Banca Intesa Sanpaolo aumenta i costi del conto corrente

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La maggioranza dei correntisti di Banca Intesa San Paolo (incluse le banche del Gruppo: Banca Cr Firenze, Banco di Napoli, Carisbo, Cassa di Risparmio di Forlì e della Romagna, Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia, Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia, Cassa di Risparmio del Veneto) hanno ricevuto questo mese una comunicazione di modifica unilaterale del contratto di conto corrente.

La banca comunica che, a partire dal prossimo agosto, verrà applicato sul conto corrente un canone  mensile fino ad un massimo di 10 euro che dipende dall'anno di apertura e dalla giacenza media (calcolata nel 2016).
In generale sono colpiti tutti i conti correnti storici di Intesa come Zerotondo e Conto Facile. Vediamo più in dettaglio in cosa consiste la modifica e come ci si può difendere.

La modifica unilaterale di Banca Intesa

Banca Intesa nella sua comunicazione rileva come, a causa delle mutate condizioni di mercato, in particolare i tassi di riferimento negativi, il costo dei depositi sia aumentato e quindi ciò costituirebbe un giustificato motivo per modificare le condizioni del conto corrente.

In particolare i canoni del conto Intesa potranno aumentare fino ad un massimo di 10 euro secondo un calcolo piuttosto elaborato riassunto in questa tabella:

aumento canone conto intesa


La modifica avrà decorrenza dal 1° agosto 2017. Essendo una modifica unilaterale, il cliente può non accettarla recedendo dal contratto senza spese di chiusura e ottenendo, in sede di liquidazione del rapporto, l'applicazione delle condizioni attualmente praticate.  Se non fa nulla, la modifica si intenderà approvata.


I conti delle banche tradizionali

Proprio nell'ultimo articolo segnalavo come molti italiani, quando si tratta di banche, si lamentano ma poi fanno poco per cambiare. Motivo per cui molte banche tradizionali riescono a far pagare servizi che altrove sono gratuiti o molto più convenienti.

E sempre in quell'articolo segnalavo come le banche italiane tradizionali (vale a dire non online), ormai a caccia di ricavi più che di liquidità, abbiano aumentato spese e commissioni. Sono quindi spariti i conti a zero spese (come lo stesso Zerotondo) e sono apparsi conti correnti con canone mensile riducibile se si acquistano altri prodotti.

La mossa quindi non stupisce in quanto segue questo trend. Inutile anche andare in banca cercando di farsi cancellare l'aumento. A meno che siate clienti veramente speciali (vale a dire che rendano parecchio alla banca in quanto per esempio detentori di molti fondi e polizze), l'impiegato in banca vi spiegherà le ragioni dell'aumento e poi al massimo, per far finta di venirvi incontro (dico far finta perché è una tipica mossa di marketing già concordata) vi suggerirà il nuovo conto "Xme Conto" con canone mensile  di 6 euro ma che può scendere a 4 con l'accredito dello stipendio.

Questi sono i nuovi conti spinti dalle banche tradizionali: conto con vari pacchetti a canone e sconti se acquisti altri prodotti. Da notare poi come questi conti nel canone base comprendano ben poco, solitamente solo il conto con bancomat. Per esempio Xme Conto fa pagare anche i bonifici, salvo ancora una volta pagare un canone mensile (di 2 euro) per averli a zero e illimitati. Sono i cosiddetti "conti modulari" in cui paghi un tot per ogni modulo.

Si può discutere se il giustificato motivo opposto dalla banca per effettuare l'aumento del canone sia effettivamente giustificato. Ma inutile entrare troppo in dettagli legali. Nella pratica queste sono in genere semplici trovate per arrivare allo scopo che è appunto: aumentare i ricavi. Qualcuno ricorderà infatti il mio articolo di qualche mese fa in cui segnalavo l'aumento dei canoni dei conti di Unicredit, Ubi Banca e Banco Popolare giustificati dai costi per gli interventi di salvataggio delle banche (su cui successivamente è intervenuta Banca d'Italia chiedendo di rivedere tali aumenti).

