Recuperare le minusvalenze in scadenza prima di fine anno

Ci stiamo avvicinando a fine anno e come di consueto ricordo di guardare alle minusvalenze in scadenza che devono essere compensate entro il 31 dicembre.

Plusvalenze e minusvalenze

Quando acquisti un titolo azionario, obbligazionario, ma anche un fondo o un etf, puoi vendere il titolo ottenendo un guadagno o una perdita rispetto al prezzo di acquisto. Nel primo caso hai una plusvalenza che viene tassata, nel secondo una minusvalenza che puoi portare in detrazione di future plusvalenze entro il 4° anno successivo alla loro realizzazione.


Eppure spesso queste minusvalenze vengono perse perché il risparmiatore non sa che possono essere recuperate. E in alcuni casi nemmeno sa di averle. Prendiamo infatti per esempio le obbligazioni attualmente sul mercato. A causa dei tassi di interesse bassi, molte quotano sopra la pari (sopra il valore di 100) ma saranno poi rimborsate a scadenza a 100. Questo genera una minusvalenza di cui spesso il risparmiatore è inconsapevole.

Sfruttare le minusvalenze invece ti consente di aumentare il rendimento dei tuoi investimenti, a maggior ragione oggi con i tassi ai minimi storici.

Come sapere se hai minusvalenze?

Se hai un conto online o disponi del servizio di Home Banking della tua banca, di solito c’è una sezione dove trovi la tua situazione fiscale aggiornata (a volte definita zainetto fiscale). Qui puoi trovare le minusvalenze divise per anno di scadenza e puoi quindi vedere subito quelle che scadono entro fine 2015.

recupero minusvalenze fineco

Le banche poi inviano semestralmente lo scadenziario titoli con la posizione fiscale.  Nel caso, chiedi direttamente alla banca (telefonicamente o in filiale) l’aggiornamento della tua posizione.
Le minusvalenze in scadenza sono quelle conseguite 4 anni fa vendendo investimenti in perdita nel 2011.

Come recuperare le minusvalenze

Per non perdere le minusvalenze in scadenza devi vendere prima della fine dell'anno dei titoli su cui stai guadagnando (per sicurezza, siccome conta il giorno di liquidazione che avviene due o tre giorni lavorativi dopo l’esecuzione dell’ordine di vendita, meglio vendere prima di Natale).
Supponiamo che hai una minus in scadenza di 1.000 euro. Se vendi un’azione su cui stai guadagnando la medesima somma, non pagherai nessuna tassa (vale a dire che risparmierai 260 euro di imposte).

Attenzione però che il nostro Fisco è sempre cervellotico. Per questo il meccanismo funziona con azioni e obbligazioni (devi però considerare solo la differenza fra il valore di acquisto e di vendita puro, non i dividenti, le cedole o il rateo interessi) ma non con fondi di investimento e Etf.  Per un’assurdità fiscale, puoi compensare minusvalenze sui fondi con plusvalenze su azioni o obbligazioni, ma non con plusvalenze sui fondi stessi. In pratica le plusvalenze su fondi e Etf non sono mai compensabili con le minusvalenze.

Controlla quindi la tua posizione fiscale e nel caso individua uno o più titoli da vendere per recuperarle. Puoi subito riacquistare lo stesso titolo se desideri mantenerlo (o attendere il nuovo anno per evitare anche l'imposta di bollo dello 0,20%). Il gioco solitamente vale la candela, salvo importi veramente esigui inferiori pure alle commissioni di negoziazione.

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