Tassi zero e costi conto corrente

costi conto corrente
I tassi di interesse sotto zero ormai sono una realtà, basta vedere i rendimenti offerti dai Btp a 2-3 anni. La maggioranza dei titoli di Stato europei e molte obbligazioni aziendali sono a tasso sotto zero. Recentemente è caduto anche il tabù degli interessi negativi sul conto corrente. Una banca tedesca ha infatti introdotto il tasso negativo sui conti dei suoi clienti.

Difficile che le banche italiane seguano l'esempio. Ma sicuramente i tassi al minimo storico riducono la loro redditività e in assenza di interessi, cercano di aumentare i ricavi in altri modi.


Nell'ambito degli investimenti per esempio non sono ormai più collocate le obbligazioni bancarie, sostituite da fondi di investimento e soprattutto polizze vita che fanno incamerare alte commissioni di sottoscrizione.

E' sui conti correnti che le banche italiane stanno puntando nell'ultimo periodo. A solo titolo di esempio:
  • Unicredit ha aumentato il canone mensile, da 4 a 5 euro, da 6 a 7 euro e da 10 a 12 euro, dei moduli Silver, Gold e Platinum che arricchiscono la versione base del conto My Genius 
  • Intesa Sanpaolo oggi prevede un canone mensile di 8 euro sul conto Facile, a fronte dei 4 euro precedenti 
  • Banca popolare dell’Emilia Romagna fa pagare 2 euro ai nuovi correntisti che si recano in filiale per ritirare somme fino a 500 euro 
  • Bnl ha introdotto una commissione di 90 centesimi sui prelievi presso i Bancomat non del gruppo 
  • Ubi Banca ha aumentato il canone del conto corrente Qubì
  • BancoPosta che aveva un canone di 30,99 euro l’anno, non è più sottoscrivibile dai nuovi clienti ai quali viene invece proposto il BancoPosta Più che ha un canone di 48 euro all’anno (4 al mese) 
  • CheBanca! dal 1° novembre raddoppierà da 1 a 2 euro al mese il canone del Conto Tascabile 
Il canone del conto è spesso riducibile o azzerabile sottoscrivendo altri prodotti. Mentre qualche anno fa le banche tradizionali avevano introdotto conti correnti a zero spese o quasi (si pensi al conto ZeroTondo di Intesa) per ribattere ai conti online, oggi hanno fatto drasticamente dietrofront.
Il conto è semplicemente lo strumento di ingresso in banca il cui fine è far sottoscrivere altri prodotti più remunerativi, per cui si paga, e tanto, se rimane un rapporto isolato.

Nel frattempo, complice appunto l'esiguità dei rendimenti dei titoli di Stato e affini, gli italiani detengono una larga fetta del loro risparmio in liquidità sul conto corrente, a tasso zero, e subendo l'erosione del capitale con commissioni e imposta di bollo.

I dati di mercato sottolineano come si sia alzata la propensione degli italiani a cambiare banca e come sia in  aumento l’utilizzo dei conti correnti online che sono in generale più economici.
Il risparmio ottenibile spesso non è poca cosa (si può arrivare fino a 180 euro all'anno) eliminando vari costi come i canoni sui conti, le commissioni su bonifici , i diritti di custodia sul dossier titoli. Oltre a ridurre drasticamente le commissioni di negoziazione sui titoli.

La ricetta per risparmiare è quella di informarsi, fare confronti, privilegiare il canale online e soprattutto non aver paura di cambiare, perché a volte il taglio dei costi può essere notevole. Banche con costi a zero spese ormai ce ne sono diverse, come Fineco (ottimo anche per il trading), Youbanking e Conto Corrente Arancio.

_____________________________________________________

EBOOK in omaggio: inserisci la tua email e iscriviti gratis:


Abbonati gratis ai feed RSS


Articoli correlati per categorie



1 commenti:

hammer ha detto...

I costi per tenere in vita un conto corrente "standard" sono uno scandalo, io li vieterei per legge.

Posta un commento