Il tuo conto corrente è a rischio?

direttiva europea conti correntiI giornali hanno dato ampio risalto alla recente approvazione in Italia della Direttiva Europea sulle crisi bancarie. E la notizia ha suscitato i dubbi dei lettori anche grazie a titoli fuorvianti come quello del Corriere della Sera: “ Salvataggio banche: dal 2016 pagheranno anche i correntisti”.

Il titolo infatti lascia intendere che anche i correntisti, in generale, possano essere chiamati a rispondere dei problemi finanziari della loro banca. E visto che la stragrande maggioranza degli italiani hanno un conto corrente, ovvia la conseguente preoccupazione. In realtà le cose sono molto più complesse e meno preoccupanti di quanto i titoli dei giornali portano a pensare.


La Direttiva Europea e la sicurezza dei conti

La Direttiva regolamenta chi e come dovrà rispondere in caso di salvataggi delle banche, come avvenuto qualche anno fa nel pieno della crisi finanziaria (soprattutto in Irlanda, Germania e Gran Bretagna).

Nei precedenti casi infatti era stata necessaria la mano pubblica per sanare la situazione e mantenere in piedi banche piene di crediti inesigibili o derivati. Lo scopo principale della nuova Normativa è proprio quello di evitare o limitare futuri interventi con soldi pubblici.

Sarà quindi anzitutto il capitale della banca a dover rispondere del dissesto, e quindi a cascata azionisti, obbligazionisti e correntisti con depositi superiori ai 100.000 euro.

La Direttiva sarà in vigore dal 1° gennaio 2016. In caso di dissesto bancario la Banca Centrale dovrà anzitutto cercare di porvi rimedio ricorrendo ai mezzi della banca tramite la vendita di di una parte degli attivi. Se questo non fosse sufficiente, saranno chiamati a rispondere con i loro capitali in prima battuta gli azionisti. Nulla di sorprendente, visto che le azioni sono capitale a rischio e quindi soggette anche a totale azzeramento in caso di fallimento della società.

Non sorprende nemmeno il possibile coinvolgimento degli obbligazionisti. In un qualsiasi fallimento societario, i creditori partecipano alla spartizione delle perdite (si pensi ai casi Parmalat o Cirio).

Da sottolineare che nel caso bancario esistono due tipi di obbligazioni:
  1. Ordinarie (senior): le tradizionali obbligazioni
  2. Subordinate: sono una via di mezzo tra azione e obbligazione, tanto è vero che a fronte di un rendimento maggiorato sono meno sicure delle obbligazioni ordinarie. Possono essere infatti rimborsate, in caso di crisi, solo dopo che sono state rimborsati tutti i creditori ordinari
Rappresentando le obbligazioni un credito verso la banca, ovvio che in caso di dissesto di quest’ultima, i creditori possano subire perdite. Occorre però rilevare come molti clienti bancari oggi possiedano obbligazioni della loro banca, convinti in vario modo dai consulenti allo sportello. E a volte hanno in portafoglio titoli subordinati senza conoscerne la maggiore rischiosità.

In ultima battuta possono essere chiamati a rispondere i correntisti, ma solo quelli che detengono depositi oltre i 100.000 euro (e solo per la parte eccedente questa soglia). Non sono invece coinvolti le azioni, le obbligazioni e gli altri titoli (certificati, fondi comuni, polizze vita) detenuti dal correntista nel suo dossier titoli (ovviamente salvo le azioni e obbligazioni delle banche, mentre fondi e polizze proposte dalla banca hanno comunque un capitale separato e garantito).

Il rischio per i correntisti è quindi molto limitato. Anzitutto perché pochi hanno depositi sul conto corrente così alti. Poi perché come visto i correntisti intervengono solo a valle del processo.

Fallimenti di banche  in Italia

Questo non significa che non occorra prestare attenzione allo stato di salute della propria banca. Ho già parlato più volte delle situazioni di crisi di alcune banche, e dei possibili rischi dei clienti.

Recentemente si è diffusa la voce che verrà costituito un apposito fondo per il salvataggio e il risanamento delle tre principali banche italiane in crisi: Cassa di risparmio di Ferrara, Banca Marche e Banca Popolare dell'Etruria. Il Fondo sarà finanziato dalle altre banche italiane, ma probabilmente anche dai titolari di obbligazioni subordinate che vedranno le loro obbligazioni convertite in azioni.

Già da queste vicende si vede come azionisti e obbligazionisti, in particolare quelli subordinati, rischiano di più. Anche i correntisti (tutti, anche quelli con depositi sotto i 100.000 euro) hanno però avuto disagi come l’impossibilità di prelevare o operare liberamente sul dossier titoli per qualche giorno.

La Normativa di fatto non cambia nulla di quello che dovrebbe succedere nella normalità (semmai è stato l’intervento pubblico a essere anormale) vale a dire che azionisti e creditori di una società possano vedere intaccato il loro capitale in caso di crisi della società stessa. Le uniche particolarità della banca riguardano la grande diffusione dei bond bancari e il possibile coinvolgimento dei conti correnti (ma come visto, molto marginale).  

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1 commenti:

Anonimo ha detto...

scusate ma come si può capire quando una banca è sicura o meno?

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