Ipo Poste Italiane acquistare o no?

azioni-poste-italianeLa scorsa settimana si è aperta l’IPO, il collocamento iniziale  in Borsa delle azioni, di Poste Italiane. Vista l’importanza e la notorietà della società, è ovvio l’interesse di tante piccolo risparmiatori, alcuni dei quali mi hanno scritto per un parere.

Cercherò quindi in questo articolo di rappresentare brevemente le caratteristiche del collocamento e soprattutto i fattori da valutare per decidere se investire e mantenere le azioni delle Poste.

Caratteristiche

Il collocamento delle azioni delle Poste terminerà alle ore 13.30 di giovedì 22 ottobre, salvo chiusura anticipata.  Finirà sul mercato il 34,70% del capitale sociale, elevabile al 38,20% se saranno esercitate dagli investitori istituzionali le opzioni.

Circa il 30% delle azioni collocate saranno destinate al pubblico retail (risparmiatori privati) e il restante agli istituzionali (banche, fondi etc.) con una quota assegnata anche ai dipendenti.
Il prezzo è stato fissato in un range tra un minimo di 6 e un massimo di 7,50 euro per azione con un lotto minimo sottoscrivibile di 500 azioni (quindi l’investimento minimo è compreso tra 3.000 e 3.750 euro).

Il prezzo definitivo sarà comunicato entro due giorni lavorativi dal termine dell’offerta, l’assegnazione delle azioni sarà invece comunicata entro 5 giorni lavorativi.  La liquidazione avverrà poi il 27 ottobre, giorno di prima quotazione del titolo (Isin IT0003796171). Il titolo delle Poste entrerà poi nel Ftse Mib (l’indice principale della Borsa milanese) dal 21 dicembre.

ipo poste

In fase di collocamento non si pagano commissioni, la sottoscrizione può essere effettuata come di consueto sia online tramite home banking della tua banca o delle Poste, oppure direttamente agli sportelli bancari e postali.

E’ prevista una sorta di premio fedeltà del 5% per gli azionisti che manterranno il titolo per 12 mesi (ininterrottamente, quindi senza mai vendere). Sarà infatti attribuita una azione gratuita ogni 20 dopo un anno in tale circostanza.

E’ stata inoltre annunciata una politica dei dividendi favorevole, con distribuzione di almeno l’80% degli utili per gli esercizi 2015 e 2016 (con un possibile rapporto dividendo -  prezzo azione intorno al  4,5 – 5,5 % annuo).

Fattori da valutare

Il collocamento delle Poste presenta diversi aspetti positivi:
  • società nota con milioni di clienti e presenza su tutto il territorio. Queste caratteristiche dovrebbero assicurare un’elevata partecipazione del pubblico dei risparmiatori con un azionariato più stabile;
  • società in utile da anni che ha saputo rigenerarsi grazie a nuovi business come quello finanziario, assicurativo e telefonico;
  • bonus share del 5% per chi manterrà il titolo per 12 mesi (a tal proposito, attenzione che l’attribuzione delle azioni gratuite potrebbe non essere automatica, ma andrà richiesta dal risparmiatore entro il 30 novembre 2016);
  • politica favorevole di distribuzione dei dividendi. Il fatto che lo Stato, sempre a caccia di soldi, rimanga azionista di riferimento, aumenta le prospettive future di alti dividendi.

Non mancano però gli elementi negativi o di attenzione.

Le Poste operano in un ambiente protetto. Una buona parte dei suoi profitti deriva direttamente o indirettamente dallo Stato (riceve per esempio circa 1,6 miliardi da Cdp per il servizio di collocamento dei buoni fruttiferi e 400 milioni per il servizio postale tradizionale).

E’ poi evidente che le Poste abbiano goduto spesso di un occhio di riguardo a discapito della concorrenza e degli stessi consumatori. Per esempio operano ormai prevalentemente nel settore bancario e assicurativo, ma non sono soggette a tutti i controlli e agli obblighi delle Banche (le quali hanno più volte chiesto una sorta di vigilanza dei servizi finanziari delle Poste).

Il prezzo di collocamento è corretto e potrebbe essere anche mantenuto nel range “basso” sia dagli investitori istituzionali sia dalle banche collocatrici, le quali si vedranno attribuire entro un mese il 3,5% della società al medesimo prezzo.

La forte domanda che c’è già stata e continuerà questa settimana comporterà poi che ci sarà sicuramente un riparto, lasciando quindi una parte della domanda insoddisfatta, domanda che potrebbe poi acquistare direttamente in Borsa sostenendo i corsi azionari. Prezzi azionari che nel breve saranno anche sostenuti dalle banche collocatrici che potranno dopo 30 giorni aggiudicarsi nuove azioni allo stesso prezzo del collocamento, ottenendo quindi un’immediata plusvalenza se il prezzo di mercato sarà superiore.

Detto questo quindi il collocamento delle Poste nel breve sarà probabilmente positivo (salvo ovviamente un andamento dei mercati finanziari negativi) grazie alla forte domanda, un prezzo equo e la politica dei dividendi e del premio fedeltà.

Nel medio-lungo periodo però ci sono più ombre che luci, bisognerà infatti vedere come le Poste sapranno mantenere profitti in un ambiente economico che potrebbe essere meno protetto di quello attuale. Puoi acquistare quindi, ma pronto a vendere.

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1 commenti:

desider ha detto...

Sono trascorsi 14 giorni da che ho fatto richiesta di sottoscrizione Ipo Poste italiana con Fineco banca.

Oggi lunedi 26 Ottobre ancora nessuna comunicazione da parte della banca se l’esito è andato a buon fine e i soldi sono ancora congelati, con il range al massimo di 7,50€ x azione

In questi 14 giorni di prenotazione le banche di tutti questi svariati
milione in qualche modo vengono usati per ricavarne un utile? o giacciono in giacenza
Ciao

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