Il prestito titoli di Intesa Sanpaolo permette al cliente che possiede determinati strumenti finanziari nel proprio deposito titoli di ottenere una remunerazione concedendoli temporaneamente in prestito alla banca. È un servizio che può sembrare interessante perché consente di ottenere un piccolo rendimento aggiuntivo senza dover vendere i propri investimenti.
Ma quanto si guadagna realmente con il prestito titoli? E soprattutto, quali rischi si corrono?
In questo articolo vediamo come funziona il servizio di prestito titoli Intesa Sanpaolo, cosa succede ai titoli durante il prestito, quali garanzie sono previste e quando può avere senso aderire.
Cos'è il prestito titoli Intesa Sanpaolo
Il prestito titoli è un'operazione attraverso la quale il proprietario di determinati strumenti finanziari li concede temporaneamente alla banca, ricevendo in cambio una remunerazione. Nel caso di Intesa Sanpaolo il servizio deve essere attivato espressamente dal cliente. Una volta attivato, la banca può prendere a prestito, di volta in volta, gli strumenti finanziari presenti nel deposito indicato nel contratto. È importante però capire un punto: non tutti i titoli vengono necessariamente presi in prestito. La banca decide infatti se concludere o meno i singoli contratti e quali strumenti e quantità utilizzare. Il cliente non ha quindi la certezza che i propri titoli vengano effettivamente prestati. Per ogni operazione conclusa viene riconosciuta al cliente la remunerazione prevista dal Documento Informativo del servizio. Se vuoi approfondire il funzionamento generale di questa operazione, puoi leggere anche il mio precedente articolo sul prestito titoli.
Come funziona il prestito titoli
Il funzionamento è abbastanza semplice. Il cliente autorizza Intesa Sanpaolo a prendere in prestito gli strumenti finanziari presenti nel deposito. Quando viene concluso un singolo contratto, la proprietà dei titoli passa temporaneamente alla banca. Intesa Sanpaolo si impegna quindi a restituire al cliente, alla conclusione dell'operazione, strumenti finanziari della stessa specie e quantità di quelli ricevuti in prestito. I singoli contratti hanno normalmente una durata di un giorno lavorativo bancario e possono essere rinnovati. Questo significa che non si tratta di un prestito pluriennale nel quale il cliente deve rinunciare alla disponibilità dei propri investimenti per un lungo periodo. Inoltre, il contratto prevede che il cliente possa ottenere la restituzione dei titoli e quindi tornare a disporne.
Posso vendere i titoli mentre sono in prestito?
Questa è una delle domande più importanti. Il fatto che i titoli siano utilizzati nell'ambito del servizio non significa che il cliente debba rinunciare definitivamente alla possibilità di venderli. Il contratto di Intesa Sanpaolo prevede infatti il diritto del cliente di ottenere la restituzione degli strumenti finanziari presi a prestito. In pratica, quindi, il prestito titoli non dovrebbe impedirti di modificare il tuo portafoglio quando ne hai necessità . Naturalmente è opportuno considerare che, durante il periodo in cui il singolo prestito è in essere, la proprietà giuridica degli strumenti appartiene alla banca.
Che fine fanno cedole e dividendi?
Durante il periodo del prestito, i diritti inerenti agli strumenti finanziari spettano alla banca. Questo significa, per esempio, che se un'azione stacca un dividendo mentre è oggetto del prestito, il dividendo viene percepito dalla banca. Il cliente riceve però un provento sostitutivo corrispondente, secondo le modalità previste dal contratto e al netto delle ritenute applicabili. Lo stesso principio vale per gli eventuali proventi relativi agli strumenti obbligazionari. C'è però un aspetto da ricordare soprattutto per chi possiede azioni: durante il prestito il diritto di voto spetta alla banca. Se vuoi partecipare a un'assemblea e votare, gli strumenti interessati vengono esclusi dal servizio per il periodo necessario.
Quali titoli possono essere prestati?
Non bisogna pensare che qualsiasi strumento presente nel deposito titoli possa essere automaticamente prestato. Le categorie di strumenti finanziari ammesse dipendono dal Documento Informativo vigente e dalle caratteristiche dei singoli strumenti. Sono comunque previste diverse esclusioni. Per esempio, non possono essere prestati strumenti soggetti a determinati vincoli o quelli che, secondo la banca, non siano utilmente prendibili a prestito per le loro caratteristiche. Inoltre, il cliente può chiedere di escludere dal servizio determinate categorie di strumenti previste dal contratto. Per questo motivo, prima di aderire è importante controllare il Documento Informativo aggiornato di Intesa Sanpaolo e non fare affidamento su vecchi elenchi di titoli pubblicati online.
Quali sono i rischi del prestito titoli?
