Lavorare in banca nel 2015

lavorare bancaSono ancora molti i giovani neodiplomati e laureati che aspirano ad un lavoro in banca. Ma anche per gli istituti di credito, una volta assimilabili al posto fisso, le cose sono profondamente cambiate. Non solo a causa della crisi, ma anche dell’innovazione tecnologica e della maggiore concorrenza.

Oggi entrare in banca è molto più difficile che in passato. Praticamente tutte le banche hanno piani di riduzione del personale. Spesso, anche su spinte sindacali, è previsto un minimo numero di neoassunti in sostituzione degli esuberi prepensionati. Per i nuovi assunti le condizioni sono comunque molto diverse dal passato: ingresso al livello minimo con stipendi ridotti del 20% per i primi due – tre anni, assenza di automatismi di carriera etc.


Il lavoro del bancario

Ma quello che è cambiato è soprattutto il tipo di lavoro. Fino a ieri il lavoro in filiale era prevalentemente operativo e passivo, nel senso che si rispondeva semplicemente alle richieste dei clienti allo sportello. Operazioni allo sportello come bonifici e prelievi sono ormai in disuso in quanto fatti online o agli ATM bancomat; le filiali hanno spesso una sola cassa, e lo stesso cassiere può avere un ruolo commerciale.

Commerciale è appunto la parola da evidenziare. Il ruolo del bancario del futuro (come alle Poste) sarà infatti sempre più quello di venditore, anche se le banche lo spacciano più benevolmente con il termine consulente. Operatività online e consulenza in filiale, questo è il mantra dei piani industriali delle banche italiane.

Ma mentre quanto meno il promotore finanziario ha una specializzazione dedicata agli investimenti, e solitamente un ampio portafoglio prodotti tra cui scegliere, il bancario rimane spesso limitato ai prodotti della casa. Sono infatti abbastanza ridicoli i tentativi delle banche di introdurre una consulenza personalizzata a pagamento, quanto poi di fatto di consulenza c’è poco: un software che in automatico indica un portafoglio tipo e quindi i prodotti (della banca) da sottoscrivere.

Il promotore finanziario e la banca

Le prospettive di un lavoro in banca comunque oggi sono scarse.  Più facile la carriera come promotore finanziario o intermediario creditizio, magari proprio in una rete di derivazione bancaria.
Le stesse banche d’altronde si rendono conto che il bancario ha poche motivazioni rispetto ad un promotore o ad un agente che campa soprattutto su provvigioni.

Per esempio Bnl sta costruendo una nuova rete di promotori con l’obiettivo di raggiungere una struttura di 600 persone entro il 2018 selezionata tra promotori già in attività e neolaureati.
Ma tutte le reti di promotori sono in espansione, con almeno il 50% di nuovi arrivi dallo stesso settore bancario, vale a dire bancari di mezza età che mettono a profitto le relazioni costruite allo sportello per una più proficua professione indipendente.

E le stesse banche stanno riconvertendo parte dei dipendenti, quelli che seguono i clienti benestanti (affluent), in figure di consulenti a distanza che operano anche fuori sede. E’ il caso per esempio di Banca Intesa che ha già circa 1.000 gestori personal. O di Unicredit che entro metà 2015 avrà 2.000 consulenti multimediali formati con un percorso ad hoc e il superamento dell’esame di promotore (pur restando dipendenti bancari). Di fatto quindi la figura del bancario diventerà sempre più ibrida con quella del promotore, il che faciliterà il passaggio tra le due professioni, già frequente ora.  Un’opportunità per chi opera nel settore, che rischia però di vedere al centro i clienti tirati da una parte o dall’altra in base alle convenienze del consulente di turno più che al suo interesse di investitore. Lato cliente è importante conoscere questi sviluppi, anche per saper valutare quanto il bancario o promotore di turno faccia il tuo interesse (un classico esempio è il consulente che cambia casacca e che pian piano ti fa spostare i vecchi investimenti su prodotti analoghi ma della nuova casa madre).

Il bancario di domani dovrà quindi essere molto più una persona di relazioni rispetto al passato. Se poi questo andrà a vantaggio dei clienti è tutto da dimostrare. In un prossimo articolo approfondirò anche la figura del consulente finanziario indipendente, che opera libero da direttive superiori ed è pagato solo e direttamente dal cliente.

L'esame a test per promotore finanziario. Manuale di preparazione

Job Finance Day per trovare lavoro in banca

job finance day 2014Per chi già lavora nel settore finanziario e creditizio, o chi vorrebbe lavorarci, segnalo che lunedì 24 novembre 2014 si svolge a Milano presso la sede della Borsa la XIV Edizione del Job Finance Day.

Il Job Finance Day è un evento che favorisce l'incontro tra domanda e offerta nel mondo del lavoro nell’ambito del settore finanziario. Si svolge dalle ore 10:00 alle ore 18:00, ed è rivolto principalmente a:
  • Giovani neo laureati nelle seguenti discipline: Economia, Matematica, Fisica, Informatica, Scienze Giuridiche, Ingegneria Gestionale, Ing. Informatica, Ing. Matematica e Ing. Fisica;
  • Giovani laureati master e MBA delle principali business schools del settore finanziario;
  • Giovani professionisti con esperienza nel settore creditizio, assicurativo, finanziario, legale e amministrativo gestionale
Per maggiori informazioni e per registrarti, visita il sito dedicato al Job Finance Day.
Puoi infine iscriverti a InfoJobs per ricevere automaticamente proposte lavorative nel settore finanziario e bancario.

_____________________________________________________

EBOOK in omaggio: inserisci la tua email e iscriviti gratis:


Abbonati gratis ai feed RSS


Articoli correlati per categorie



0 commenti:

Posta un commento