Tassi bassi a lungo? Come investire

Si è molto parlato nelle scorse settimane degli interventi della Banca Centrale Europea. Ma quali effetti avranno sui tuoi investimenti?

Anzitutto va sempre considerato che dal punto di vista dell’investitore non devi considerare solo i fatti, ma anche (se non soprattutto) le aspettative. Gli interventi annunciati da Mario Draghi, governatore della BCE, erano infatti già attesi da molto tempo. Rimaneva solo il dubbio del quando e dell’entità. Vediamo quindi quali sono le decisioni prese.


Interventi BCE

Le decisioni della BCE non sono state particolarmente aggressive, in particolare per ora non si vede all’orizzonte una sorta di “quantitative easing” all’americana. In quest’ultimo caso avremmo sicuramente visto un effetto positivo maggiore sugli spread e sulle Borse.
Il tasso BCE (tasso di riferimento per tutta l’eurozona) è stato ridotto da 0,25 a 0,15%, il minimo storico. E’ stato poi ribadito il sostegno ai titoli di stato dell’UE e sono stati annunciati una serie di interventi a supporto del sistema bancario in base a quanto finanzia l’economia reale.

Tassi bassi per lungo tempo?

Occorre partire dall’assunto che gli interventi BCE non possono produrre un effetto immediato sull'economia reale, ma semplicemente sostengono un clima di maggiore fiducia nel mercato migliorando la stabilità del sistema finanziario e consentendo di tenere più bassi i tassi di interesse e gli spread.

Basti pensare che ora i rendimenti del titolo decennale di Spagna e Italia sono inferiori al 3%, ai minimi storici anche se complessivamente i rating restano al di sotto dei livelli pre-crisi. In pratica ora c’è più fiducia o se si vuole una minore percezione del rischio di credito, rischio che di fatto però non è cambiato.

La politica monetaria europea e la congiuntura economica spingono a pensare che tale situazione di tassi bassi andrà avanti ancora per molto tempo. Le banche centrali sia negli Usa che nell'eurozona avranno bisogno di mantenere tassi reali molto bassi per ravvivare la pallida  ripresa economica.

tassi bassi

E l'innalzamento dei tassi sarà meno ripido e veloce di quanto pensato fino ad un anno fa. Innalzamento che si vedrà solo con la ripresa del Pil e dell'inflazione.
Le previsioni indicano un primo rialzo da parte della Bce non prima di fine 2016 mentre la Fed americano dovrebbe già intervenire dall’inizio del prossimo anno.

Come e dove investire?

Tassi bassi per lungo tempo significa rendimenti stabili con bassa volatilità per i prossimi 12 mesi. L'opinione che i rendimenti dei decennali possano restare abbastanza stabili è diffusa.
In un tale contesto gli investitori sono incentivati a cercare un rendimento “decente” assumendosi un maggiore rischio. Di questo clima ne hanno già beneficiato i titoli Piigs a medio lungo termine.
Investire in titoli con scadenze più lunghe, persino tra 15-20 anni, è quindi una risposta coerente all’ipotesi che effettivamente tale situazione permanga per diversi mesi.

Ma se si necessita di liquidità nei prossimi anni, meglio puntare sul breve termine dove i BTp Italia, nonostante l’inflazione ai minimi, beneficiano di maggiori rendimenti attesi rispetto ai corrispettivi titoli indicizzati all'inflazione europea e ai Btp classici.

La ricerca di maggior rendimento e quindi maggiore rischio richiede però anche una frequente osservazione dei mercati. Difficile pensare a cambiamenti importanti nei prossimi mesi, ma già entro fine anno il clima potrebbe cambiare.

Per chi si può permettere una maggiore diversificazione si può acquistare anche una quota di titoli in dollari. Diverso invece il discorso sui numerosi bond in valute di paesi emergenti, come la lira turca (Try), il real brasiliano (Brl) e il rand sudafricano (Zar), che pur offrendo ricche cedole vanno sempre valutati in un’ottica speculativa. Ne parlerò più approfonditamente in un prossimo articolo.

Altra alternativa per chi rimane sul reddito fisso, potrebbero essere le polizze vita, che beneficiano di vantaggi fiscali e di un sistema contabile basato sul costo storico che consente ancora di beneficiare della riduzione dei tassi. Il problema di questi prodotti sono i costi che possono, a maggior ragione in un momento di rendimenti ai minimi, pregiudicare il buon rendimento della polizza. Anche su questo tema tornerò a breve.

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1 commenti:

Anonimo ha detto...

A parer mio, è meglio fare come fanno i politici del governo e i loro ministri e cioè investire all'estero e non tenere neanche un euro nei conti italiani, in quanto sono i più
tassati d'europa e i rendimenti sono quasi nulli.

oltre al fatto che così non si pagano neanche le tasse, che sui risparmi sono aumentate grazie a renzi e a forza italia, con cui ci hanno fatto il governo, al 26%, più la patrimoniale e la tobin tax.

Invece i capitali all'estero, la casta se li protegge e li tutela.

Pensate che hanno addirittura abolito la tassazione al 20% sui bonifici dall'estero, onde evitare di subire un danno ai loro patrimoni.

Chi pensa di far soldi e investire ancora nel bel paese è solo un illuso, oppure uno che vuole regalare soldi a padoan e la sua casta.

MEDITATE GENTE

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