Come fare reclamo per il bollo di WeBank

webankHo già segnalato come lo scorso febbraio Webank abbia comunicato improvvisamente l’applicazione del bollo ai correntisti che avevano aperto un deposito vincolato.

Fino ad allora infatti la banca aveva sempre indicato che il deposito, essendo non autonomo ma associato al conto, faceva parte del conto corrente e non era perciò sottoposto all’imposta di bollo proporzionale sugli investimenti. Quindi al massimo si pagava il bollo del solo conto, pari a 34,2 euro se il saldo totale è superiore a 5.000 euro.
Poi a febbraio l’annuncio a sorpresa e notevolmente in ritardo, se si considera come già a maggio pure su Banca del Risparmio avevo rilevato come il bollo fosse dovuto.

Nel frattempo però la banca online del gruppo Banca Popolare di Milano, ha continuato a raccogliere nuovi depositi grazie anche al miglior rendimento offerto per effetto dell'esenzione presunta del bollo.

Reclami alla banca e ricorso all’arbitro bancario

Molti clienti hanno sporto reclamo alla banca. Le prime risposte, abbastanza univoche nel testo, stanno arrivando ora (in molti casi anche in ritardo rispetto ai 30 giorni previsti dalla legge) e sono per lo più negative. Ci sono però alcune eccezioni, alcuni casi in cui la banca, pur indicando di avere ragione, rimborsa il bollo in quando al cliente era stata fornita una risposta contraria in chat o tramite altro servizio di customer care.

Questa risposta fornisce però un ulteriore appiglio per un reclamo all’arbitro bancario finanziario. Di fatto WeBank conferma di aver dato tutt’altra risposta per mesi. E considerando che chiunque potrebbe essersi rassicurato su questa risposta anche senza aver fatto specifica domanda alla banca, ma semplicemente perché è venuta a saperlo tramite un conoscente, un forum online etc. è evidente come per estensione tutti hanno diritto al rimborso in quanto tratti in inganno da un’informazione fornita direttamente dalla banca. Informazione ingannevole che la stessa WeBank, nel momento in cui rimborsa chi ha avuto una comunicazione via chat, conferma di aver dato.

Ricorso all’arbitro bancario finanziario

Chi ha ottenuto risposta negativa (o non ha ottenuto risposta) può ora ricorrere, con buone possibilità di ottenere almeno in parte ragione, all’Arbitro Bancario Finanziario, istituto di conciliazione fra banche e clienti.

Attenzione che prima di presentare un ricorso all'ABF, è necessario aver presentato reclamo scritto (anche via mail nel caso di WeBank, che prevede espressamente questa modalità) alla banca.

Puoi ricorrere poi all'ABF entro 12 mesi dalla presentazione del reclamo all'intermediario. Prima di presentare il ricorso dovrai versare 20 euro come contributo per le spese della procedura, un contributo che ti verrà rimborsato dalla banca qualora ti sia data anche solo parzialmente ragione. Se effettui il pagamento via bonifico, indica come causale "Ricorso ABF" e il tuo codice fiscale.
Invia copia del ricorso anche a WeBank, che avrà 45 giorni per formulare le sue ragioni. Entro 60 giorni l’Arbitro Bancario si pronuncerà.

Trovi sul relativo sito tutti i dettagli su come presentare ricorso all’arbitro bancario, incluso il modulo da compilare e inviare. Puoi lasciare un commento per indicare la tua esperienza con Webank.

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