Possiamo però sostenere che le banche hanno una bella faccia tosta. Di fatto se fossero normali imprese private, tutte (nessuna esclusa) sarebbero già fallite. Ma godendo di una tutela pubblica per il loro ruolo nell'economia, si è fatto di tutto per salvarle concendedo loro vari vantaggi, che si sono tenuti ben stretti senza condividerli. Nessuna banca infatti ha girato ai depositanti i vantaggi ottenuti grazie alle politiche della BCE (per es. le plusvalenze sui titoli di Stato ottenute a seguito del Quantitative Easing, i finanziamenti a tasso zero o addirittura negativi nel caso del LTRO). O i vantaggi dell'intervento dello Stato nel salvataggio di MPS e di altre banche italiane.
Però per ogni svantaggio, eccole chiedere il conto.

Banca Intesa poi fa notare che qualora le condizioni di mercato cambiassero, anche i costi del conto potranno essere rivisti. Al di là che del futuro non c'è certezza, occorre notare come i conti correnti di Intesa già da tempo offrano tasso zero, anche quando i tassi BCE erano ben più alti. Ci si chiede quindi se, seguendo la logica spiegata nella comunicazione di modifica unilaterale, quando i tassi di mercato torneranno a livelli normali, la banca addirittura pagherà un canone ai clienti. Ovviamente è una provocazione, ma che segue la logica della banca: tassi negativi = mi paghi un canone, tassi positivi = ti pago un canone.

Quel che è positivo è che la banca sembra ridurrà i tassi a debito sui conti (anche se c'è da evidenziare come i tassi di interesse su fidi e scoperti di conto, oltre ai costi associati, siano rimasti molto alti nonostante l'andamento dei tassi di mercato).

Ci sarebbe infine molto da polemizzare in merito alla tabella degli aumenti sopra riportata. Si può capire che si cerchi di far pagare ad ognuno il "giusto", ma una tale complicazione è esagerata oltre che di difficile lettura.

Come difendersi dall'aumento di Intesa?

Banca Intesa fa affidamento sul fatto che la maggioranza dei suoi clienti sono clienti anziani o facili da convincere in quanto si fidano ciecamente dell'impiegato bancario. Persone che magari si lamentano un po' ma poi non passano ai fatti e quindi rimangono fedeli. E se proprio minacciano la chiusura del conto, possono essere convertiti sul nuovo conto Xme facendolo passare come un favore esclusivo concesso da parte del gestore bancario. Oppure saranno invogliati a investire la liquidità in fondi e polizze della casa, con laute commissioni per la banca.


La risposta a "Come difendersi dall'aumento" l'ho proprio data nell'ultimo articolo. Cambiando! Inutile lamentarsi e poi non far nulla. Anche perché così si premiano questi comportamenti delle banche. Finché avranno clienti accondiscendenti, perché dovrebbero cercare di ridurre i costi?

Quel che più sorprende, come ho già scritto, è che in Italia in tema di banche siamo messi anche bene, grazie a diverse banche online. Anche in Europa infatti non è facile trovare un'offerta così ampia di conti correnti a zero spese.

Ripeto quindi l'elenco in ordine alfabetico già proposto nel precedente articolo (con anche segnalazione di promozioni in corso):
  • Che Banca! Puoi scegliere tra il conto Digital (a zero spese, con bancomat incluso e pure senza bollo) o conto Yellow (canone 24 euro annui azzerabile con operazioni quali accredito stipendio e addebito bollette. Bollo a carico banca per il 2017). Per entrambi i conti, aprendolo entro fine maggio, in regalo un buono PiQuadro da 150 euro
  • Conto Corrente Arancio conto a zero spese comprensivo di bancomat e carta di credito gratuiti. Interesse del 2% sui vincoli a 6 mesi se accrediti lo stipendio
  • Fineco: conto a zero spese con bancomat. Il migliore per chi vuole fare trading
  • Hello Bank: conto a zero spese. In corso promozione, 150 euro di buono Amazon per chi apre il conto
  • Youbanking: conto a zero spese con bancomat
  • WeBank: conto a zero spese. In corso promozione: se richiedi il deposito titoli (gratuito), hai 1.000 euro in commissioni di trading e l'azzeramento del bollo sul dossier (fino a 1.000 euro di imposta di bollo)
  • Widiba: conto a zero spese con bancomat e carta di credito gratuiti. Ha in corso una promo che offre buoni Amazon fino a 500 euro per chi apre il conto e vincola per 6 mesi (al tasso dello 0,9%) almeno 3.000 euro.

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14 commenti:

mario ha detto...

