Prestito sociale Coop o conti deposito bancari

In questi giorni sta partendo la prima tranche di rimborsi ai prestatori di CoopCa, la cooperativa Carnica ormai fallita che ha lasciato senza soldi oltre 3.000 risparmiatori che avevano sottoscritto il  libretto di prestito sociale cooperativo.

La prima tranche dei rimborsi, pari a un totale di 6 milioni di euro, è la più consistente. Seguiranno una tranche di 4 milioni ad aprile 2017 e l'ultima di 3,5 milioni ad aprile 2018.
Con questi rimborsi, coloro che avevano aperto un prestito sociale con CoopCa riceveranno circa il 50% di quanto investito.


Circa la metà dei risparmiatori, che aveva depositi fino a 2.500 euro, si vedrà restituito il 50% della cifra in un'unica soluzione e senza necessità di atto notarile. Per gli altri invece sarà necessario anche il passo formale presso il notaio.

I rimborsi (del 50%) riguardano solo i depositanti del libretto di prestito sociale Coop. Azionisti e fornitori non saranno coinvolti, e visto lo stato del concordato, probabile che rivedranno ben poco o nulla dei loro crediti.

Perché è meglio un deposito in banca che il prestito Coop


Ho già avuto occasione di scrivere sui rischi dei prestiti sociali Coop, prendendo anche spunto da un'indagine ben fatta da Plus 24 del Sole 24 Ore che sottolineava la poca trasparenza di questi strumenti, l'assenza di qualsiasi tutela dei risparmiatori e i rischi derivanti. Rischi dovuti anche al fatto che da anni le Coop (quelle dei supermercati) vivono di finanza essendo i loro risultati operativi in pareggio o in perdita. La CoopCa era una di quelle (ma altre sono fallite recentemente, senza alcun rimborso per i prestatori).
Commistione tra Coop e finanza ben descritta in questo articolo sulla discutibile richiesta di danni a MPS  da parte delle Coop.


Resta il fatto che il risparmio raccolto tramite i libretti di prestito sociale delle Coop è notevole e senza alcuna garanzia e controllo. Banca d'Italia, che dovrebbe tutelare il risparmio in Italia, più volte è stata chiamata a darne conto, ma non ha ancora dato un seguito dopo anni e soprattutto dopo i recenti fallimenti cooperativi.

Qualcuno ha fatto anche paralleli tra le vicende bancarie delle popolari dell'Etruria o di Vicenza. In realtà con la Vicenza hanno perso solo gli azionisti. Con l'Etruria invece gli azionisti e alcuni obbligazionisti subordinati. Seppur si può discutere sulle modalità con cui sono stati collocati questi prodotti bancari, stiamo comunque parlando di strumenti di investimento e quindi con un certo grado di rischio.

Non dovrebbe invece avere un rischio il semplice deposito di denaro. E infatti in banca, almeno fino a 100.000 euro a intestatario, si è totalmente tutelati. Per questo è preferibile metter i soldi su un conto corrente in banca piuttosto che aprire un prestito sociale delle cooperative.
In caso di fallimento il fondo bancario rimborsa il capitale (e gli interessi maturati) fino alla soglia precedentemente indicata. E in tempi breve, 1 o 2 mesi. I prestatori Coop invece rischiano di rimanere senza nulla o, come nel caso di CoopCa dove altre cooperative sono intervenute, di attendere oltre 3 anni per ricevere circa il 50%.

Se poi si vuole anche un piccolo rendimento (piccolo ma notevole visti i tempi e gli attuali tassi di mercato) si può ricorrere ai conti di deposito. Strumenti senza spese e sempre tutelati dal fondo di tutela interbancario. Ne cito alcuni interessanti (evitando quelli troppo rischiosi) in rigoroso ordine alfabetico:
  • Che Banca: promozione 1,20% per 6 mesi ai nuovi clienti o per nuova liquidità;
  • Conto Arancio: promo 1% per 12 mesi.
  • Rendimax: propone varie soluzioni di deposito libero o vincolato. Esempio il libero a 12 mesi offre un tasso di interesse dello 0,75%. Il deposito vincolato a 12 mesi: 1,05 o 1,45% (il primo è svincolabile in anticipo, il secondo no).
  • Santander Deposit: 1,4% sul deposito libero.

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1 commenti:

Anonimo ha detto...

scusa, una domanda, come mai tra i Conti Deposito non hai inserito Facto? dimenticanza o altro motivo?
grazie.

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