Banche in crisi, fallimenti e i soldi del correntista

fallimento bancheNegli ultimi giorni diverse notizie relative alle  banche hanno conquistato le prime pagine dei giornali:  il commissariamento della Banca Popolare Etruria, la presentazione dei bilanci di diversi Istituti con il caso eclatante di MPS.


Banche commissariate

La prima vicenda riguarda il commissariamento della Banca Popolare dell’Etruria. Si tratta ad oggi della più grande banca commissariata (21° Istituto in Italia in base agli attivi), e l’unica banca quotata in Borsa sottoposta a questa procedura.

Le altre 15 banche commissariate sono:
  • Banca di credito cooperativo di Terra d'Otranto
  • Istituto per il Credito Sportivo
  • Cassa di risparmio di Ferrara
  • Cassa di Risparmio di Loreto
  • Cassa di risparmio di Chieti
  • Popolare dell'Etna
  • Banca Popolare delle Province Calabre SCPA
  • Banca Romagna Cooperativa
  • BCC Irpinia
  • Banca Padovana Credito Cooperativo
  • Banca delle Marche
  • Cassa Rurale di Folgaria
  • Credito Trevigiano
  • Banca di Cascina Credito Cooperativo
  • Bcc Brutia di Cosenza
Il commissariamento è dovuto nella maggior parte dei casi a situazioni finanziarie ormai resesi insostenibili a causa dei costi e delle sofferenze sui crediti e, in qualche caso, a pesanti violazioni delle norme antiriciclaggio e sospetti di infiltrazioni mafiose.

Effetti per i clienti

Ho già avuto modo di segnalare come il commissariamento sia un’operazione a tutela dei clienti e dei creditori delle banche. I clienti di queste banche rischiano al massimo, in situazioni gravi (come fu con Banca Marche( un eventuale blocco temporaneo dei conti correnti e della disponibilità dei titoli.  In genere poi la procedura si conclude con la vendita degli asset attivi (e quindi anche quelli dei clienti) ad altre banche o società di investimento.  Salvo appunto temporanei blocchi sui prelievi per accertare lo stato degli attivi, la normale operatività non è compromessa.

Anche in caso di evento estremo (chiusura e liquidazione della banca) i depositi in conto corrente sono tutelati dal FITD (fino a 100.000 euro a intestatario), mentre i titoli (obbligazioni, azioni, fondi, polizze etc.) rimangono totalmente di proprietà dei clienti. Se però tra questi titoli ci sono azioni o obbligazioni della banca stessa, si potranno subire perdite sul capitale. In ogni caso il consiglio, visto anche il rischio non remoto di blocco temporaneo dei conti, è di aprirne uno altrove (vedi fine articolo).

Banche in crisi o difficoltà

Se Banca Etruria e Banca delle Marche ad oggi sono i casi più eclatanti di commissariamento, non si deve dimenticare che altre grosse banche sono in pesante difficoltà, in particolare Banca Carige e Monte Paschi di Siena.

Quest’ultima ha chiuso il 2014 con una perdita di 5 miliardi di euro e annunciato un ulteriore incremento dell’importo richiesto per il prossimo aumento di capitale che richiederà agli azionisti altri 3 miliardi dopo i 5 versati solo l’anno scorso.
Ma a proposito di azionisti, la vera novità è che la prossima cedola interessi sui famosi Monti Bond (obbligazioni emesse dal Tesoro per sostenere l’attività della banca) non sarà pagata in cash ma in azioni. Lo Stato diventerà quindi azionista di MPS, e azionista di peso (ai valori odierni avrebbe una quota del 10%, il doppio dell’attuale principale azionista della banca senese).

In difficoltà poi sono molte piccole banche di credito cooperativo. Una recente analisi del Sole 24 Ore sui dati di bilancio, evidenzia come siano ben 33 le Bcc (vedi tabella sotto) su circa 300 a mostrare a fine del 2013 un livello di crediti in sofferenza o incagliati preoccupante per la loro stabilità.

lista banche fallite

Non si può non notare come quasi sempre, sia nei casi di commissariamento che nei casi di difficoltà finanziaria, ci troviamo di fronte a banchieri con gravi colpe e ad intromissioni della politica.  Basti pensare che la vicenda della Banca Etruria è nota da tempo e nonostante questo i banchieri e politici locali hanno rifiutato una generosa offerta di acquisto della Popolare di Vicenza. Rifiuto quindi motivato più dal timore di perdere il controllo dell’Istituto e i voti sul territorio che da ragioni economiche.

Intanto lo Stato entra in MPS, ma il rischio è che con soldi pubblici continuino a comandare le stesse persone, banchieri e presidenti di Fondazione che percepiscono emolumenti eccessivi e totalmente scollegati dall'andamento della gestione.

Il normale cliente è inerme di fronte a queste vicende, ma può comunque sempre esercitare la sua libertà di scelta, optando per una banca più solida e soprattutto meglio gestita. Io consiglio, visto i minori costi e la maggiore efficienza,  queste banche online, ma ovviamente la scelta è ampia.

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1 commenti:

Anonimo ha detto...

Siamo alle solite:
i dirigenti e manager delle banche nazionali con l'aiuto dei ministri al governo, hanno speculato e fatto investimenti a perdere con i soldi degli italiani.

poi quando la situazione precipita, si provvederà con un bel prelievo forzoso stile cipro a continuar a mantenere in vita il sistema politicomafioso banche/politica.

meditate gente, meditate...

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