Valore nominale o di rimborso per il bollo sui buoni postali?

bollo-buoni-fruttiferi-postaliDomani pubblicherò la Guida sul Conto. Nella sua realizzazione sono sorti vari dubbi, come vedrai infatti le regole e le eccezioni sono veramente tante. Per tale ragione ho cercato di mettere vari esempi per far capire meglio concetti non sempre facili da spiegare.
Sicuramente ci sono e nasceranno vari dubbi, magari dalle tue domande.

Per ora il maggiore dubbio che mi rimane è relativo al calcolo del bollo sui buoni fruttiferi postali, e in particolare su quale valore utilizzare: nominale o di rimborso.


Il problema non si pone per i buoni cartacei emessi prima del 2009. Per questi è esplicitato anche nella Circolare dell’Agenzia delle Entrate che il bollo si calcola sul valore nominale del singolo buono ogni fine anno, applicando un minimo di 1,81 euro e senza soglia di esenzione.

Il calcolo sui buoni immateriali e cartacei dal 2009

Il dubbio invece esiste per i buoni immateriali e quelli cartacei emessi dal 2009. 

Soglia di esenzione

La legge di conversione del Decreto indica che la soglia di esenzione si calcola sul valore di rimborso.

La Circolare dell’Agenzia delle entrate è ancora più chiara:
La nota 3-ter dell’articolo 13 chiarisce, infatti, che sono esentati dall’imposta i buoni postali fruttiferi di valore di rimborso complessivamente non superiore ad euro 5.000.
Si precisa che, ai fini della verifica del limite di esenzione, deve assumersi il valore effettivo di rimborso, al netto quindi degli oneri fiscali, riconosciuto al cliente alla scadenza del titolo.
Viene quindi precisato  che la soglia di esenzione si basa sul valore di rimborso al netto della ritenuta fiscale.

Calcolo bollo

… per i buoni postali fruttiferi  … l’imposta è determinata sulla base del valore dei prodotti finanziari rilevato al 31 dicembre di ogni anno.
Ma quale valore?  Per quanto visto prima verrebbe da rispondere che si utilizza il valore di rimborso al netto della ritenuta fiscale. Ma sul punto non c’è chiarezza. Anzi!

A confondere le idee ci sono gli esempi pratici dell’AdE che utilizzano il valore nominale. Oltre al fatto che per i buoni cartacei emessi prima del 2009 è esplicitamente indicata tale soluzione.  E le stesse FAQ proposte dalla CDP da qualche mese indicano il valore nominale come valore di riferimento.

Altro motivo che fa propendere per questa ipotesi è che nella circolare, quando si parla dei prodotti che non hanno una rendicontazione periodica (citando buoni e polizze), si scrive:
Per le polizze assicurative, si assume per il calcolo dell’imposta il valore di riscatto della polizza al 31 dicembre di ciascun anno
Per i buoni invece non si dice nulla, lasciando pensare che per questi non si utilizzi il valore di rimborso (che equivale al valore di riscatto delle polizze).

La mia opinione, per quanto assurda

In considerazione di quanto precedentemente comunicato dalla CDP ma soprattutto dagli esempi utilizzati dall’Agenzia delle Entrate, propendo per la soluzione del valore nominale.

Ci troviamo però nell’assurdo per cui ogni 31 dicembre le Poste dovranno:
  1. sommare per ogni intestatario tutti i buoni (esclusi i cartacei pre 2009) al fine di verificare il superamento della soglia di esenzione. Per questo calcolo si considererà sicuramente il valore di rimborso al netto della ritenuta fiscale. In pratica: valore nominale + interessi netti calcolati a fine anno.
  2. qualora si superi la soglia, calcolare il bollo applicando le aliquote dello 0,1% nel 2012 o 0,15% dal 2013 sulla somma dei buoni considerando il valore nominale.
Non penso ci sia bisogno di ulteriori commenti …

Per rimanere aggiornato sull’argomento, iscriviti alla newsletter (box mail in alto a destra). A breve riceverai indicazioni su come ricevere gratuitamente la guida al bollo.
Vedi come scaricare la guida gratuita sul bollo 

_____________________________________________________

EBOOK in omaggio: inserisci la tua email e iscriviti gratis:


Abbonati gratis ai feed RSS


Articoli correlati per categorie



2 commenti:

Anonimo ha detto...

quello che non è chiaro e che non è stato ben detto è se i buoni postali si cumulano o no. 10 buoni postali da 1000 euro sono trattati separatamente o come un buono dal valore di 10mila?
grazie

BdR ha detto...

come vedi a fine articolo, parlo sempre di sommare sia per il calcolo della soglia sia per il calcolo del bollo.
Poi comunque va attribuito ad ogni bollo la sua quota parte.

Posta un commento