Perché le azioni sono scese dopo l’intervento BCE

investire con tassi bceMolti piccoli investitori sono rimasti sorpresi dalla reazione dei mercati finanziari a seguito della mossa della BCE dello scorso 3 dicembre che ha ampliato di fatto i tempi del Quantitative Easing (l’acquisto da parte della banca centrale di titoli di stato sul mercato al fine di far affluire liquidità al sistema economico e finanziario). La sorpresa nasce dal fatto che la notizia è in se positiva.

Ma in realtà non c’è nulla di nuovo e di cui sorprendersi. E’ semplicemente la conferma che i mercati finanziari non si muovono sulle notizie ma sulle aspettative. Da oltre un mese l’euro si era indebolito nei confronti del dollaro, i tassi e lo spread erano diminuiti e i corsi azionari delle Borse saliti. Tutti nell’attesa dell’intervento di Mario Draghi. Le decisioni prese lo scorso 3 dicembre dalla Banca Centrale Europea erano quindi ampiamente previste e scontate dai mercati. Mercati che però si attendevano di più. La delusione ha quindi fatto tornare i valori finanziari indietro di oltre un mese.

Le attese erano alte proprio perché l’economia europea non dà buoni segnali. La ripresa è molto bassa, in un contesto normale non si parlerebbe nemmeno di ripresa con Pil che crescono sotto l’1%. L’inflazione intanto a novembre è praticamente ferma, con uno 0,1% molto lontano dall’obiettivo del 2% della BCE. In termini economici, l’Europa è molto vicina a una deflazione (bassa crescita sia dell’economia che dei prezzi), una delle peggiori condizioni.

E le mosse della Banca Centrale finora non hanno prodotto risultati e difficilmente lo faranno senza una politica europea che cambi registro. I soldi della BCE finiscono tutte nel sistema finanziario, investiti sui mercati finanziari o lasciati nei depositi bancari e interbancari. Poco arriva all’economia reale, strozzata da tasse e insicurezza.

Totalmente diverso è il quadro oltreoceano. La ripresa americana è buona e la mossa prudente della BCE non fa che rafforzare la convinzione che il prossimo 16 dicembre la Fed torni ad aumentare i tassi di mercato, dopo molti mesi. In Usa si va verso la normalità con la fine dei tassi a zero. In Europa invece anche il 2016 sarà un anno di transizione. Nonostante il rafforzamento dell’euro quindi, il dollaro pare destinato a tornare a rafforzarsi fino a raggiungere nel corso del nuovo anno la parità con l’euro.

Molti analisti da tempo consigliano i mercati azionari europei. In effetti le azioni europee sono ancora quelle più sottovalutate e con maggiore potenzialità di crescita. Ma la situazione economica piena di rischi ed incognite comporta che la maggiore potenzialità di crescita delle azioni europee sarà accompagnata da una forte volatilità anche nel 2016. L’investimento nel mercato azionario, da affrontare sempre tramite la diversificazione offerta da fondi e ETF, è quindi opportuno solo per chi è disposto a sopportare il rischio di perdite.

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Capisco la delusione per il mercato azionario, ma perchè e sceso anche quello obligazionario con BTP 10 anni giù del 2%?

Luca di Banca del Risparmio ha detto...

L'effetto è stato a 360° perché comunque il mercato reagisce di istinto e va a colpire tutto. Su euro e azioni l'effetto dura ancora, su spread e tassi è già rientrato.

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