Date e dividendi 2014 azioni italiane. Come funziona lo stacco del dividendo

Da fine aprile inizia il consueto periodo di stacco dei dividendi delle azioni italiane, periodo che avrà il suo boom a fine maggio (il 19 maggio 2014 in particolare).

Vediamo l'ammontare delle cedole e le date di stacco del dividendo delle principali azioni che compongono l’indice Ftse Mib della Borsa Italiana.

Lista stacco dividendi azioni Ftse Mib

Titolo
Dividendo
Data stacco
A2a 0,033 23/06/2014
Atlantia 0,391 19/05/2014
Autogrill Spa Non distribuito
Azimut 0,7 19/05/2014
Banco Popolare Non distribuito
Bca Mps Non distribuito
Bca Pop Emil Romagna Non distribuito
Bca Pop Milano Non distribuito
Buzzi Unicem 0,05 19/05/2014
Campari 0,08 19/05/2014
Cnh Industrial 0,2 22/04/2014
Enel 0,13 23/06/2014
Enel Green Power 0,032 19/05/2014
Eni 0,55 (+0,55 già distribuiti a settembre 2013) 19/05/2014
Exor 0,335 23/06/2014
Fiat Non distribuito
Finmeccanica Non distribuito
Generali Ass 0,45 19/05/2014
Gtech 0,75 19/05/2014
Intesa Sanpaolo 0,05 19/05/2014
Luxottica Group 0,65 19/05/2014
Mediaset S.p.a Non distribuito
Mediobanca Non distribuito
Mediolanum 0,15 (+0,1 già distribuito a novembre 2013) 19/05/2014
Moncler 0,1 23/06/2014
Pirelli E C 0,32 16/06/2014
Prysmian 0,42 22/04/2014
Saipem Non distribuito
Salvatore Ferragamo 0,4 19/05/2014
Snam 0,15 19/05/2014
Stmicroelectronics 0,1 24/03/2014
Telecom Italia Non distribuito
Tenaris 0,3 19/05/2014
Terna 0,13 23/06/2014
Tod's 2,7 19/05/2014
Ubi Banca 0,06 19/05/2014
Unicredit 0,1 19/05/2014
Unipolsai 0,196 19/05/2014
World Duty Free Non distribuito
Yoox Non distribuito

Si noti come 13 società sulle 40 che compongono l’indice principale della Borsa italiana non distribuiranno quest’anno alcun dividendo.

Stacco e incasso del dividendo

cedole 2014 azioni italiane

Si fa spesso confusione su chi abbia diritto al pagamento del dividendo. Il diritto di incassare si matura se si detiene il titolo alla chiusura del giorno precedente la data di stacco della cedola del dividendo.

Il giorno dello stacco del dividendo il titolo quoterà già ex dividendo. Cosa vuol dire? Che di fatto dalla quotazione dell’azione del giorno precedente, è stato decurtato il valore del dividendo che sarà pagato.

Prendiamo il caso di Enel che stacca il 23 giugno un dividendo di 0,13 euro.  Supponiamo che il giorno di Borsa precedente (venerdì 20 giugno) Enel quoti 4 euro. Il 24 giugno avverrà lo stacco del dividendo, per cui all’aperura della seduta di Borsa il titolo avrà una quotazione di 3,87 euro, pari alla differenza fra il prezzo della chiusura precedente e la cedola staccata.
Per cui chi acquista il titolo nel giorno dello stacco del dividendo non ha diritto a ricevere il dividendo, in quanto questo è già stato staccato e spetterà al venditore.

Il pagamento effettivo (o regolamento) del dividendo avviene tre giorni Borsa (i giorni in cui la Borsa è aperta) dopo la data di stacco, quindi nel caso di Enel il 26 giugno.

Dal funzionamento dello stacco del dividendo si capisce come siano fuorvianti alcuni articoli di giornale che parlano di rendimenti (yield) dei titoli azionari, come se fossero obbligazioni (si veda per esempio l'immagine precedente ripresa dal Corriere Economia, in cui per esempio si riporta un rendimento di Eni pari al 6,1%). E' infatti evidente la differenza: quando un'obbligazione stacca la cedola ineressi, il suo prezzo rimane immutato. Quando un'azione stacca il dividendo, il suo prezzo si riduce di un valore pari al dividendo stesso (poi ovviamente il prezzo varierà ulteriormente in funzione dell'andamento di mercato).

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3 commenti:

Anonimo ha detto...

Buongiorno Luca,
avrei un paio di domande da porti.
In merito all'aumento delle tasse sulle rendite al 26%, se vendo le azioni in portafoglio entro il 20 giugno, pagherò il 20% di tasse sul capital gain, oppure essendo il provvedimento retroattivo pagherò comunque il 26%?
Non ho capito bene, questa storia dell'affrancamento, come al solito il governo ha fatto i soliti raggiri per fregare i piccoli risparmiatori come me a vantaggio dei poteri forti.
Aspetto tuoi suggerimenti.

Anonimo ha detto...

anche io entro, il 30 giugno mi tolgo tutto sia dalla banca che le azioni, non conviene più fare investimenti nel nostro paese.

Come ipotizzato da molti, l'aumento della tassazione faà solo perdere ulteriormente liquidità nel sistema nazionale.

Luca di Banca del Risparmio ha detto...

Il 26% si applica ai dividendi e agli utili incassati dal 1° luglio, quindi se vendi il 20 giugno paghi il 20%.
Un'alternativa è mantenere il titolo e, entro il 30 settembre richiedere l'affrancamento, Con il limite che questo lo devi chiedere per tutto il dossier e puoi perdere qualcosa sulle minus passate. Comunque scriverò sul tema non appena saranno chiariti alcuni dubbi.

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