Aumento dei costi dei conti correnti per salvare le banche?

Recentemente sui giornali si è parlato degli aumenti dei costi dei conti correnti di alcune banche (Banco Popolare, Ubi Banca e Unicredit) per far fronte ai salvataggi delle quattro banche italiane (Banca Marche, Etruria, CariFerrara e CariChieti).

Il Banco Popolare per esempio ha annunciato una commissione una tantum di 25 euro che sarà addebitata a fine dicembre su ogni conto corrente (privato o azienda). Ubi Banca invece ha aumentato di 12 euro annui il costo del canone del conto Qubì (il loro principale conto corrente per privati) e di 24 euro i costi di gestione annui degli altri conti, sia privati che aziende.


Già dal primo luglio scorso Unicredit ha ritoccato il canone mensile di alcune tipologie di conto corrente (MyGenius Silver, Gold e Platinum) di circa 2 euro al mese, portando il costo totale rispettivamente a 5, 7 e 12 euro al mese.

Le reali motivazioni degli aumenti


Spiace che come al solito i media, invece di informare, facciano piuttosto retorica e casino, con l’aiuto poi delle solite associazioni di consumatori in cerca di visibilità.
Le motivazioni utilizzate da Unicredit per esempio non sono state i costi dei salvataggi, ma i costi di una serie di novità normative recentemente introdotte.
Nessuno poi ha fatto notare come mentre il costo del Banco Popolare sia una tantum (e quindi se si vuole giustificato di fronte ad un costo una tantum dovuto al salvataggio delle banche), l’aumento dei canoni di Ubi Banca sia per sempre, quindi meno coerente con la giustificazione.

In realtà il motivo dei costi del salvataggio è solo una scusa per aumentare i costi. Come ho già recentemente scritto in Tassi zero e costi del conto corrente , le banche si trovano di fronte ad una riduzione drastica dei ricavi per via dei tassi di interesse al minimo storico. Altrove si parla già di introdurre un tasso negativo sui depositi bancari. In Italia è difficile introdurre una simile misura, per cui si recupera inventandosi o aumentando le commissioni bancarie.

Siccome le banche sono tenute a giustificare ogni aumento, e non essendoci una reale giustificazione a questi nuovi balzelli se non appunto una questione economica di aumentare i ricavi , le banche si attaccano ai costi per le nuove normative o ai fondi di salvataggio. La dimostrazione è la risposta del gruppo Ubi banca che precisa di essersi attenuto alle indicazioni dell’Arbitro Bancario Finanziario, secondo cui «il giustificato motivo è l’unica condizione sostanziale (…) affinché possa essere modificato unilateralmente un negozio giuridico in regolare svolgimento».

In sostanza, siccome la motivazione economica non è un giustificato motivo, ecco che se ne è inventato uno di sana pianta, facendosi però un autogol a livello di sistema visto la diffusione mediatica che ha avuto la notizia.

Cosa puoi fare


Qualsiasi sia la motivazione comunque la sostanza non cambia, i costi dei conti correnti aumentano. Come puoi difenderti? Prima di cambiare le condizioni la banca è obbligata a dirtelo. Leggi quindi le comunicazioni che ti invia e se scopri una variazione peggiorativa, è un ulteriore motivo per cambiare banca.

Non è del tutto vero che in Italia i costi dei conti correnti bancari sono i più alti in Europa. In pochi paesi ci sono così tante opzioni di conti correnti a zero spese. E in nessun paese europeo ci sono servizi di trading all’avanguardia con commissioni di negoziazione così bassi come da noi. Sta quindi a te saperli sfruttare:
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4 commenti:

Roberto ha detto...

come mai non consigli anche youbanking (http://www.youbanking.it/)?
tra i vantaggi cito che hai una filiale fisica di riferimento, che è molto radicata sul territorio con le tante banche che appartengono al suo gruppo, eviti di dovere spedire o ricevere le cose per posta (documenti, libretto assegni, nuovo bancomat, ...) potendoti recare presso la filiale di riferimento vicino casa, ti fornisce una carta ricaricabile Youcard molto flessibile a costo zero (senza costi di canone né per le ricariche e qualunque altra operazione), ti fa pagare online i bollettini postali senza farti pagare nulla (neanche le normali commissioni applicate dalle Poste!), sito web ben fatto e infine per i nuovi clienti nessun canone per il c/c e nessun bollo sui titoli fino a fine 2017.

Alessandro ha detto...

Volevo fare la stessa domanda (sono già correntista Youbanking, seguo il blog da un po' e so bene che è tra i conti online che hai sponsorizzato largamente in passato). essendo del gruppo Banco Popolare rientra anche youbanking tra i conti su cui verranno addebitati i costi aggiuntivi una tantum? (tra le comunicazioni non ve ne è ancora alcuna traccia)

Grazie,
Alessandro

Anonimo ha detto...

io penso che youbanking si prenderà 25 euro a correntista senza nemmeno informarci! Youbanking è del gruppo bancopopolare quindi farà il prelievo!

Luca di Banca del Risparmio ha detto...

Come detto ci sono vari conti buoni a zero spese, youbanking è tra questi anche se non l'ho citato. Il costo dei 25 euro non si applica a Youbanking stando a quanto da loro affermato (e comunque ricevereste nel caso una comunicazione della banca almeno 60 giorni prima).

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