Costi e rischi delle azioni bancarie non quotate

azioni banche cooperativeIn passato ho ricevuto varie segnalazioni da chi, all’apertura di un conto corrente o di un mutuo presso una banca, era invitato a diventare socio al fine di ottenere condizioni economiche agevolate.

Questa operazione però può presentare dei rischi legati ovviamente all’importo che si investe per diventare socio.

Conviene acquistare azioni bancarie non quotate?

Anzitutto occorre fare una netta distinzione fra le banche le cui azioni sono quotate sul mercato, e quelle non quotate. Nel primo caso infatti si potrà sempre agevolmente vendere le azioni acquistate. Certo, il rischio di perdite esiste, ma almeno si può vendere quando si vuole ed avere una maggiore trasparenza su prezzi e tempi.

Molto diverso invece è il caso di banche non quotate, come diverse popolari e praticamente tutte le banche cooperative. Qui il problema è che acquistare le azioni è facile, molto più difficile rivenderle.
Quando acquisti queste azioni, oltre ai vantaggi economici che puoi avere sul conto corrente o sul mutuo, ti viene spesso detto che il fatto che non sono quotate è persino un vantaggio “il prezzo rimane fisso, non dipende dalle oscillazioni dei prezzi di Borsa, per cui non puoi perdere ed in più ogni anno incassi le cedole (dividendi) come se fosse un’obbligazione”.

La realtà è molto diversa. Anzitutto se hai bisogno di liquidità, ti sarà molto difficile rivendere queste azioni. Solo la stessa banca infatti può riacquistartele, ma non ha solitamente alcun obbligo. Di fatto quindi rimani “incastrato” in un investimento non liquido.

Il prezzo che hai pagato poi non è in alcun modo collegato al reale valore dell’azienda. Tanto che alcune piccole banche popolari, sulla base dei prezzi a cui offrono le loro quote, avrebbero un valore superiori alle più grandi e solide banche popolari italiane.

Il caso Popolare Vicenza e Veneto Banca

azioni banca popolare vicenzaCon la crisi delle banche poi sono arrivate le sorprese.  Abbiamo già visto come il prezzo delle azioni sia sopravalutato. E molti azionisti ora hanno scoperto amaramente che questo prezzo non è nemmeno fisso come dichiarato al momento dell’acquisto.

Per esempio le assemblee di aprile della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca hanno ridotto drasticamente il valore delle azioni. Un taglio del 23% (da 62,5 a 48 euro per Popolare Vicenza, da 39,5 a 30,5 euro per Veneto Banca).

Poco conta che ora queste banche stiano cercando di trovare modalità per rendere più liquide le loro azioni. Per esempio la Popolare Vicenza vorrebbe introdurre una nuova piattaforma di negoziazione, una sorta di “mini mercato interno” che dovrebbe rendere più facile la negoziazione delle azioni. Oltre ai dubbi sul fatto che tale meccanismo funzioni (il rischio che ci siano pochissimi scambi è concreto) la perdita già acquisita per il recente taglio non verrà recuperata.

Quando ti fanno proposte simili, valuta sempre il vantaggio immediato che ottieni a fronte dell’impegno finanziario e le modalità con cui disinvestire. Se si tratta di un investimento minimo o facilmente liquidabile, può anche valere la pena. Altrimenti stai acquistando semplicemente titoli che non riuscirai poi a rivendere.

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