Il prestito titoli non è un'operazione priva di rischi. Il primo elemento da capire è che la proprietà dei titoli viene trasferita temporaneamente alla banca. Intesa Sanpaolo assume quindi l'obbligo di restituire al cliente strumenti della stessa specie e quantità . Il contratto prevede tuttavia una specifica garanzia. La banca costituisce infatti presso un terzo custode una garanzia composta da denaro e/o strumenti finanziari per un ammontare pari al controvalore dei contratti di prestito titoli in essere con i clienti. Queste attività sono vincolate a garanzia degli obblighi della banca. In caso di mancata restituzione degli strumenti, il contratto prevede meccanismi specifici per il pagamento del relativo controvalore e, in determinate circostanze, il cliente può escutere la garanzia presso il terzo depositario.
Il rischio quindi è zero?
No. La presenza del collateral riduce significativamente il rischio, ma non significa che il prestito titoli sia un'operazione priva di qualsiasi rischio. Il contratto contempla, per esempio, anche il caso in cui uno strumento finanziario oggetto del prestito venga sospeso o escluso dalle negoziazioni e la banca non riesca a restituirlo materialmente. In questa situazione sono previste specifiche modalità per corrispondere al cliente il relativo controvalore. Per questo motivo il rischio deve essere valutato leggendo le condizioni contrattuali e il Documento Informativo vigente, non semplicemente guardando alla solidità della banca.
Quanto si guadagna con il prestito titoli Intesa Sanpaolo?
Questa è probabilmente la domanda che interessa maggiormente ai risparmiatori. La risposta è che non esiste un rendimento fisso valido per tutti i titoli e per tutte le operazioni. La remunerazione viene indicata nel Documento Informativo del servizio e viene riconosciuta per i singoli contratti di prestito effettivamente conclusi. Inoltre, non tutti i titoli presenti nel deposito vengono necessariamente presi in prestito. Di conseguenza non è corretto considerare il prestito titoli come una sorta di rendimento aggiuntivo garantito sul proprio portafoglio. Potresti avere un consistente patrimonio investito e ricevere una remunerazione molto modesta se i tuoi titoli vengono utilizzati raramente o per periodi brevi.
La remunerazione del prestito titoli è tassata?
Sì. La remunerazione riconosciuta al cliente è soggetta alle ritenute previste dalla normativa fiscale vigente. Intesa Sanpaolo applica la ritenuta sulla remunerazione e sui proventi sostitutivi secondo quanto previsto dal contratto e dalla normativa applicabile. Per questo motivo, quando si valuta la convenienza del servizio, è più corretto ragionare sulla remunerazione netta e non semplicemente sull'importo lordo indicato nella documentazione.
Conviene il prestito titoli Intesa Sanpaolo?
Arriviamo quindi alla domanda più importante: conviene aderire? A mio avviso il prestito titoli può avere senso soprattutto se possiedi investimenti che intendi mantenere a lungo e che possono essere messi a disposizione della banca senza modificare la tua strategia di investimento. Il vantaggio è evidente: puoi ottenere una remunerazione aggiuntiva senza vendere i titoli. D'altra parte, non bisogna aspettarsi guadagni particolarmente elevati. La remunerazione dipende infatti dai titoli effettivamente presi in prestito, dalla durata delle singole operazioni e dalle condizioni applicate. Per un piccolo risparmiatore, quindi, il prestito titoli dovrebbe essere considerato più come un extra rendimento marginale che come una vera strategia di investimento.
Prestito titoli o riduzione dei costi del conto?
C'è poi un aspetto che secondo me è ancora più importante. Prima di concentrarti sulla possibilità di ottenere qualche euro in più dal prestito titoli, dovresti verificare quanto ti costa complessivamente mantenere il deposito titoli e utilizzare i servizi di investimento della tua banca. Una differenza anche piccola nelle commissioni di negoziazione, nei costi del deposito e negli altri oneri può avere nel lungo periodo un impatto molto maggiore rispetto alla remunerazione ottenuta dal prestito titoli. Per questo motivo, se stai cercando di migliorare il rendimento netto del tuo portafoglio, può essere utile confrontare le condizioni di Intesa Sanpaolo con quelle delle banche online e degli altri intermediari. Puoi partire dal mio confronto dei migliori conti online.
Prestito titoli Intesa Sanpaolo: conclusioni
Il prestito titoli Intesa Sanpaolo è un servizio che permette di ottenere una remunerazione aggiuntiva mettendo temporaneamente a disposizione della banca determinati strumenti finanziari presenti nel proprio deposito. Il meccanismo è relativamente semplice, ma ci sono alcuni aspetti da non sottovalutare:- la proprietà dei titoli passa temporaneamente alla banca;
- non tutti i titoli vengono necessariamente presi in prestito;
- i singoli contratti hanno normalmente durata giornaliera e possono essere rinnovati;
- cedole e dividendi vengono sostituiti dai relativi proventi sostitutivi previsti dal contratto;
- durante il prestito il diritto di voto spetta alla banca;
- è prevista una garanzia a copertura del controvalore dei prestiti;
- la remunerazione non è un rendimento fisso sul patrimonio investito.

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