Report e i prospetti informativi delle obbligazioni

Qualche settimana fa, dopo una trasmissione di Report,  è montata una polemica intorno al Presidente della Consob, l'autorità di vigilanza dei mercati finanziari italiani.
Il sunto della denuncia di Report verso la Consob è di aver abrogato l'obbligo di inserire gli scenari probabilistici di rendimento nei prospetti informativi di obbligazioni e altri investimenti.

In pratica quindi, secondo la trasmissione televisiva, senza tali scenari si sarebbe nascosto al risparmiatore il rischio di perdita totale insito nelle obbligazioni subordinate acquistate da vari clienti di Banca Etruria, Banca Marche etc.

Non entro tanto nella diatriba che purtroppo, come al solito in Italia, ha assunto connotati meramente politici senza entrare nel merito e soprattutto senza discutere dei veri problemi. Di questo appunto voglio scrivere: dei veri problemi dell'educazione finanziaria in Italia.

Gli scenari probabilistici degli investimenti


Con gli scenari probabilistici si evidenzia come il rendimento del titolo non sia unico e certo, ma possa cambiare a fronte di eventi incerti. Per esempio se ho un Btp che rende il 4%, posso dire che rende il 4% nel 90% dei casi, ma può rendere meno se vendo prima della scadenza o può portare anche all'azzeramento del capitale nell'ipotesi che lo Stato fallisca (evento che per esempio può avere una probabilità del 5%).

Già questo spesso non è stato spiegato dai media, nella loro tipica superficialità. Gli scenari probabilistici sono per forza di cose basati su eventi statistici e quindi sono approssimazioni. Approssimazioni che possono cambiare nel tempo, anzi sono cambiate notevolmente negli ultimi anni. Qualsiasi esperto finanziario fino a qualche anno fa avrebbe affermato con sicurezza l'impossibilità del fallimento di una banca media come l'Etruria.  E del resto è noto come il salvataggio delle quattro banche (Etruria, Marche, Chieti e Ferrara) sia stato fatto, malamente, per prevenire gli effetti del bail in che entrava in vigore in Europa a inizio 2016.

E' evidente perciò che uno scenario probabilistico fatto anni fa, che non poteva prendere in considerazione eventi futuri (come il bail in e le recenti difficoltà delle banche) la cui portata era sconosciuta, avrebbe dato comunque indicazioni ottimistiche rispetto ad oggi.

Certo, lo scenario delle obbligazione subordinate avrebbe anche indicato la possibilità di una perdita parziale o totale del capitale investito (seppur risicata rispetto alla situazione attuale). Ma di fatto questa possibilità è insita nelle caratteristiche del prodotto ed era anche riportata nelle prime pagine del prospetto informativo.  Arriviamo così al vero problema.

La scarsa educazione finanziaria degli italiani 

Quanti leggono i prospetti informativi? Quanti invece si fidano semplicemente dell'impiegato di turno e firmano senza verificare nulla? La risposta alla prima domanda è pochi (pochissimi), alla seconda quasi tutti.
Il problema perciò non sta nei prospetti che in genere i risparmiatori nemmeno leggono (o peggio, non sono in grado di capire).


Il grafico a fianco mostra come l'Italia sia uno dei paesi con il peggior tasso di alfabetizzazione sulla finanza nel mondo.

Gli italiani sono stati abituati ai tranquilli Bot e Btp che hanno a lungo garantito rendimenti sicuri e soddisfacenti. Oggi non è più così, i rendimenti sono azzerati e nemmeno così sicuri.

I nodi sono quindi venuti al pettine, ora che i risparmiatori cercano alternative con rendimenti superiori affidandosi spesso troppo facilmente a consigli di promotori, bancari o amici e investendo in strumenti alternativi (come le obbligazioni subordinate), ignari dei maggiori rischi. Ma se leggi da un po' questo blog, saprai che la massima in finanza è che non esistono pasti gratis, ad un maggior rendimento corrisponde in genere un maggior rischio, che sta all'investitore saper valutare. Se in ambito legale  non è ammessa l'ignoranza, lo stesso vale nella finanza.

Non voglio certamente dire che le banche, Banca d'Italia e Consob non abbiano le loro colpe. Ma occorre anche sottolineare come l'ignoranza finanziaria degli italiani ha accentuato queste situazioni. E come una persona adulta non possa scaricare tutta la responsabilità delle sue scelte errate su altri. Se ci sono migliaia di risparmiatori che hanno acquistato subordinate di Banca Etruria o Banca Marche attirati dai maggiori rendimenti, è giusto pensare ad una loro tutela, ma è sbagliato proporre un risarcimento totale. E' sbagliato soprattutto nei confronti di altrettanti investitori che invece hanno rifiutato questi titoli accontentandosi di rendimenti inferiori ma più sicuri.

Affermare che la presenza degli scenari probabilistici avrebbe cambiato qualcosa e avrebbe quindi indotto i risparmiatori a non investire (o investire in modo più consapevole) è purtroppo una falsa utopia. Al di là di miglioramenti che si possono fare nella documentazione finanziaria e soprattutto nella Mifid (la direttiva europea che regola queste tematiche, producendo di fatto più burocrazia che trasparenza), occorre puntare a una maggior conoscenza finanziaria degli italiani.

Se leggi Banca del Risparmio o altri siti di finanza online,  già dimostri di interessarti al problema e voler accrescere la tua conoscenza. La mia regola è sempre quella di non investire in qualcosa che non capisci. Così facendo non è escluso che tu possa perdere, anzi sicuramente succederà. Ma se hai fatto una scelta consapevole dei rischi e avrai diversificato i tuoi investimenti, questo non avrà forti impatti sul tuo portafoglio finanziario e sulla tua vita.

Avvicinandosi l'estate, il periodo ideale per leggere, ti ricordo alcuni suggerimenti di lettura:
A questi, aggiungo il nuovo libro di Gabriele Bellelli Manuale dell'Investitore Consapevole , di cui spero  di riuscire a scrivere una recensione sul blog prima dell'estate. Scritto in maniera molto semplice e chiara, lo consiglio a tutti, anche come prima lettura sul tema.

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    1 commenti:

    Killerinpensione ha detto...

    Come vengono calcolati gli scenari probabilistici? Che matematica c'è dietro?. Mi riferisco al fatto che la matematica che sta alla base di molte formule usate non è ritenuto adeguata da Mandelbrot e Taleb, per esempio.

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