Alternative di investimento ai Btp a tasso zero

dove investire quantiative easingNegli ultimi articoli abbiamo sottolineato la situazione dei mercati finanziari europei, con i rendimenti dei Titoli di Stato al minimo storico, nonostante i rischi ancora alti dell’emittente, oltre al paradosso dei tassi di interesse negativi offerti dai bond degli Stati più virtuosi.

Nel precedente articolo ho dato poi alcune linee guida su come investire, in questo vedremo più in dettaglio alcune alternative di investimento, partendo dal presupposto che per ottenere maggiori rendimenti occorre sostenere maggiori rischi.

Dove è possibile ottenere rendimenti superiori ai Btp? Bond societari, obbligazioni in valuta estera, titoli subordinati e soprattutto azioni, da acquistare direttamente o attraverso strumenti di investimento a gestione attiva (fondi) o passiva (Etf) in modo da suddividere maggiormente il rischio.

Obbligazioni

rendimento obbligazioniLa componente obbligazionaria non può mancare nei portafogli.  Ma oggi i titoli con i rendimenti più interessanti sono ormai quelli più rischiosi.

Si possono allungare le scadenze, oppure selezionare titoli più rischiosi: high yield (leggasi alto rendimento ma anche altrettanto rischio), titoli bancari subordinati (spesso con rimborso ammortizzato, ossia in tranche), obbligazioni in valuta estera come dollari americani, corone svedesi o ancora più speculativi come la lira turca e il rand sudafricano.

Bisogna fare attenzione alla selezione di questi titoli. Soprattutto con il fai-da-te è necessario distinguere gli emittenti per merito creditizio, paese, settore e valuta. E' consigliabile entrare con prodotti del gestito per ottenere una buona diversificazione e costruire un portafoglio bilanciato anche se meno tradizionale rispetto al passato.

La forte compressione dei rendimenti ha aumentato ulteriormente i rischi di questi prodotti visto che il calo dei rendimenti ha colpito tutti i titoli. Caso a parte poi i titoli in dollari. Le stime sul cambio Eur-Usd indicavano il raggiungimento di quota 1,05 entro fine anno, ma questo valore è già stato toccato in questi giorni. Non è più quindi così scontato prevedere ulteriori svalutazioni dell’euro, probabilmente il grosso ormai è stato fatto.


consigli investimento tasso interesse minimoSe la preoccupazione principale è difendersi dal caro vita, una chance si può ancora dare alle emissioni legate all’inflazione. Se non si considera la componente energetica (petrolio), i prezzi sono in realtà già in leggera crescita.

E alcuni fattori potrebbero riattivare il costo del denaro. In particolare il prezzo del petrolio potrebbe rimbalzare ed il Quantitative Easing della Bce ha anche lo scopo di riportare il tasso di inflazione europeo verso il 2%. Difficile che possa succedere a brevissimo, ma un'inversione di trend è probabile, soprattutto a livello europeo.

Altra alternativa è investire indirettamente nel settore tramite le polizze Vita tradizionali legate alle gestioni separate (il cosiddetto ramo I) che riscuotono interesse grazie alla garanzia del capitale e al consolidamento anno per anno dei rendimenti ottenuti, ma soprattutto al fatto di valorizzare i titoli in portafoglio al valore di acquisto che consente di mantenere rendimenti superiori al 3%. Il problema di questi prodotti sono però i costi, per cui leggi bene i fascicoli informativi prima di investirci.

Azioni

Forse mai come oggi, spinti dai bassi rendimenti, i risparmiatori italiani stanno guardando all’investimento azionario. E' evidente che parliamo di un profilo temporale e di rischio molto diverso rispetto alle obbligazioni. E’ sempre opportuno entrarci con portafogli diversificati, da realizzare attraverso prodotti di risparmio gestito, piuttosto che con un fai da te su singoli titoli.

Praticamente tutti i maggiori analisti finanziari segnalano i mercati azionari europei come i più interessanti, grazie sia all’intervento della Bce che inonderà il continente di liquidità che da qualche parte dovrà essere investita, sia alla ripresa che seppure lenta dovrebbe arrivare spinta dal basso prezzo dei prodotti energetici e dalla svalutazione dell’euro.

L’ottica deve però sempre essere di medio-lungo periodo, e visti i rischi di perdita, non è un investimento adatto a tutti ed è approcciare con strumenti gestiti come gli etf, per esempio il Lyxor Ucits Etf Euro Stoxx 50 (Isin FR0007054358).

Vendere Btp e titoli ora?

Una delle conseguenze dell’abbassamento dei tassi di interesse di mercato è la rivalutazione dei titoli quotati. Molti investitori oggi si ritrovano in portafoglio Btp o altre obbligazioni con prezzi ben oltre il costo di acquisto. Lecito quindi chiedersi se non sia utile vendere e portarsi subito a casa i guadagni.

La scelta non è banale, perché chi vende adesso realizza una plusvalenza ma non è poi semplice trovare alternative a parità di rischio. Se sei un cassettista (ossia acquisti e mantieni fino a scadenza) puoi mantenere i titoli fino alla naturale scadenza, perché in questo modo può continuare a fare affidamento su cedole che allo stato attuale è difficile reperire altrove.

Altrimenti valuta di vendere i titoli a partire da quelli con scadenza più ravvicinata. Puoi reinvestire nei titoli con maggiori rischi evidenziati in precedenza, oppure lasciare il capitale su conti di deposito con rendimenti superiori.

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2 commenti:

Ramon D'Oria ha detto...

dovreste però spiegare che chi tiene fino a scadenza un btp AVRà UN RENDIMENTO PARI A ZERO O POCO Più...Le cedole non c'entrano nulla perché verrà rimborsato un capitale molto inferiore!!!!

Palmisano Giuseppe ha detto...

giusto commento Ramon Ciao

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