Una nuova polizza multiramo viene presentata come una soluzione semplice per investire, proteggere il capitale e pensare al futuro dei propri cari anche con un mascherato battage pubblicitario (vedi articoli su Repubblica e altri giornali, il classico articolo marchetta non dichiarata. Ma dietro la rassicurante formula dei “percorsi guidati” c'è una struttura complessa e, soprattutto, una serie di costi che possono incidere pesantemente sul rendimento.
Quando una banca presenta un nuovo prodotto di investimento, il primo consiglio che dovrebbe seguire un risparmiatore è molto semplice: non fermarsi alla brochure commerciale e andare a cercare i costi.
È quello che abbiamo fatto con Percorsi Attivi, il nuovo investimento assicurativo di Intesa Sanpaolo Assicurazioni, distribuito attraverso la rete di Intesa Sanpaolo.
Il prodotto viene presentato con una serie di argomenti molto rassicuranti: capitale garantito per una parte dell'investimento, diversificazione, fondi selezionati da primarie società di gestione, ribilanciamento automatico, tutela dei beneficiari e vantaggi fiscali.
Tutto vero.
Il problema è capire quanto costa ottenere tutto questo.
E qui la situazione diventa decisamente meno rassicurante.
Che cos'è Percorsi Attivi?
Percorsi Attivi è una polizza vita multiramo a vita intera, con un versamento iniziale compreso tra 5.000 euro e 5 milioni.
Il capitale viene suddiviso tra:
- una Gestione Separata, denominata Fondo Base Solida;
- una componente investita in fondi.
La percentuale dipende dal percorso scelto.
| Percorso | Gestione Separata | Fondi | Rischio indicato |
|---|---|---|---|
| Ultra Base | 85% | 15% | 2 |
| Base | 70% | 30% | 2 |
| Standard | 40% | 60% | 3 |
| Plus | 20% | 80% | 3 |
La banca definisce questi quattro percorsi in funzione dell'età e del profilo finanziario del cliente. La parte investita nei fondi viene inoltre ribilanciata automaticamente.
A prima vista sembra una soluzione comoda: il cliente non deve decidere quali fondi comprare e quando ribilanciare il portafoglio.
Ma c'è una domanda che viene prima di tutte le altre: quanto costa questa comodità ?
Il primo costo: lo 0,50% appena entri
Sul versamento iniziale viene applicato un costo dello 0,50% fino a 999.999 euro.
Sopra il milione di euro il costo scende a zero.
Per chi investe 10.000 euro significa quindi partire con un costo di 50 euro.
Su 100.000 euro sono 500 euro.
Non è il costo più preoccupante della polizza, ma è significativo perché viene sostenuto prima ancora che l'investimento abbia prodotto un euro di rendimento.
Ed è interessante notare che Intesa Sanpaolo presenta contemporaneamente i “costi fissi di ingresso” come non previsti, per poi indicare, subito sotto, un costo di ingresso applicato ai versamenti dello 0,50%.
Formalmente non c'è contraddizione: sono categorie di costo differenti.
Per il risparmiatore, però, il risultato è lo stesso: versando 100.000 euro, 500 euro se ne vanno immediatamente in costi.
Il vero problema: i costi annuali
È qui che Percorsi Attivi diventa particolarmente interessante.
La Gestione Separata Fondo Base Solida prevede una commissione annuale dell'1,20%.
Ma anche la componente investita nei fondi ha i suoi costi.
Per i fondi Eurizon indicati nella documentazione troviamo:
- 1,60% per Bilanciato Europa 75;
- 1,70% per Azionario Globale 100;
- 1,50% per Azionario Flex 20.
Per i fondi di società terze la commissione annuale può invece variare dallo 0,30% all'1,70%.
E non è finita.
Per alcuni fondi Eurizon è prevista anche una commissione di performance pari al 20% dell'overperformance rispetto al parametro di riferimento. Per i fondi di società terze possono inoltre essere previste ulteriori commissioni di performance.
Questo è il punto che dovrebbe far riflettere maggiormente il risparmiatore.
Quanto costa, in pratica?
Facciamo un calcolo molto semplice, utilizzando esclusivamente le commissioni indicate dalla banca.
Prendiamo il percorso Standard, che investe il 40% nella Gestione Separata e il 60% nei fondi.
Se la componente fondi avesse un costo dell'1,60%, il costo annuo delle due componenti sarebbe già :
40% × 1,20% + 60% × 1,60% = 1,44% all'anno.
Con un fondo all'1,70% si arriverebbe all'1,50%.
E questo è un calcolo semplificato: non stiamo considerando eventuali commissioni di performance né altri costi eventualmente presenti nella struttura dei fondi.
Per il percorso Plus, con l'80% investito nei fondi, il costo indicativo delle sole commissioni fisse di gestione può arrivare intorno all'1,60% annuo utilizzando un fondo all'1,70%.
In altre parole, il cliente può trovarsi a pagare oltre l'1,5% all'anno per la gestione dell'investimento, prima di considerare alcuni ulteriori costi.
E questo è un costo che si ripete ogni anno.