Ciao Luca, sono un cliente di Banca Intesa San Paolo. Se non accettassi la proposta unilaterale di contratto facendo la disdetta del conto corrente, poiché ho un mutuo collegato a quel conto corrente, cosa potrei fare? Sono costretto a subire l'aumento a causa del mutuo? Ti ringrazio per i consigli che dai ai lettori del blog e ti faccio i complimenti per l'articolo. In quanto ho appreso da te questa notizia, visto che non ho ancora ricevuto la comunicazione della Banca.

Luca di Banca del Risparmio ha detto...

ciao Mario, grazie per il commento che mi permette di fare alcune precisazioni.
Non è detto che tutti ricevano la modifica, però essendoci milioni di correntisti coinvolti, ci vorrà del tempo con le spedizioni, per cui può darsi che ti arriverà.
Nel frattempo già dall'homebanking di Intesa dovrebbero esser presenti le nuove condizioni.
Se hai un mutuo puoi comunque chiudere il conto senza problemi, chiedendo l'addebito delle rate tramite SDD (il vecchio RID) su altro conto. Devi però informarti delle spese di incasso. Alcune banche infatti praticano condizioni diverse in base alla modalità, per es. 1 euro se con addebito in conto, 3 euro con addebito tramite SDD su conto esterno. Devi quindi poi farti due calcoli su cosa ti convenga.
Ovviamente poi, se il mutuo l'hai fatto qualche tempo fa, puoi anche considerare la surroga visto che i tassi ora sono bassi.

Anonimo ha detto...

Confermo di aver ricevuto la lettera di modifica.
Addio Zerotondo, Addio Banca Intesa.

Anonimo ha detto...

Caro Luca, puntuale e preciso nella tua analisi. Ci spieghi perché queste banche che ci hai suggerito comprano il cliente con buoni sconto, omaggi e interessi? Non hanno spese di agenzie, perché online, hanno meno personale, ma hanno enormi investimenti in tecnologia. Come ci guadagnano se mi pagano pure il bollo?

Anonimo ha detto...

Mi sono accorto per caso guardando le comunicazioni online sul mio zero tondo. Ho già aperto youbanking.... Entro primo agosto darò disdetta

Francesco ha detto...

Ciao Mario, mi permetto di risponderti perché conosco bene l' argomento.
Puoi sempre e in ogni caso chiedere di domiciliare il pagamento della rara del mutuo in qualsiasi momento e presso qualsiasi altro conto corrente bancario.È un contratto a parte rispetto al tuo conto presso Intesa

Anonimo ha detto...

ci sono formalità particolari da seguire per recedere e chiudere il conto?

Unknown ha detto...

Buonasera a tutti, ho letto che se si abbassa la giacenza sotto i 2000 euro non vi sarà nessun aumento. È vero? Grazie.

Luca di Banca del Risparmio ha detto...

L'aumento di agosto è determinato sulla giacenza del 2016, per cui almeno fino a fine anno si paga in base a quanto verrà comunicato. Ogni anno poi Intesa dovrebbe adeguare il canone sia in base alla giacenza media sia in base ai tassi di mercato. Tenendo una giacenza sotto i 2.000 euro (comunque non facile, a meno che si sposti tutto su altro conto o si sottoscrivano prodotti di investimento) stando alle attuali regole non si dovrebbe pagare nel 2018. Ma non si può esserne sicuri, inoltre è un vincolo molto forte.

Luca di Banca del Risparmio ha detto...

non ci sono particolari formalità per recedere. Se il tuo contratto prevede costi di chiusura (in genere non ce ne sono) puoi semplicemente presentare una lettera di chiusura conto (facendo riferimento ai termini di recesso della comunicazione che hai ricevuto) chiedendo di spostare i soldi su altro conto. L'ideale è partire subito aprendo un nuovo conto (se non lo si ha già) e iniziare a spostare i soldi. Molte banche (es. Widiba) al momento dell'apertura consentono anche di chiudere l'altro conto spostando accrediti e addebiti (es. bollette, accredito stipendio etc.)

Unknown ha detto...

Oggi sono stato in banca intesa san paolo e mi ha confermato aumento dal 1 agosto quindi addio conto zero tondo e addio intesa san paolo

davide ha detto...

Idem per me, addio Banca Intesa. I furbi non mi son mai piaciuti.

vitom78 ha detto...

Intesa San Paolo perderà molti correntisti.

Anonimo ha detto...

Buongiorno

Se si,hanno in corso degli investimenti obbligazionari ecc. con la banca si può chiudere conto comunque?

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