Chi sceglie dove investire i tuoi soldi? Tu o la banca?

investimenti in fondi italianiDai recenti risultati del terzo trimestre 2015 delle maggiori banche italiane, si può notare un trend di conversione della raccolta diretta (conti correnti, depositi, obbligazioni bancarie) in raccolta indiretta gestita (polizze vita e fondi comuni di investimento).

Potrebbe apparire normale che i risparmiatori italiani stiano abbandonando i depositi e soprattutto le obbligazioni bancarie visti i tassi di interesse ormai nulli.  Ma è evidente come questo flusso verso la raccolta gestita non sia spontaneo, ma guidato dalle banche.

Prendiamo per esempio la principale banca italiana, Intesa Sanpaolo. I risultati di bilancio presentano commissioni derivanti da fondi comuni di investimento e polizze vita in forte aumento. Ma per capire come questo avvenga soprattutto per volontà delle banche più che degli ignari clienti, basta vedere le previsioni di sviluppo della banca. Intesa Sanpaolo ritiene possibile una crescita a doppia cifra delle commissioni sul gestito anche nel 2016 e nel 2017. Questo grazie anche alla trasformazione di circa 80 miliardi di raccolta diretta in masse in gestione.

In Italia ci sono leggi che dovrebbero tutelare i risparmiatori (Mifid) ma di fatto si traducono solo in un aumento della burocrazia. Se deve essere il risparmiatore a decidere, come è possibile che la banca possa mettere a budget certe crescite del risparmio gestito che evidenziano la spinta commerciale dei loro consulenti verso certi prodotti a scapito quindi di una libera scelta?

Analogo trend di forte crescita è previsto nei piani di Intesa per la produzione netta di polizze vita, quest’anno positiva per 5,3 miliardi. Chiarisco che parlo di Intesa in quanto prima banca italiana, ma il discorso vale per tutte le banche.

E’ chiaro che in un contesto di bassi tassi di interesse, l’investitore cerchi soluzioni alternative e queste soluzioni non possano che presentare maggiori rischi. Di tale situazione di mercato però le banche se ne approfittano guidando le scelte dell’investitore solo verso i prodotti dove hanno maggiore marginalità.

Non propongono mai alternative come gli ETF e raramente (e solo per la migliore clientela) consentono di sottoscrivere fondi di società di gestione non collegate al loro Gruppo.

Prima di investire nel fondo consigliato dalla banca chiediti e chiedi al tuo consulente bancario o promotore finanziario:

  • il fondo consigliato ha avuto un rendimento netto superiore a quello del mercato di riferimento ed è quindi veramente preferibile a un normale Etf ?
  • perché investire in quel fondo specifico collocato dalla banca? Non ci sono altri fondi che hanno ottenuto migliori risultati anche a fronte di minori rischi assunti?
Il rendimento passato ovviamente è solo un elemento di valutazione, ma almeno nel 90%  dei casi ti porterà a scegliere una migliore alternativa rispetto a quanto proposto. Non credere poi alle rassicurazioni del consulente di turno, che ti spiegherà che il loro fondo è diverso, che il benchmark (punto di riferimento) non serve a nulla etc. Se per es. ti propongono un fondo azionario italiano, confrontalo con il suo benchmark e con i fondi e ETF analoghi (lo puoi fare tranquillamente sul sito di MorningStar).

Puoi acquistare un Etf tramite qualsiasi banca (sono negoziati in Borsa come le azioni). Se operi con una banca online lo puoi fare in autonomia e risparmi sulle commissioni di negoziazione. Per i fondi di investimento invece puoi optare per le banche online come Fineco oppure scegliere intermediari specializzati come Online Sim e FundStore.

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1 commenti:

giulio ha detto...

Ciao Luca,
A proposito di Etf , come vedi la società Moneyfarm? Un tuo giudizio sarebbe gradito.
Grazie mille
Giulio Stevanato

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