Banca del Rispamio

Utili consigli per risparmiare in banca!

26/08/19

10 rischi di operare con le banche online?

Ultimamente non scrivo spesso, ma quando ci vuole ci vuole! Qualche giorno fa per caso ho beccato un articolo del Corriere che riportava il decalogo della Fabi (uno dei principali sindacati dei lavoratori bancari)  sui rischi di operare con le banche online.

Ecco il decalogo, che a quanto pare si estende anche alle piattaforme internet che consentono di comparare sul web prezzi e tariffe dei prodotti finanziari:

  1. risparmi virtuali sulle tariffe;
  2. costi nascosti e trappole;
  3. offerte civetta;
  4. benefici per i clienti poco chiari;
  5. praticità solo apparente;
  6. forti limitazioni all’operatività;
  7. promozioni aggressive;
  8. concessione di prestiti senza adeguata valutazione;
  9. vendita mascherata di altri prodotti;
  10. assistenza da personale non bancario.
Ora, corretto sicuramente avvisare i consumatori dei rischi. Farlo così vagamente, con punti che possono voler dire tutto o niente mi sembra però inutile. Il mondo delle banche online oggi è variegato. Parecchie banche online tra l'altro fanno parte dei principali gruppi bancari: la più grande, Fineco, fino a pochi mesi fa era del gruppo Unicredit. CheBanca fa capo a Mediobanca, Webank e Youbanking sono gruppo BancoBPM, IwBank di Ubi, Widiba del Monte Paschi, HelloBank di BNL etc.

C'è poi Binck (ora insieme a SaxoBank) che fa parte di un grande gruppo olandese. E poi ci sono quelle specializzate nei conti deposito: Rendimax di Banca Ifis, Esagon del Credito Fondiario, Fca Bank (la finanziaria dell'omonimo gruppo automobilistico) etc.

Come si vede finora c'è sempre stata ampia commistione tra banche tradizionali e online, quest'ultime però hanno sicuramente offerto molti vantaggi ai risparmiatori, altro che rischi (che certamente esistono ma sono secondari sia rispetto ai vantaggi sia rispetto a quelli delle banche tradizionali)!

Oggi poi ci sono nuove società, le cosiddette fintech, che minacciano il settore bancario. Da Banca N26, carta Hype o Revolut, Transferwise per trasferire soldi all'estero o in valuta con costi ridotti,   Soisy e tante altre società del P2P Lending (prestito tra privati), comparatori come Mutuionline (in realtà storica società che possiamo definire fintech nata quando non esisteva ancora il termine).

Ma tutte queste società  minacciano più i margini delle banche tradizionali che i risparmiatori. Sicuramente infatti non potrebbero sopravvivere se non offrendo vantaggi ai loro clienti che solitamente sono quelli più propensi a cambiare e attenti a valutare le varie offerte. Semmai i rischi li corrono i clienti fedeli, quelli che non si guardano intorno e da 20 anni hanno lo stesso conto corrente che oggi gli costa ben oltre i 100 euro all'anno e pagano ancora esosi diritti di custodia sul dossier titoli.

A prescindere comunque trovo paradossale che il sindacato dei bancari porga l'attenzione al mondo delle banche online e non a quello delle banche tradizionali visti i numerosi scandali degli ultimi tempi. Chi è ancora cliente delle varie Unicredit, Ubi Banca,  Intesa Sanpaolo, BancoBPM etc. negli ultimi due anni ha ricevuto diverse comunicazioni di manovre unilaterali con aumenti dei costi significativi. Purtroppo poi la maggioranza dei risparmiatori rimane impassibile e inerte nonostante potrebbe pagare molto meno con altre banche. E per questo quindi non posso dar torto ai banchieri: alla fine il gioco vale la candela, pochissimi lasciano e molti restano pagando di più.

Significativa l'affermazione "La banca tradizionale viene ancora percepita dalla clientela come più sicura e affidabile, perché la consulenza offerta allo sportello resta un punto di riferimento per gli utenti. Anche per questo motivo il prossimo contratto nazionale di lavoro, che stiamo negoziando con l’Abi, dovrà tutelare sia i clienti sia le lavoratrici e i lavoratori bancari» conclude il sindacalista".

Che la banca tradizionale venga percepita da una parte della clientela come più sicura è effettivamente vera. Ma non per qualità della banca ma per una sorta di ritrosia degli italiani al nuovo e all'opeatività a distanza. Più volte ho rimarcato come in banca molti investitori credono erroneamente che l'impiegato sia il loro consulente. Non lo è e non lo può essere. Perché la consulenza giustamente andrebbe pagata. Invece il cliente paga in commissioni che la banca riceve piazzando polizze vita e fondi di investimento della casa. Sicuramente, salvo siate clienti molto attenti e danarosi, nessun bancario vi proporrà l'analogo Etf.
Scorrendo il decalogo poi, i 10 punti possono essere tranquillamente applicati alle banche tradizionali. 

Mi chiedo allora perché il sindacato prima di guardare altrove non faccia mea culpa. Su questo blog ho scritto  alcuni articoli sul tema dei diamanti in banca, ancora prima che lo scandalo delle vendite gonfiate finisse sui media (ricordo in proposito l'ottima guida di Mirko Quaranta su Investire in Diamanti che già ne parlava anni fa). I diamanti chiaramente sono stati piazzati dagli stessi bancari. Certo, su ordine dei loro superiori, ma il dipendente era libero di non farlo e spesso ha ricevuto premi per il suo operato. E soprattutto il sindacato nel caso doveva intervenire subito. Non dopo, come ha fatto, e cercando solo di tutelare i dipendendi come se anche loro non avessero le loro colpe.  E lo stesso vale ovviamente per le famigerate obbligazioni subordinate, le sicav, le polizze vita multirischi e soprattutto multicosto, le polizze PPI infilate nei mutui e tutti i vari costisi prodotti venduti allo sportello. 
Altrimenti si dica che i bancari sono mediamente ignoranti e non conoscono i prodotti finanziari che vendono (cosa che in effetti è purtroppo anche vera per molti di loro).

E' giusto indicare sempre ai risparmiatori prudenza e attenzione. Ma per fortuna oggi ci sono le banche online, le fintech ed i vari comparatori che hanno permesso a molti clienti di liberarsi dai costi e dalle inefficienze delle banche tradizionali aumentando la concorrenza. Quando c'è più scelta è sempre un bene per il consumatore. Semmai è un peccato che quest'ultimo non colga sempre le opportunità.  

2 commenti:

  1. Grazie Luca per i tuoi consigli che ho sempre accettato e mi sono stati utili. MI DISPIACEche adesso ti sentiamo meno.

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  2. Sempre gratitudine per l'ottima divulgazione. Speriamo solo più frequente.
    Saluti
    Alberto

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