Privatizzazione Poste cosa cambia per i clienti Bancoposta

privatizzazione posteE’ ormai avviato l’iter di privatizzazione delle Poste Italiane. Lo Stato venderà circa il 40% delle Poste che saranno successivamente quotate in Borsa. Una parte di queste azioni saranno destinate ai dipendenti.

Ma la privatizzazione cambia qualcosa per te che sei cliente e hai i tuoi risparmi su un conto corrente o libretto postale, o un buono fruttifero presso Banco Posta?


Le Poste Italiane

Le Poste hanno ormai cambiato faccia da diverso tempo, da quando nel 1999 è nata BancoPosta, la divisione esclusivamente dedicata alla raccolta del risparmio e dei prodotti d’investimento e assicurativi.

BancoPosta propone oggi  presso i suoi uffici postali una gamma completa di prodotti finanziari: conti correnti,  libretti di risparmio, obbligazioni, certificate, fondi comuni di investimento, polizze vita e danni e soprattutto i Buoni fruttiferi postali, lo strumento più utilizzato dai clienti (si stima che il 6-7% della ricchezza finanziaria degli italiani sia investita su questi strumenti).

carta_prepagata_bancoposta-postepayOrmai il 75% dei ricavi delle Poste deriva dai servizi finanziari, tanto che le Poste sono più una banca che una società postale. Il conto corrente postale rappresenta il 14% del totale. Postepay, nelle sue varie declinazione, rappresenta il 51% delle carte prepagate.

Cosa cambia per il risparmiatore?

Di fatto poco. I Bfp (come i libretti di risparmio) sono  emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti e, quindi, godono della garanzia dello Stato (e hanno lo stesso profilo di rischio e di tassazione al 12,5%). 

Negli ultimi anni i buoni postali hanno ampliato la loro gamma di offerta e sono diventati sempre più numerosi e più complessi. L’ultima emissione per esempio includeva ben 12 serie: tradizionale con tasso fisso, indicizzato all’andamento dell’Euro Stoxx 50, al tasso BOT semestrale, all’indice Istat dell’inflazione,  e quelli dedicati ai minori o ai liberi professionisti.

La strada verso la finanziarizzazione delle Poste è quindi già tracciata e la privatizzazione non farà che confermarla. Il rischio per te è di essere sottoposto a proposte di prodotti sempre più complessi (come i nuovi buoni postali, le polizze vita, le obbligazioni strutturate o i certificate) che offrono spesso margini maggiori per il venditore a tuo discapito.

Come sempre quindi, anche alle Poste, è sempre opportuno informarsi bene prima di sottoscrivere un contratto, e nel dubbio lasciare perdere (non investire mai in qualcosa che non capisci e non saresti in grado di spiegare). Fai attenzione in particolare a quei prodotti finanziari accompagnati dalla parola magica “capitale protetto o garantito”. La protezione del capitale ha infatti un costo che si paga in commissioni.

BancoPosta è una banca?

Un problema che prima o poi dovrà essere affrontato è quello della natura di BancoPosta. Abbiamo infatti visto che di fatto la società opera come una banca.  Ma legalmente non è una banca e quindi non è soggetta a tutte le regole di vigilanza che valgono per gli istituti di credito.

L’Abi (Associazione bancaria italiana) da tempo chiede la soggettazione piena alla vigilanza di Banca d’Italia. Per ora l’esclusione deriva dal fatto che le Poste non possono concedere credito direttamente. Infatti lo fanno tramite accordi con altri istituti come Deutsche Bank per erogare prestiti e mutui.
La privatizzazione potrebbe accelerare  l’assoggettamento a vigilanza di BancoPosta. Una maggiore garanzia anche per i risparmiatori che hanno il loro soldi investiti nella società finanziaria delle Poste.

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5 commenti:

Anonimo ha detto...

A ridaglie!

Ma è tanto difficile sconsigliare apertamente banche e poste?

Ma ci siamo dimenticati che si paga la patrimoniale allo 0.2% oltre alla tassazione su eventuali capital gain?

Io fino a quando lo Stato non poteggerà i risparmiatori con politiche incentivanti e remunerative, non verserò manco più un centesimo in banca e poste!

I risparmiatori, vanno tutelati, non violentati come oggi accade!
Bisogna che il governo adotti politiche che stimolino senso di sicurezza e protezione verso i risparmiatori, invece oggi il risparmiatore italiano deve guardarsi bene, cosa sottoscrive e dove.

Un saluto a tutti, by Mister X

Anonimo ha detto...

Caro Luca per quanto riguarda la posta io volevo dirti di essere rimasta molto delusa e imbrogliata Nel 1984 avevo sottoscritto dei buoni postali, adesso che sono passati 30 anni, non mi vogliono dare l'interesse che è riportato dietro al buono, perchè due anni dopo l'emissione hanno pubblicato sulla gazzetta ufficiale un abbassamento degli interessi senza comunicare niente ai possessori dei buoni. Adesso non sò che fare mi puoi dare un consiglio?Quando vedo la pubblicità in televisione mi innervosisco e vorrei dire a tutti di non fidarsi di poste italiane!!!!

Luca di Banca del Risparmio ha detto...

so che la questione è seguita da varie associazioni di consumatori. So per certo altroconsumo. Prova a scrivere a loro

Anonimo ha detto...

Cosa cambia se si ha una polizza pensione presso le poste? Sono ancora sicure in caso di privatizzazione? Nel caso ci sono prodotti migliori, garantiti come Le Poste potevano o possono essere?
Grazie mille

Carlotta56 ha detto...

carissima le poste all'epoca erano piene di avvisi a questo scopo perchè non li hai letti? quegli interessi
maturati nessuna banca ha potuto erogarli ne allora ne ora ne mai su un prodotto garantito se poi volevi investire in azioni potevi farlo rischiando il capitale ma con la speranza di sbancare sicura come nel gioco del lotto! dalle poste pretendete in banca non parlate l'atteggiamento non è familiare come le e avete paura ad aprire bocca ma ancora non si è sentito dire che le poste abbiano fallito.

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