Tuttavia, gli eventi drammatici di inizio gennaio 2026 stanno rimescolando le carte. L'arresto di Nicolás Maduro da parte delle forze statunitensi e l'insediamento di una nuova leadership a Caracas aprono scenari che, fino a pochi mesi fa, sembravano pura utopia.
Il passato: Un decennio di "titoli fantasma"
Per capire dove stiamo andando, bisogna ricordare da dove veniamo. Dal 2017, il Venezuela ha smesso di onorare il suo debito estero (oltre 60 miliardi di dollari tra titoli di Stato e obbligazioni della compagnia petrolifera PDVSA).
-
Le sanzioni: Il divieto imposto dagli USA di scambiare questi titoli sul mercato secondario ha reso i bond "illiquidi". Molti risparmiatori italiani si sono ritrovati con titoli in portafoglio dal valore nominale azzerato o non prezzabile.
-
Il blocco delle cedole: Milioni di euro di interessi dovuti agli investitori sono rimasti congelati, accumulandosi in un debito che lo Stato venezuelano non poteva (o non voleva) pagare sotto il regime di Maduro.
Gennaio 2026: La svolta geopolitica
L'operazione militare e giudiziaria che ha portato alla cattura di Maduro ha generato un'immediata reazione sui mercati. Sebbene la situazione a Caracas rimanga fluida, i primi segnali per gli obbligazionisti sono incoraggianti:
-
Balzo dei Prezzi: All'indomani della notizia, le quotazioni dei bond venezuelani hanno segnato rialzi superiori al 20% in una sola seduta. Gli investitori istituzionali stanno scommettendo su una futura ristrutturazione del debito.
-
Fine dell'isolamento: Il nuovo governo di transizione (guidato temporaneamente da figure in dialogo con gli Stati Uniti, come Delcy Rodríguez sotto pressione diplomatica o figure dell'opposizione) punta alla rimozione delle sanzioni OFAC. Questo è il passaggio chiave per permettere ai titoli di tornare a essere scambiati liberamente.
-
Il ritorno del Petrolio: Gli USA hanno già manifestato l'intenzione di far ripartire l'industria petrolifera venezuelana con l'aiuto delle proprie multinazionali. Una produzione stabile significa entrate fresche nelle casse dello Stato, fondamentali per ripagare i creditori.
Cosa devono aspettarsi gli investitori italiani?
Se hai ancora in portafoglio obbligazioni Venezuela o PDVSA, ecco cosa monitorare nelle prossime settimane:
-
Ristrutturazione del Debito: È quasi certo che il nuovo governo chiederà un "taglio" (haircut) del valore nominale o un allungamento delle scadenze in cambio della ripresa dei pagamenti. È il tipico processo dei paesi che escono da un default cronico.
-
Sblocco della liquidità: Una volta rimosse formalmente le sanzioni USA, le banche italiane ed europee potranno tornare a scambiare questi titoli. Sarà finalmente possibile vendere le posizioni, anche se probabilmente a prezzi lontani dal 100 nominale.
-
Recupero degli arretrati: Una delle grandi incognite riguarda le cedole non pagate dal 2017 a oggi. È probabile che vengano convertite in nuovi titoli di stato ("New Bonds").
Prudenza: Il "Rischio Paese" rimane alto
Nonostante l'entusiasmo, la strada è ancora lunga. La transizione politica è delicata e il quadro legale internazionale per il recupero dei crediti rimane complesso.
Nota importante: Gli esperti suggeriscono la massima cautela. Non è il momento di reazioni emotive, né in acquisto né in vendita. La parola d'ordine è "monitoraggio attivo": la situazione evolve di ora in ora.
Le Sanzioni OFAC: l'ostacolo alla compravendita
Oggi il principale blocco non è solo il default del Venezuela, ma le sanzioni del dipartimento del Tesoro USA (OFAC).
-
Il blocco: Le banche italiane (ed europee) non permettono la vendita dei bond perché temono sanzioni secondarie dagli USA se facilitano scambi di titoli venezuelani.
-
La prospettiva: Con il nuovo governo, ci si attende una "General License" dell'OFAC che permetta nuovamente ai broker globali di quotare i prezzi e regolare gli scambi. Solo dopo questo passaggio tecnico le banche italiane riattiveranno l'operatività sui titoli in portafoglio.
Meccanismi di scambio: Dai "Vecchi" ai "Nuovi" Bond
Quando inizierà la ristrutturazione (probabilmente sotto l'egida del Fondo Monetario Internazionale), agli investitori verrà proposta una Exchange Offer (Offerta di Scambio):
-
Haircut (Taglio): Potrebbe essere chiesto di rinunciare a una parte del valore nominale (es. ricevi 50 per ogni 100 che avevi).
-
PDI Bonds (Past Due Interest): Per le cedole non pagate dal 2017 a oggi, è prassi emettere nuove obbligazioni specifiche (spesso chiamate bond PDI) che capitalizzano gli interessi arretrati trasformandoli in nuovo debito.
-
Clausole di Azione Collettiva (CAC): Molti bond venezuelani hanno clausole per cui, se una larga maggioranza (es. 75%) accetta lo scambio, l'offerta diventa obbligatoria per tutti, inclusi i piccoli risparmiatori italiani.
Il ruolo di PDVSA
Attenzione alla distinzione: i bond governativi (Venezuela) e quelli della compagnia petrolifera (PDVSA) potrebbero avere trattamenti diversi. I titoli PDVSA sono garantiti da asset fisici (petrolio e infrastrutture) e potrebbero vedere un recupero più rapido se le multinazionali occidentali (come Chevron o Eni) riprendessero le trivellazioni in larga scala, fornendo la liquidità necessaria per il servizio del debito.
Vuoi iniziare a investire in autonomia o capire meglio cosa ti viene proposto dal promotore finanziario o dall'impiegato in banca? Leggi Impara a Investire come i Guru.



Nessun commento:
Posta un commento