Fondi comuni di investimento o ETF?

Sono meglio i fondi comuni di investimento proposti da banche e consulenti finanziari o gli ETF? Se mi leggi da un po' sai già la mia opinione: gli ETF, vale a dire i fondi passivi e a basso costo. Ma non è solo una mia opinione, ogni anno ricerche e statistiche lo confermano, a partire dall'indagine annuale di Mediobanca.

Ciò non significa che non possano esistere fondi migliori degli ETF. Il problema è che è difficile per un piccolo investitore selezionarli e sicuramente non sono tra quelli che ti propongono in genere allo sportello bancario, dove la scelta è limitata ai prodotti della casa.


E non è solo una questione di rendimenti, ma anche e soprattutto di costi. Il nostro paese è tra quelli dove le commissioni sui fondi sono più alte e purtroppo questo non solo per colpa di chi li vende, ma anche di chi li acquista. Negli USA i costi dei  fondi attivi sono di molto inferiori grazie al fatto che i risparmiatori da anni si sono orientati sempre più verso i fondi passivi, costringendo i fondi attivi a ridurre i costi e aumentare l'efficienza. Questo si chiama concorrenza e, come ho anche ripetuto per altri servizi bancari, spetta soprattutto al consumatore sfruttarla e spingerla. E' del tutto evidente infatti che nessuna banca (ma varrebbe per qualsiasi settore merceologico) ha interesse a ridurre i prezzi se tanto i clienti comprano comunque, pure se ci sono alternative migliori.

A tal proposito è interessante un articolo del Sole 24 Ore: http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2017-11-24/quando-gestori-guadagnano-piu-risparmiatori-153401_PRV.shtml?uuid=AEv6tmHD

Già il titolo dice tutto: "Risparmio gestito, quando i gestori guadagnano più dei risparmiatori".

"Dall’analisi dei fondi della categoria Obbligazionari Flessibili Globali Eur Hedged condotta da Norisk emerge che a guadagnare di più è chi gestisce i risparmi e non chi si espone al rischio. Se si tiene conto di tutti i costi a carico del sottoscrittore (spese di gestione, amministrative, di ingresso e uscita dall’investimento) vi sono 125 prodotti su 130 a disposizione degli investitori italiani, in cui la società di gestione guadagna più del risparmiatore negli ultimi tre anni (dati al 17 novembre 2017) ... e in tutto questo non sono state considerate le eventuali commissioni di performance"
La categoria dei fondi flessibili è interessante proprio perché sono nati per slegarsi dai tradizionali benchmark (i riferimenti di mercato che spesso i fondi non riescono a battere) e poter operare più liberamente. Questi strumenti hanno una gestione più dinamica e con meno vincoli che dovrebbe permettere ai gestori di ottenere extra rendimenti, soprattutto nell’ambito obbligazionario dove da tempo assistiamo a tassi asfittici.
Questi fondi obbligazionari infatti possono investire in un ambito molto ampio di titoli come obbligazioni a reddito fisso emesse da Stati sovrani e società con merito di credito non speculativo, inclusi alcuni Paesi Emergenti.
"Questa flessibilità operativa avrebbe dovuto consentire ai gestori di ottenere risultati migliori rispetto a un Etf zavorrato da obbligazioni che rendono decimali ma, nonostante questo, solo il 29% è riuscito a superare il clone comparabile. Se consideriamo i rendimenti corretti per il rischio i promossi scendono al 24,6%. Di questi, solo il 16% è riuscito a fare meglio dell’Etf in modo sistematico negli ultimi 6 anni.Se andiamo ad analizzare i fondi emerge come buona parte di questi presenti una rischiosità ben più pronunciata dell’Etf comparabile e, nonostante questo, non abbia prodotto risultati brillanti".

I fondi italiani quindi devono migliorare, ma se la gente li acquista in massa perché proposti dalle banche o consulenti, non c'è ragione affinché ciò avvenga. 

A proposito di Etf o fondi passivi, ti segnalo questo articolo :
http://www.morningstar.it/it/news/163188/video-bogle-e-le-%E2%80%9Cfalse-promesse%E2%80%9D-degli-smart-beta.aspx
dove Jack Bogle, il fondatore di Vanguard sconsiglia gli ETF smart beta, uno strumento passivo ma che cerca di utilizzare strategie attive (in pratica un ibrido).

Concordo in particolare con il principio che:
"Meno operazioni compi e più ottieni; e meno si paga, più si guadagna. Metti queste due cose insieme e la risposta compare miracolosamente nel cielo in luci rosse: fondi indicizzati"
Vanguard è oggi il maggior gestore di fondi al mondo e Bogle è praticamente colui che ha lanciato i fondi passivi rivoluzionando il settore del risparmio gestito. Ti consiglio di leggere e regalare i suoi libri (purtroppo disponibili solo in inglese).

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