Polizze Cpi abbinate ai mutui–limiti e problemi

Le banche offrono da tempo in abbinamento a mutui e prestiti le polizze Cpi (acronimo di Credit protection insurance), ovvero coperture assicurative a protezione del credito.

Più volte le associazioni dei Consumatori e le stesse autorità di vigilanza si sono espresse in materia, visti i continui casi di pratiche commerciali scorrette nel collocamento di questi prodotti. Recentemente Banca d’Italia e Ivass hanno emanato nuove istruzioni a cui le banche e le Compagnie di Assicurazioni dovranno adeguarsi entro febbraio.

assicurazioni abbinate mutui

Cosa sono le polizze Cpi

Come detto sono polizze facoltative che vengono abbinate ai finanziamenti (e spesso il premio assicurativo viene finanziato insieme al mutuo) e coprono da alcuni eventi che renderebbero difficile o impossibile il pagamento delle rate.

Solitamente comprendono due tipi di copertura:
  1. una polizza Tcm (Temporanea Caso Morte) che copre dal rischio morte. Può essere abbinata anche la copertura da invalidità permanente
  2. polizza contro eventi temporanei quali la perdita di lavoro o l’inabilità temporanea
Nel primo caso, al verificarsi del sinistro, viene rimborsato l’intero debito residuo del finanziamento. Nel secondo caso invece viene pagata per un certo periodo (solitamente  massimo 12 mesi) la rata.

copertura polizze cpi

Limiti e problemi di queste polizze

Perché queste polizze sono entrate nel mirino di Banca d’Italia, Ivass e Associazioni dei Consumatori? Per vari motivi.

Come detto sono polizze facoltative ma spesso sono state imposte al fine di ottenere il finanziamento o ottenerlo a certe condizioni. Si tratta di una pratica scorretta più volte denunciata. Ma è evidente che per alcune banche, ancora oggi, la polizza è quasi obbligatoria; lo si capisce dall’alta percentuale di mutui con polizza Cpi abbinata.

L’assicurazione ovviamente ha i suoi benefici coprendo effettivamente da rischi che, soprattutto chi sottoscrive un mutuo, dovrebbe valutare. E’ infatti evidente che la morte del mutuatario può scaricare il pesante fardello del debito sugli eredi, così come la perdita del lavoro per un dipendente o l’inabilità temporanea per un autonomo può rendere difficile il pagamento della rata.

Resta però il fatto che tali polizze, oltre che spesso imposte, abbiano premi alti (stante alle stesse rilevazioni di Ivass). Premi con commissioni esagerate. Basti pensare che persino oltre il 50% del premio può andare all’intermediario (la banca) che non fa altro che collocare il prodotto. E nel caso di mutui parliamo di qualche migliaia di euro di provvigione alle banche per aver solo collocato la Cpi (e pure male senza troppe spiegazioni).

Altri problemi di queste polizze sono dovuti appunto alla scarsa trasparenza in fase di collocamento:
  • non è spesso chiaro che le coperture per la perdita di impiego o inabilità non hanno la stessa durata del mutuo, ma inferiore 
  • non sono illustrati i periodi di carenza e franchigia (e il significato di questi termini)
  • le coperture temporanee dipendono dalla situazione lavorativa dell’assicurato al momento del sinistro, rendendo a volte inefficace o inutile la copertura.

Nel prossimo articolo entreremo in dettaglio sulle nuove regole stabilite da Ivass e Banca d’Italia e spiegherò come difendersi da eventuali pratiche scorrette.

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