Il costo che non si vede subito: l'interesse composto
Un costo dell'1,5% può sembrare poca cosa.
Non lo è.
Perché non si paga una volta sola.
Si paga ogni anno e, soprattutto, si sottrae al capitale che potrebbe produrre ulteriori rendimenti negli anni successivi.
Immaginiamo, solo a titolo esemplificativo, 100.000 euro investiti per 20 anni.
Se un investimento producesse mediamente il 6% lordo annuo, senza costi il capitale arriverebbe a circa 321.000 euro.
Con un costo annuo dell'1,5%, ipotizzando per semplicità che questo sia l'unico costo e che venga sottratto dal rendimento, il rendimento netto sarebbe circa il 4,5% e il capitale finale sarebbe circa 241.000 euro.
Una differenza di circa 80.000 euro.
Non significa che Percorsi Attivi produrrà necessariamente quel risultato né che l'1,5% rappresenti il costo totale effettivo del prodotto.
Serve semplicemente a capire una cosa fondamentale: nei prodotti finanziari di lungo periodo anche una commissione apparentemente piccola può avere un effetto enorme sul capitale finale.
E la “garanzia del capitale”?
Questo è probabilmente uno degli argomenti commercialmente più forti.
Ma bisogna capire bene che cosa viene garantito.
La garanzia riguarda la parte investita nella Gestione Separata.
Non l'intero investimento.
Nel percorso Standard, per esempio, il 60% viene investito in fondi e quindi è soggetto all'andamento dei mercati.
La stessa Intesa Sanpaolo avverte esplicitamente che il cliente può ricevere, al momento del disinvestimento, un capitale inferiore a quello originariamente investito, soprattutto in relazione alla componente investita nei fondi.
Quindi la frase “capitale garantito” va letta con attenzione.
Se investo 100.000 euro nel percorso Standard, non significa che Intesa Sanpaolo garantisca 100.000 euro.
La garanzia riguarda indicativamente i 40.000 euro destinati alla Gestione Separata, mentre gli altri 60.000 euro seguono il mercato.
È una differenza tutt'altro che marginale.
Il vincolo temporale: uscire costa
Un altro elemento che merita attenzione è il riscatto.
Il prodotto può essere riscattato dopo 90 giorni, ma nei primi anni uscire costa.
La struttura prevista è:
- 2% fino al primo anniversario, con minimo 30 euro;
- 1% dal primo al terzo anniversario, con minimo 30 euro;
- 30 euro dal terzo al decimo anniversario;
- zero costi dal decimo anniversario.
Quindi anche dopo diversi anni il prodotto non è completamente privo di costi di uscita: fino al decimo anniversario è previsto un costo fisso di 30 euro.
Ancora una volta, nulla di illegittimo.
Ma è un elemento che il cliente dovrebbe conoscere prima di firmare, soprattutto perché una polizza “a vita intera” può essere presentata psicologicamente come una soluzione da mantenere molto a lungo.
Anche cambiare percorso non è sempre gratuito
Il prodotto offre quattro percorsi e consente di modificarli.
Ma anche qui esiste un piccolo pedaggio.
Il primo cambio di percorso ogni anno è gratuito; quelli successivi costano 30 euro.
Anche l'opzione di decumulo ha un costo: la prima attivazione è gratuita, la seconda costa 30 euro.
Sono importi modesti rispetto alle commissioni di gestione, ma servono a ricordare quanto sia articolata la struttura del prodotto.
La vera domanda: perché complicare così tanto un investimento?
È questo, secondo noi, il punto centrale.
Non bisogna necessariamente concludere che Percorsi Attivi sia un “cattivo prodotto”.
La domanda corretta è un'altra: per quale tipo di risparmiatore tutti questi costi e questa complessità sono giustificati?
La polizza combina:
- una Gestione Separata;
- fondi interni;
- fondi di società terze;
- ribilanciamenti automatici;
- copertura caso morte;
- vantaggi fiscali;
- possibilità di decumulo;
- possibilità di rendita;
- costi di ingresso;
- commissioni di gestione;
- possibili commissioni di performance;
- costi di riscatto.
Il risultato è un prodotto che può avere una sua logica assicurativa e patrimoniale, ma che non è certamente assimilabile a un semplice investimento in un fondo o a un portafoglio di ETF.
E soprattutto diventa molto più difficile per il cliente capire quale sia il vero costo complessivo.
La copertura caso morte è davvero un grande vantaggio?
Anche qui bisogna distinguere.
La polizza prevede una maggiorazione del capitale destinato ai beneficiari in caso di morte, variabile in funzione dell'età dell'assicurato. In ogni caso viene garantito almeno il capitale investito, al netto degli eventuali riscatti effettuati.
Questa è effettivamente una caratteristica assicurativa che un normale investimento finanziario non offre automaticamente.
Ma bisogna chiedersi quanto si paga per ottenerla.
Se l'obiettivo è semplicemente investire 100.000 euro per 15-20 anni, forse non è necessario acquistare contemporaneamente una struttura assicurativa complessa.
