Liberalizzazioni in campo bancario

Gli interventi previsti dal Decreto Liberalizzazioni in tema bancario riguardano due aspetti:
  • le cosiddette polizze CPI sui finanziamenti
  • l’introduzione di un conto corrente di base

Polizze obbligatorie sui mutui

La nuova norma stabilisce che se la banca condiziona la concessione di un mutuo alla stipula di un contratto di assicurazione sulla vita (polizza CPI o TCM) dovrà sottoporre al cliente almeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi.

Il testo della norma è stranamente contorto e riduttivo. Anzitutto non si capisce perché faccia riferimento solo alle assicurazioni sulla vita. Le polizze CPI, oggi molto diffuse e spinte dalle banche,  hanno in genere due componenti, una danni e una vita, per cui era più chiaro definire genericamente o completamente il termine assicurazione.

Occorre sottolineare inoltre come oggi raramente le banche indichino queste polizze come obbligatorie mentre nella pratica succede spesso che le banche costringano a sottoscrivere tali assicurazioni per avere il finanziamento o semplicemente per ottenere migliori condizioni. Bisogna però capire come sarà declinata la norma perché scritta così è facilmente aggirabile. La banca infatti potrà, senza rendere obbligatoria la polizza, proporre il finanziamento senza assicurazione con uno spread alto concedendo uno sconto sullo spread se si sottoscrive la propria assicurazione. In questo caso la banca formalmente non sarebbe obbligata a fornire due preventivi (non ha infatti condizionato la concessione del mutuo alla stipula assicurativa). Resta poi sempre il fatto che sarebbe la banca a scegliere i preventivi da utilizzare per il confronto.

Tramite le polizze sui mutui le banche hanno ottenuto finora alti utili grazie al fatto di vendere queste coperture assicurative con margini superiori rispetto agli Agenti Assicurativi. Sul tema tornerò con alcuni articoli ma posso anticipare che normalmente una polizza di questo tipo presso un Agente costa molto meno (il problema semmai è la confrontabilità tra polizze che presentano diversi aspetti tecnici da valutare, non sempre semplici per il cliente).

Ritengo quindi che in questo ambito si doveva intervenire più pesantemente per dare un freno al fenomeno. Le possibilità erano e sono diverse. Anzitutto si poteva standardizzare il prodotto definendo una polizza tipo in modo da favorire il confronto. Con una polizza standard sarebbe stato anche più semplice verificare chi applica premi fuori mercato. E come estremo rimedio si poteva vietare alle banche di collocare queste polizze (o minacciare di farlo come intervento dissuasivo verso le attuali pratiche scorrette).

Conto corrente di base

Il concetto di conto corrente di base in realtà era già stato introdotto con la manovra di dicembre, cosiddetto Decreto Monti o Salva Italia.
Si tratta di un conto a basso costo, probabilmente destinato a particolari categorie come pensionati sociali etc. Lo scopo di questo conto è di fornire un valido ed economico strumento di pagamento anche a coloro che oggi non dispongono di conto corrente (come i numerosi pensionati che incassano la pensione in contanti) per ridurre appunto l’utilizzo del contante e favorire i pagamenti elettronici tramite bonifici e carte.

In tale ambito il Decreto prevede solo che entro il 1° settembre 2012 dovranno esser definite e ridotte le commissioni agli esercenti per le transazioni effettuate mediate carte di pagamento.
Solo da tale data saranno valutate ed eventualmente applicate le norme sul conto corrente di base. Sembra quindi evidente come questo conto non nascerà prima di settembre, come minimo.

E’ stata rimandata inoltre di altri tre mesi la definizione delle regole sull’applicazione delle commissioni sui fidi e sugli scoperti di conto (commissioni di massimo scoperto etc) lasciando quindi nel frattempo campo libero alle banche di applicare le attuali esose spese. E’ però stata abrogata da subito la norma che rendeva nulle le commissioni di massimo scoperto se il saldo a debito del cliente non si era protratto per oltre 30 giorni o in assenza di fido (norma che avrebbe costretto le banche a rimborsare parecchie commissioni ai clienti).

Conclusioni sulle liberalizzazioni bancarie

In ambito bancario gli interventi stabiliti dal Decreto Liberalizzazioni sono molto deludenti, ancor di più di quelli in ambito assicurativo.
Sulle polizze mutui ho già indicato i limiti della norma, a maggior ragione se si considera che il tema richiedeva un pesante intervento alla luce del fatto che le banche oggi abusano di una posizione favorevole per far sottoscrivere ai clienti polizze a caro prezzo (anche a fronte di confronti oggettivi effettuati dall’Ania, associazione degli assicuratori).

Per il conto di base viene tutto rimandato. Già ora sappiamo che non arriverà prima di settembre, ma probabilmente aspetteremo più a lungo. Si rischia che nel frattempo cambino molte cose, anche a livello politico, e non se ne faccia nulla. Senza voler fare facile demagogia non capisco perché su certi temi (pensioni e tasse) c’era tanta urgenza mentre  su queste misure si rimanda sempre (si poteva comunque far partire a breve il conto e migliorarne poi alcuni aspetti come quelli relativi ai pagamenti tramite carte).

Senza senso poi il rinvio sulle commissioni su fidi e scoperti. Ora ci troviamo con le vecchie norme abrogate e con le nuove non ancora definite, risultato: campo libero per le banche. Come assurdo l’intervento che abroga la nullità delle vecchie commissioni applicate indebitamente in passato dalle banche (e stranamente di fronte a tanti rinvii, questa è l’unica decisione ad entrare subito in vigore).

Come ho scritto nel mio ebook “Scopri come risparmiare in banca” (scaricabile gratuitamente iscrivendosi alla newsletter) rimango dell’opinione che solo noi possiamo creare vera concorrenza in ambito bancario smettendo di essere passivi di fronte alle proposte che ci vengono fatte. Non è infatti vero che tutte le banche sono uguali basti pensare che oggi ci sono già conti a zero spese con inclusa carta di credito e bancomat con prelievi gratuiti ovunque. Ovviamente sto parlando delle banche online, qui un veloce confronto. Qualsiasi misura di legge sarà comunque inutile se non siamo noi ad attivarci per i nostri interessi.

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