziare a investire in autonomia o quanto meno capire cosa ti viene suggerito in banca e dal promotore finanziario, leggi Impara a Investire come i Guru.    

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