Se invece l'obiettivo è anche pianificare il trasferimento del patrimonio, designare beneficiari, gestire esigenze successorie e ottenere una determinata protezione assicurativa, il ragionamento cambia.
Ed è proprio qui che bisogna evitare di confrontare mele con pere.
I vantaggi fiscali esistono, ma non sono un pranzo gratis
Intesa Sanpaolo evidenzia anche alcuni vantaggi fiscali e successori.
La parte investita nella Gestione Separata non paga l'imposta di bollo; la tassazione dei rendimenti viene differita al momento della liquidazione e i beneficiari della polizza non sono soggetti all'imposta di successione, secondo la normativa vigente.
Sono vantaggi reali.
Ma attenzione a non commettere l'errore di considerare automaticamente conveniente una polizza perché offre un vantaggio fiscale.
Un vantaggio fiscale non compensa necessariamente costi di gestione elevati.
Se pago ogni anno una commissione significativamente superiore a quella di un investimento alternativo, il vantaggio fiscale deve essere quantificato e confrontato con il maggior costo.
È sempre il risultato finale che conta.
Il confronto che manca nelle brochure
Questo è probabilmente l'esercizio più utile che un risparmiatore potrebbe fare prima di sottoscrivere Percorsi Attivi.
Non chiedersi: “È un prodotto sicuro?”
Non chiedersi: “È diversificato?”
Non chiedersi nemmeno: “Ha vantaggi fiscali?”
Tutte queste domande hanno una risposta.
La domanda decisiva è: “Quanto mi rimarrà in tasca dopo 10, 15 o 20 anni?”
E qui bisognerebbe mettere a confronto almeno tre alternative:
Percorsi Attivi
contro
un portafoglio di fondi/ETF a basso costo
contro
un investimento separato da una vera copertura assicurativa caso morte, quando questa sia effettivamente necessaria.
Solo facendo questo confronto si può capire se la componente assicurativa e la comodità del prodotto giustificano il differenziale di costo.
Il problema delle polizze finanziarie vendute in banca
Percorsi Attivi è un prodotto nuovo, ma il problema che solleva è tutt'altro che nuovo.
Le polizze finanziarie multiramo hanno spesso una caratteristica comune: mettono insieme molte funzioni diverse in un unico contratto.
Per il cliente questo può sembrare un vantaggio. “Ho tutto in uno.”
Ma “tutto in uno” significa anche che il prodotto diventa più difficile da confrontare.
Se compro un ETF, posso guardare il TER. Se compro un fondo, posso leggere le commissioni. Se compro un conto deposito, posso confrontare il tasso.
In una polizza multiramo bisogna invece mettere insieme costi assicurativi, costi della Gestione Separata, costi dei fondi, eventuali commissioni di performance, costi di ingresso, costi di uscita e altri oneri.
La complessità non significa necessariamente che il prodotto sia cattivo. Ma rende più difficile capire quanto si sta pagando.
Ed è proprio per questo che il risparmiatore deve prestare ancora più attenzione.
Il nostro giudizio
Percorsi Attivi non è una truffa e non è corretto definirlo semplicemente un prodotto “sbagliato”.
È una polizza di investimento complessa, che può avere una sua utilità per determinate e ben definite (e ridotte) esigenze patrimoniali e assicurative. Ma per un risparmiatore che cerca semplicemente un modo efficiente per investire il proprio capitale, i costi meritano una seria riflessione.
Lo 0,50% iniziale è solo l'inizio.
Ci sono poi commissioni annuali dell'1,20% sulla Gestione Separata, fondi con costi indicati fino all'1,70%, possibili commissioni di performance e costi di riscatto nei primi anni.
E c'è un altro elemento da non sottovalutare: il prodotto è pensato per una durata molto lunga, tanto che è una polizza a vita intera e il decumulo o la rendita sono opzioni attivabili dopo cinque anni.
Quando si investe per molti anni, i costi diventano ancora più importanti.
Prima di firmare, fate questa domanda al consulente
Non chiedete soltanto:
“Quanto posso guadagnare?”
Chiedete invece: “Qual è il costo totale annuo che sosterrò, espresso in percentuale sul mio capitale, considerando Gestione Separata, fondi, commissioni di performance e tutti gli altri costi?”
E poi fatevi consegnare la simulazione del capitale netto dopo 10, 15 e 20 anni, confrontandola con un investimento alternativo di pari rischio.
Se il consulente non è in grado di mostrarvelo in modo semplice, comprensibile e numerico, forse avete già trovato la risposta alla domanda più importante: non avete ancora abbastanza informazioni per firmare.
La conclusione, quindi, non è “non comprate Percorsi Attivi”. È più semplice: non compratelo perché ve lo presentano come un investimento semplice, sicuro e conveniente. Prima guardate i costi.
E soprattutto confrontatelo con le alternative. Perché nel mondo degli investimenti, molto spesso, il rendimento che non pagate in commissioni è il rendimento che rimane davvero vostro.
Se vuoi iniziare a investire in autonomia o quanto meno capire cosa ti viene suggerito in banca e dal promotore finanziario, leggi Impara a Investire come i Guru.


Nessun commento:
Posta un commento