Franco svizzero, Forex Broker, BCE e Grecia

La scorsa settimana la Banca Centrale Svizzera (Swiss National Bank - SNB) ha tolto il sostegno che da mesi stava dando al franco svizzero al fine di tenerlo ancorato all’euro. Istantaneamente (come mostra il grafico) il cambio Eur-Chf è crollato da 1,20 circa, il cambio fissato dalla banca centrale svizzera, a 1.

cambio franco svizzero

Un boom del franco svizzero che ha fatto diverse vittime, ormai convinte e sicure della tenuta del cambio fisso. Tra le vittime numerosi traders del Forex, ma anche istituzioni e Forex Brokers, alcuni anche tra i più noti come Al Pari Uk e FXCM. Per maggiori dettagli sugli effetti per traders e brokers ti rinvio a questo articolo sui Forex Brokers in crisi.

Qui mi preme invece sottolineare come la vicenda ci ricordi semplicemente che sui mercati finanziari nulla è sicuro, e lo è meno adesso.  La politica, intesa come sia quella dei governi che quella delle Banche Centrali, è ormai da tempo il principale fattore che muove i mercati, ancor più dell’economia.
E questo spiega situazioni finanziariamente paradossali come i tassi dei titoli italiani più bassi di quelli americani, nonostante sia evidente il maggior rischio dei primi.

Quest’anno potrà offrire molte opportunità agli investitori. Ma semplicemente perché sarà un anno con molta volatilità, e quindi opportunità e rischi.
Ne è un esempio il caso del franco svizzero. Per alcuni è stata una mazzata, per altri il classico colpo di fortuna inatteso.
Il risparmiatore che vorrà avventurarsi in ambiti più rischiosi, siano per esempio azioni o obbligazioni in valuta, deve esserne quindi consapevole.

Questa settimana due eventi molto attesi daranno un segno importante sull’anno finanziario:

  1. il 22 gennaio è in programma il primo board della BCE del 2015
  2. il 25 gennaio si terranno le elezioni greche
Sul primo punto ormai tutti si attendono l’annuncio del lancio del Quantitative Easing europeo (in pratica la BCE acquisterà titoli, soprattutto governativi, sul mercato stampando nuova moneta). Le Borse scontano ormai pesantemente l’annuncio, che sembra in effetti probabile. Ovvio quindi che anche un semplice rinvio avrà pesanti effetti negativi, sia sullo spread che sugli indici azionari.

Per quanto riguarda le elezioni di domenica in Grecia, i sondaggi danno in testa la lista di Syriza, lista contro le politiche europee ma non più contro l’euro. Probabile che gli effetti delle elezioni non si vedranno subito, occorrerà vedere se Syriza riuscirà ad avere la maggioranza assoluta o comunque una maggioranza con altre formazioni, e nel caso con chi. Poi si avvierà il solito gioco delle contrattazioni con l’Europa per ottenere qualche concessione che salvi politicamente la faccia a tutti. I mercati credono poco allo scontro, in particolare perché non conviene a nessuno soprattutto alla Grecia che ha ben poco peso contrattuale vista la sua situazione di completa dipendenza. Con un Europa che non temerebbe grandi ripercussioni salvo, nel caso estremo di uscita della Grecia, la perdita dei fondi di aiuto allo stato ellenico (30 miliardi solo dall’Italia). Ma finché c’è il sostegno BCE questo non è un problema.  O almeno questo è quello che per ora pesano i mercati, che stanno effettivamente sottovalutando la questione greca. Si fa presto però, con i mercati finanziari così nervosi, a cambiare umore.

La settimana sarà quindi cruciale anche se non risolutiva. Per ora i mercati guardano al bello, e si può sfruttare il trend. Ben sapendo che potrebbe durare poco e bisogna essere pronti a scendere. Non un mercato per cassettisti e prudenti quindi.

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