Il pasticcio delle polizze dormienti

Polizze-dormienti Si sta ancora cercando una soluzione al cosiddetto pasticcio delle polizze dormienti a causa del quale molti piccoli risparmiatori si sono visti espropriare dallo Stato i soldi investiti in polizze vita.


Cosa sono le polizze vita dormienti?

Tutto è da ricondurre alla legge 166/2008, che ha equiparato le polizze vita ad altri rapporti dormienti come i conti correnti.
Sono stati inseriti con tale legge dei termini entro i quali incassare le polizze scadute. Ma le polizze vita scadono (o meglio sono liquidabili) all’eventuale scadenza prefissata o alla morte dell’assicurato. In quest’ultimo caso, per varie ragioni, non sempre le richieste di liquidazione avvengono in tempi brevi, ma con la legge 166/2008 se la richiesta non avviene entro i termini stabiliti si perdono i soldi.

In sintesi:
  • i decessi avvenuti fino al 31 dicembre 2004 sono esclusi dall'applicazione della legge 166/2008;
  • per i decessi avvenuti fino al 27 ottobre 2007 la richiesta doveva essere fatta entro un anno dall'evento;
  • per i decessi accaduti a partire dal 28 ottobre 2007 la richiesta deve essere fatta entro due anni.
In caso di superamento dei termini di prescrizione le somme investite nelle polizze vita sono trasferite al fondo dei rapporti dormienti che dovrebbe rimborsare i risparmiatori coinvolti nei crack finanziari tipo Argentina, Cirio o Parmalat.
Inoltre, a differenza di quanto stabilito per gli altri rapporti dormienti (conti correnti, libretti di risparmio etc) per le assicurazioni vita non è possibile riottenere dal fondo i propri soldi facendo richiesta entro 10 anni.

Quante sono?

Non stupisce che per la questione delle polizze dormienti per ora a pagare siano solo i piccoli risparmiatori senza colpa.

Nel 2008 il fondo ha raccolto 8 milioni di euro, quest’anno si stima che vi siano coinvolte circa 5 mila famiglie per un ammontare di 25-35 milioni di € (anche se vi sono stime che arrivano a 50).

Le più colpite sono le polizze di Poste Vita, polizze accese da anziani che vi hanno investito parti rilevanti dei loro risparmi per garantire un’eredità ai figli che ora rischia di sfumare.
Poste Vita aveva previsto nei suoi contratti la possibilità di incassare la liquidazione delle polizze fino a dieci anni dopo la morte dell’assicurato. Gli stessi impiegati delle Poste assicuravano i loro clienti ed eredi che non c’era fretta. Ma con l’entrata in vigore della legge che agisce retroattivamente dal 2005, molte polizze sono rientrate automaticamente fra le dormienti.

Inoltre vi è da considerare che ci sono casi di eredità in cui servono due o tre anni prima di capire quanto e cosa si eredita.

La legge quindi appare assurda, vi sono responsabilità dello Stato di aver legiferato con leggerezza e responsabilità delle Compagnie assicurative di non aver comunicato in tempo e in maniera idonea i contenuti della legge agli assicurati. Di fronte a queste responsabilità, all’italiana, per ora pagano solo gli incolpevoli risparmiatori.

Soluzioni al problema

L’unica soluzione possibile è quella politica, serve infatti un semplice emendamento che
  1. riveda la retroattività della norma
  2. equipari le polizze agli altri rapporti dormienti in modo che si possa, entro 10 anni, fare richiesta di rimborso.
Purtroppo però la soluzione politica continua ad essere rinviata anche se ormai i tempi stringono.
Le compagnie assicurative stanno infatti già compilando i moduli per comunicare entro la data prevista, 31 marzo 2010, l’importo delle polizze da versare al Fondo del ministero dell’Economia, anziché ai legittimi beneficiari. Entro il 31 maggio poi i capitali investiti in tale assicurazioni sulla vita dovranno essere versate al fondo. Sarebbe opportuno chiudere la partita entro il 31 marzo e sicuramente prima che, il 31 maggio, i capitali vengano spostati.
Come detto basta un emendamento che sarebbe certamente condiviso dall’Aula, ma nel nostro paese anche le cose semplici si complicano.

Sicuramente più lunga sarebbe la soluzione di ricorrere per dichiarare l’incostituzionalità sulla retroattività della legge 166/2008.

Cosa devi fare in caso di polizza dormiente

Se purtroppo la tua polizza è già rientrata nelle dormienti, non puoi fare molto se non aspettare l’emendamento o la soluzione politica (di cui ti terrò prontamente informato sul blog).

Se invece tu o un tuo familiare ha una polizza vita, ricorda che hai due anni di tempo dalla scadenza o dalla morte dell’assicurato per richiedere la liquidazione. Per maggiore sicurezza e per avere una prova in mano, attieniti alle condizioni contrattuali e fai richiesta tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.

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