Cosa cambia per i risparmiatori dopo la manovra BCE?

investimenti bce
Giovedì scorso il governatore della Bce Mario Draghi ha annunciato nuove importanti misure di politica monetaria tra cui:
  • azzeramento del tasso di sconto (il cosiddetto tasso Bce prima pari a 0,05%)
  • ulteriore riduzione dei tassi (già negativi) sui depositi delle banche presso la Banca Centrale: da –0,3 a –0,4%
  • aumento dell’acquisto di titoli di Stato e titoli obbligazionari sul mercato, includendo ora  oltre alle obbligazioni finanziarie di banche e assicurazioni anche quelli delle imprese ad alto merito creditizio.

Quali sono gli effetti di queste misure sull’economia e soprattutto per il risparmiatore italiano?


In Germania è già polemica contro Draghi in quanto questi interventi riducono il valore del risparmio, riducendo i rendimenti (o portandoli addirittura in territorio negativo) degli investimenti obbligazionari.

In effetti le misure messe in campo dalla Bce sono un forte incentivo all'assunzione del rischio da parte delle banche a finanziare l’economia dato che, con i tassi negativi sui depositi e sui titoli di Stato dell'area euro, tenere parcheggiata la liquidità costa. I risparmiatori sono nella stessa condizione o quasi.

Il segnale che ha inviato la Bce giovedì è proprio questo: i tassi, sebbene non possano calare all’infinito, resteranno molto bassi ancora a lungo. Chi vuole ottenere qualche extra rendimento, dovrà giocoforza assumersi qualche rischio in più, rischio comunque in qualche modo mitigato proprio dall’intervento della Bce.

Vediamo quindi in dettaglio gli impatti sui prodotti a disposizione dei piccoli risparmiatori italiani.

Mutui


Iniziamo con la notizia positiva. I tassi di interesse sui mutui casa sono già al minimo storico. Oggi si possono trovare tassi variabili sotto l’1% e tassi fissi appena sopra il 2%. Per il variabile siamo vicino al minimo storico, per il tasso fisso si tratta del minimo assoluto: potersi indebitare per 20-30 anni a tassi sotto il 3% sembrava impossibile in passato.

Le misure appena varate possono avere un ulteriore impatto in quanto favoriscono la concessione di nuovi finanziamenti da parte delle banche che possono girare una parte dei vantaggi del finanziamento Bce ai clienti, riducendo lo spread. Inoltre anche i parametri di indicizzazione (euribor e Irs) potrebbero ulteriormente scendere.

Per chi acquista casa ma anche per chi ha già un mutuo (e può ricorrere alla surroga) è un’occasione storica da sfruttare. Su Mutui Online trovi le migliori proposte delle banche italiane.

Titoli di Stato e obbligazioni


Investire in titoli di Stato sarà ancora meno conveniente, con i rendimenti ancora più bassi e i prezzi elevati (proprio giovedì l’asta dei Btp a 3 anni ha fatto segnare un rendimento negativo pari a -0,052%). Può trarre vantaggio chi ha già titoli di Stato in portafogli le cui quotazioni sul mercato sono destinate a salire ancora.Vantaggio comunque effimero se si portano i titoli a scadenza.

Tra le novità introdotte giovedì dalla Bce c’è sicuramente la decisione di ampliare l’ammontare del Quantitative Easing includendo anche le obbligazioni societarie ad altro merito di credito.

Non sono ancora chiari i criteri per definire quali titoli potranno essere inclusi nel piano, ma il mercato ha già abbondantemente premiato  i corporate bond potenzialmente interessati dalla misura (i cosiddetti titoli investment grade cioè con rating superiore o uguale a BBB). Ed inevitabilmente poi ci sarà un calo dei tassi anche per le obbligazioni high yield su cui si concentreranno le attenzioni degli investitori a caccia di rendimento.

Il mercato come detto ha già anticipato questo trend, per cui sui corporate bond ad elevato standing rimane poco margine. Puoi cercare di sfruttare questi trend acquistando Etf su obbligazioni corporate (esclusi quindi i titoli finanziari delle banche) in area euro, o gli Etf sui titoli ad alto rendimento sempre in area euro.


Borsa e Azioni


Venerdì la Borsa ha festeggiato, con insolito ritardo, le decisioni della Bce. Non a caso i titoli più premiati sono stati quelli bancari e le Borse più euforiche quella italiana e spagnola.

La mossa di Draghi infatti favorisce soprattutto le banche dell’Europa meridionale, in particolare quelle che hanno disponibilità di capitale e possono per questo aumentare prestiti e mutui. Queste banche, finanziando imprese e consumatori, potranno guadagnarci due volte: con lo spread pagato dal cliente ma anche con l’incentivo della Bce.

Potranno poi essere favoriti i titoli industriali di quelle società che potranno finanziarsi a tassi più convenienti tramite obbligazioni (acquistate ora dalla Bce) o le banche.

Rimane però un punto di attenzione. Le valutazioni attuali di molti titoli azionari non sono proprio a buon mercato e per renderle sostenibili occorrono notizie migliori sul versante macroeconomico e su quello degli utili societari. Draghi ha probabilmente interrotto il trend negativo di inizio anno, ma resta il rischio se dopo il primo semestre 2016 non ci saranno segnali di miglioramento dell’economia reale.

Conti correnti e depositi online


Così come avviene per i titoli di Stato, i conti correnti e i depositi online offriranno rendimenti sempre più bassi. Mentre i conti correnti ormai da tempo offrono tassi di interesse nulli, i conti deposito propongono ancora (visto il periodo) rendimenti interessanti.

Nella scelta valuta anche, come fattore principale, la solidità della banca e a prescindere non superare i 100mila euro tutelati dal fondo di garanzia dei depositi.

Due proposte attualmente disponibili sono:
  • Che Banca! tasso lordo promozionale al 2% per 3 mesi
  • Conto Facto : da 1,55% a 1,175% per chi vuole durate più lunghe (da 12 a 36 mesi), ideale ricordando appunto che "i tassi rimarranno bassi ancora a lungo".

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