Perché cambiare conto corrente conviene


trasferimento conto corrente

Una delle questioni che mi lascia sempre perplesso è sentire una persona lamentarsi di qualcosa ma poi non fare nulla in proposito, anzi a volte pure favorire il problema di cui si lamenta.
Nello specifico mi rivolgo a chi si lamenta genericamente delle banche, o della sua banca, ma poi non cambia anche quando cambiare gli conviene economicamente.

Il nostro paese non brilla su molti aspetti, ma un'eccezione sono alcuni servizi bancari come i conti corrente e il trading finanziario. Negli altri paesi infatti non è così facile trovare conti corrente completamente a zero spese. E anche nei servizi di trading le banche online italiane sono all'avanguardia in Europa. 
Eppure la maggioranza dei cittadini non sfrutta queste occasioni, rimanendo fedele a banche che non solo fanno pagare, ma cercano ogni modo per aumentare i costi a suo carico.

I costi dei conti correnti in Italia

L'indagine di Banca d'Italia sui costi dei conti correnti pubblicata nel novembre 2016 conferma quanto ho appena scritto, infatti evidenzia come più recente è la data di accensione del conto minore è l’importo che si paga. Ad esempio chi ha aperto un conto nel 2015 mediamente ha una spesa annua di gestione pari a 49 euro, circa la metà di quanto paga chi ha un conto aperto da 10 anni.

costi conto corrente 2017La relazione tra costi e data di accensione del conto è evidente anche quando si osservano i profili di costo ripartiti in base all’età media di un conto corrente. Per i contratti aperti da non più di un anno, circa l’8,0 per cento del campione, la spesa di gestione del conto è diminuita del 7,6 per cento annuo nell’arco temporale 2010-2015. Molto più contenuta (1,9 per cento annuo) è stata invece, la diminuzione per la classe dei conti aperti da più di 10 anni, pari a quasi il 40 per cento dei contratti.

Come riportato giustamente nel report di Banca d'Italia
Questa evidenza suggerisce che i correntisti potrebbero ottenere significativi risparmi attraverso una ricerca attenta di offerte più convenienti, anche presso la stessa banca.
In pratica circa il 40% degli italiani ha un conto corrente da oltre 10 anni e non fa nulla per cambiarlo nonostante i risparmi sicuri che può conseguire. Da notare che quando parlaimo di mancata possibilità di risparmiare in banca, non parliamo solo di anziani. Conosco molti giovani e under 40 che pagano un canone esoso per un conto corrente, magari con la scusa che non si sentono sicuri a farlo online, quando poi su Internet fanno qualsiasi cosa, incluse attività ben più rischiose.

I conti correnti online oggi hanno aumentato la loro sicurezza in quanto in genere, per effettuare operazione dispositive (come un bonifico) occorre inserire un codice specifico, a volte un codice pin unico, a volte un codice che viene inviato via sms o tramite app al momento della transazione.

Le banche tradizionali

Ho spesso ripetuto un semplice quanto ovvio principio: se si vuole la concorrenza, sono i consumatori i primi a doverla stimolare. Ma se un consumatore, di fronte allo stesso servizio, si rivolge al peggior offerente, è evidente che non sta facendo il suo interesse e nemmeno, volendo estremizzare, l'interesse pubblico.

Le banche tradizionali purtroppo di questo se ne sono accorte da tempo. Qualche anno fa infatti, in risposta ai conti a zero spese delle banche online, la risposta delle banche tradizionali furono conti a zero spese o comunque a canone ridotto (per lo meno se si operava online). Ricordo per esempio lo ZeroTondo di Intesa Sanpaolo, Duetto Click & Go di Ubi Banca, Bnl Revolution etc.

Tutti questi prodotti oggi sono spariti, sostituiti da conti corrente con canone, con formule spesso complicate che consentono di risparmiare parzialmente sul conto solo a fronte dell'acquisto di altri prodotti e servizi bancari. Le banche, con la crisi che ha compresso il margine da interesse (causato dalla riduzione dei tassi di mercato al minimo storico) hanno iniziato da diversi anni a cercare di aumentare i ricavi. Normale che abbiano puntato anche sul loro prodotto principale. Meno normale che i risparmiatori, pur avendo a disposizione varie tipologie di offerte a costo zero, aprano ancora questi conti quando non costretti (e ricordo che il conto corrente non è mai obbligatorio, nemmeno quando si fa un mutuo).

La spesa di gestione dei conti correnti in Italia è diminuita quasi senza interruzione tra il 2010 e il 2015, in media del 3,4 per cento l’anno. Ciò grazie alle banche online e ad alcune offerte promozionali di banche tradizionali. Ma quel che è certo è che potrebbero ridursi ancora di più. Oltre al canone, appare incredibile che alcune banche possano ancora permettersi di far pagare i bonifici online.

Cambiare quindi conviene. Alcune banche online poi, al momento dell'apertura, ti consentono di seguire una procedura in cui si occupano loro di chiudere il vecchio conto trasferendo tutti i soldi e i rapporti (addebiti di varia natura) dal tuo vecchio conto al nuovo.

Di seguito una lista di conti online a zero spese (rigorosamente in ordine alfabetico):
  • Che Banca! Puoi scegliere tra il conto Digital (a zero spese, con bancomat incluso e pure senza bollo) o conto Yellow (canone 24 euro annui azzerabile con operazioni quali accredito stipendio e addebito bollette. Bollo a carico banca per il 2017). Per entrambi i conti, aprendolo entro fine maggio, in regalo un buono PiQuadro da 150 euro
  • Conto Corrente Arancioconto a zero spese comprensivo di bancomat e carta di credito gratuiti. Interesse del 2% sui vincoli a 6 mesi se accrediti lo stipendio
  • Fineco: conto a zero spese con bancomat. Il migliore per chi vuole fare trading
  • Hello Bank: conto a zero spese. In corso promozione, 150 euro di buono Amazon per chi apre il conto
  • WeBank: conto a zero spese. In corso promozione: se richiedi il deposito titoli (gratuito), hai 1.000 euro in commissioni di trading e l'azzeramento del bollo sul dossier (fino a 1.000 euro di imposta di bollo)
  • Widiba: conto a zero spese con bancomat e carta di credito gratuiti. Ha in corso una promo che offre buoni Amazon fino a 500 euro per chi apre il conto e vincola per 6 mesi (al tasso dello 0,9%) almeno 3.000 euro.

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Non vedo youbanking nell'elenco, che pure reputo tra i migliori, dopo fineco, come mai?

Luca di Banca del Risparmio ha detto...

Ho citato Fineco come migliore per il trading, e altri conti online che offrono promozioni. Youbanking, anche se al momento non prevede particolari promozioni, è ok. L'importante è appunto sceglire un conto a zero spese

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