Rendimenti sotto zero. Dove investire a tasso fisso?

dove investire tasso zero 2016Il piccolo risparmiatore italiano, abituato a investire in titoli di stato e obbligazioni della sua banca, è sempre più disorientato dai bassi tassi offerti dal mercato. Addirittura i Bot e i Ctz collocati a fine ottobre presentano rendimenti negativi, situazione mai verificatasi prima per i titoli di stato italiani.

Una congiuntura di mercato unica nella storia dovuta all’effetto della politica monetaria della BCE, il cosiddetto Quantitative Easing. E proprio  domani 3 dicembre 2015, Mario Draghi dovrebbe ulteriormente confermare e rafforzare tale misura (mentre probabilmente la Fed americana, una settimana dopo, tornerà ad alzare i tassi dopo molti anni).

L’investitore italiano quindi è alla ricerca di alternative che offrano rendimenti superiori ma al contempo con limitati rischi. Le banche, che non hanno più bisogno di raccogliere depositi e obbligazioni grazei al foraggiamento dei finanziamenti BCE, se ne approfittano proponendo investimenti in fondi di investimento o polizze vita della casa, prodotti che spesso hanno alti costi di ingresso e di gestione.

Non è comunque facile trovare alternative valide in questo periodo. Anche i conti deposito hanno tassi di interesse ai minimi, i migliori sono offerti da banche non solidissime come Banca Marche (appena salvata) o la Popolare di Vicenza.

Allungare le scadenze serve a poco ed è rischioso. Il Btp a 10 anni offre un risicato 1,6% lordo, un rendimento non congruente al rischio paese che può tornare a salire per qualsiasi problema economico o politico.

Non è migliore la situazione delle obbligazioni indicizzate all’inflazione, seppur preferibili agli analoghi titoli ordinari. Il Btp Italia 2020 incorpora un’inflazione media pari solo allo 0,20%. I mercati quindi non credono ad un prossimo ritorno dell’inflazione, che è il primo obiettivo delle manovre della Banca Centrale Europea. Questo vuol dire che la politica monetaria dei tassi bassi potrebbe continuare a lungo.

Eppure restano sullo sfondo i soliti rischi di mesi fa che potrebbero invertire la tendenza (specie per i titoli italiani) e sconsigliano impegni a lungo periodo:

  • il rallentamento della Cina e dei Paesi Emergenti;
  • la prospettiva di un graduale rialzo dei tassi da parte della Fed;
  • il drastico calo dei prezzi delle materie prime;
  • la bassa inflazione e l’elevato indebitamento globale;
  • i rischi geopolitici presenti i varie zone vicino ai confini europei (Ucraina-Russia, Siria-Turchia, Libia) a cui si è aggiunta l’incognita del terrorismo.

E’ necessario prendersi più rischi?

Se si vogliono trovar rendimenti superiori occorre comunque assumersi dei rischi, puntando per esempio a:
  • titoli in valuta: può essere conveniente puntare su bond in dollari americani di emittenti sicuri, sfruttando la probabile rivalutazione del dollaro sull’euro. Oppure valutare i più rischiosi titoli emergenti, come quelli russi;
  • obbligazioni High Yield, non acquistando il singolo titolo ma selezionando uno degli ETF disponibili sul mercato.
Occorre ormai prendere atto che le obbligazioni possono essere inserite nel proprio portafoglio finanziario più in un’ottica di diversificazione del rischio e protezione del capitale che per ottenere un reale rendimento.

Il mercato azionario, da affrontare tramite strumenti come gli ETF, presenta sicuramente maggiori prospettive di crescita ma non tutti sono pronti e capaci di maneggiare il conseguente rischio di perdite, sicuramente più alto.

Una buona alternativa al tasso fisso delle obbligazioni e dei conti deposito in questo momento sono le polizze vita a gestione separata, polizze che offrono ottimi rendimenti (visto il periodo) e vantaggi fiscali (non si paga l’imposta di bollo dello 0,2% mentre la ritenuta fiscale sui guadagni viene addebitata solo al momento del riscatto). 

Come ho già avuto modo di scrivere, tra queste consiglio in particolare Genertel Sicuramente Protetto. Se apri e versi entro il 31 dicembre, per il primo anno ottieni un rendimento pari al 2,41% lordo a cui sottrarre indicativamente il 18-20% di ritenuta fiscale (che ti sarà addebitata solo al riscatto e senza bolli annuali).  Tra un anno conoscerai il rendimento per l’anno successivo e se troppo basso potrai riscattare e chiudere la polizza (ricorda comunque che non puoi riscattare prima di un anno). Puoi sottoscrivere la polizza dal sito Genertel (il tasso nuovo non è ancora stato aggiornato e potresti leggere ancora il vecchio 2,61%).

_____________________________________________________

EBOOK in omaggio: inserisci la tua email e iscriviti gratis:


Abbonati gratis ai feed RSS


Articoli correlati per categorie



0 commenti:

Posta un commento