Affrancamento sui titoli di stato, fondi e ETF

L’affrancamento fiscale non è una novità. Anche ad inizio 2012, quando l’aliquota fiscale sulle rendite finanziarie passò dal 12,5% al 20%, lo si poteva esercitare.
Le modalità quindi sono abbastanza rodate. Dico abbastanza perché in realtà pochi esercitarono l’opzione nella precedente occasione. Un po’ per “ignoranza” sulla procedura, ma soprattutto perché nel 2012 la maggioranza degli investitori aveva il dossier titoli in rosso,  situazione in cui, come abbiamo visto, l’affrancamento non è vantaggioso.

Quest’anno la situazione è direi opposta, visto che con la discesa dello spread e la ripresa delle Borse, la maggioranza degli investitori ha dossier con plusvalenze latenti.
Rispetto alla precedente occasione ci sono altre due novità di cui ho già accennato, ma che è utile precisare ancora.

L’operazione di affrancamento quest'anno si effettua sempre su tutti i titoli presenti dossier titoli, ma con due importanti nuove esclusioni.


Fondi Comuni di investimento e Etf

Quest’anno per le quote degli OICR ( fondi comuni italiani ed esteri, Sicav e ETF) non è più prevista la procedura dell'affrancamento, bensì una sorta  di affrancamento automatico. Al momento del rimborso delle quote, si applicaherà l'aliquota del 26% sui proventi realizzati a decorrere dal 1° luglio 2014, mentre sui proventi incasati dopo questa data ma comunque maturati fino al 30 giugno 2014 continuerà ad applicarsi l'aliquota del 20%.

Titoli di Stato

Altra eccezione riguarda i titoli di Stato italiani e dei paesi white list che non solo rimangono tassati al 12,5% ma sono anche esclusi dall’operazione di affrancamento. 

Il comma 18 dell’art.3 del Decreto Legge n°66 del 24 aprile 2014 infatti indica che “Le disposizioni di cui ai commi da 15 a 17 (quelli relativi alla procedura di affrancamento) non si applicano per i titoli indicati nel comma 2, lettere a) e b) (i titoli di stato in white list)”.

Proprio perché sono due novità, sia tra gli operatori finanziari-bancari che tra i risparmiatori rimangono alcuni dubbi sulle modalità di esclusione. Purtroppo, come abbiamo visto anche in occasione dell’imposta di bollo (ma lo stesso dicasi per Imu, Tasi etc.), le variazioni nella tassazione sono sempre fatte con urgenza lasciando aperti dubbi a cui nessuno risponde fino all’ultimo. Ovviamente se ci saranno novità sul tema le riporterò su Banca del Risparmio.

Titoli in white list

Non tutti i titoli di Stato stranieri godranno della tassazione al 12,5% e saranno esclusi dall'affrancamento, ma solo quelli nella cosiddetta white list. Un altro dubbio di molti risparmiatori è appunto quali Stati rientrino in questa lista.

In pratica la grande maggioranza delle obbligazioni di stati esteri sono incluse. Infatti oltre ai paesi dell’Unione Europea, ci sono per esempio Stati Uniti, Turchia, Argentina, Brasile, Cina, Giappone, Messico, Nuova Zelanda, Sud Africa e Venezuela (solo per citare i principali Stati che per vari motivi sono presenti nei portafogli finanziari degli italiani). 
La lista completa la puoi trovare sul sito dell’Agenzia delle Entrate: lista paese White List.

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3 commenti:

desider ha detto...

Grazie Luca, ora siamo più informati e quali scelte fare.
Sei sempre molto gentile.

Ciao

Anonimo ha detto...

Vorrei avere dei chiarimenti se possibile. Oltre ad azioni con plus dell'ordine del 10%, avrei dei titoli di stato (italiani e portoghesi) con plus significative (in alcuni casi superiore al 20%). E' certo che i titoli di stato non vengono affrancati, e quindi non pago in anticipo il 12,5% delle plus, ma vengono esclusi dal conteggio, così come etf e fondi?
Grazie, Nick

Luca di Banca del Risparmio ha detto...

Come indicato nell'articolo, i titoli di stato sono esclusi.

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