Aumento capitale banche - il caso Banco Popolare

come funziona aumento capitale
La Borsa italiana è in un periodo estremamente positivo, e i titoli finanziari di banche e assicurazioni fanno la parte del leone.

Quei titoli in passato bistrattati e oggi riscoperti nonostante di fatto la situazione non sia molto mutata rispetto agli anni scorsi, anzi! Tra l’altro molte banche italiane si apprestano a rivolgersi al mercato per raccogliere, tramite operazioni di aumento di capitale, circa 8 miliardi di euro.

I capitali servono per fare fronte alle normative di Basilea3 e superare i prossimi stress test dell’EBA e la Asset quality review della BCE, da poco iniziata. In pratica rilievi sulla solidità e patrimonializzazione delle banche.

Monte Paschi di Siena (3 miliardi), Banco Popolare (un miliardo e mezzo), Popolare di Vicenza (un miliardo), Carige (800 milioni), Bpm (500 milioni), Banca Marche (400 milioni prima del commissariamento), Credito Valtellinese (400 milioni), Popolare di Sondrio (350 milioni) e Veneto Banca (250/300 milioni) stanno quindi facendo a gara per partire per primi e evitare l’ingolfamento.

Gli aumenti di capitale solitamente influiscono negativamente sui titoli, ma ora paradossalmente accade il contrario. E’ il caso del Banco Popolare, il primo istituto a partire.

Caratteristiche aumento capitale

aumento capitale banco popolareDa lunedì scorso gli azionisti hanno diritto a 17 azioni ogni 18 possedute al prezzo di 9 euro ciascuna. Alla data dell’annuncio, mercoledì 26 marzo, i titoli del Banco erano in pratica offerti sul mercato con un sconto del 30,7% rispetto a un Terp (il prezzo teorico dopo lo stacco del diritto di opzione) pari a 12,99 euro, calcolato sui prezzi di chiusura di Borsa.

Come detto l’annuncio di un aumento di capitale ha di solito un effetto negativo sulle quotazioni del titolo. Del resto, abbiamo visto come il prezzo teorico del titolo sulla base dei valori di mercoledì era pari a 12,99 euro, ben inferiore ai 16,83 euro della quotazione di quel giorno.

Tuttavia la fase in cui si trovano i mercati è a dir poco anomala.  Difatti il titolo ha avuto un rally sin dal primo giorno dopo l’annuncio, tanto che il venerdì lo sconto (e quindi la relativa convenienza per chi sottoscriverà l'aumento) è salito al 34% ed il prezzo di riferimento teorico a 13,63 euro.

Su questa base è stato definito anche il prezzo dei diritti dell'aumento di capitale, pari a 4,372 euro.  Diritti di opzione che saranno negoziabili sul Mta dal 31 marzo fino al 10 aprile, mentre per il loro esercizio (ossia la conversione in azioni) c'è tempo fino al 17 aprile.

Nei primi due giorni di aumento le azioni del Banco sono ulteriormente salite (addirittura +11% lunedì), per poi correggere in parte mercoledì 2 aprile.

Consigli – cosa fare con le azioni del Banco Popolare

Un investitore che detiene 1500 azioni si ritroverà in mano 1500 diritti. In base al rapporto di sottoscrizione di 17 nuove azioni ogni 18 possedute l'azionista potrà sottoscrivere (1500/18) 83 x 17 nuove azioni = 1.411 nuove azioni a 9 euro ciascuna. L'azionista potrà ovviamente esercitare tutta o una parte del pacchetto di opzioni (vendendo sul mercato i diritti non esercitati), ma diluendo in quel caso il peso della sua partecipazione.

Difficile spiegare l’anomalia di questo aumento di capitale.  Perché le azioni del Banco sono salite nonostante l'aumento?

1) Ci sono sicuramente motivi tecnici legati al singolo titolo. Infatti le azioni del Banco Popolare proprio da lunedì sono entrate nel paniere Msci delle "large cap”, indice di riferimento per vari fondi ed ETF.

2) Proprio l’aumento di lunedì probabilmente si è auto-rafforzato. Chi aveva puntato al ribasso vendendo le azioni allo scoperto è sicuramente rimasto sorpreso dall’aumento ed ha dovuto coprirsi in fretta acquistando al meglio sul mercato.

3) Ci sono anche motivazioni economiche legate alla società. Il piano industriale presentato poco fa è piaciuto ai mercati. Ma come tutti i piani, andrà poi valutato nei fatti.

4) Ci sono infine, ma non meno importanti, motivazioni collegate al mercato, in particolare all’euforia che sta interessando i mercati finanziari italiani, specie i titoli bancari.

Sicuramente sono titoli rimasti sottovalutati in passato. Ma occorre chiedersi se ora non si rischi un eccesso opposto. Nulla di nuovo comunque per i mercati azionari: nel breve le quotazioni, soprattutto negli ultimi anni, sono più correlate all’emotività che alla razionalità

C'è un clima di fiducia (giusta o sbagliata che sia) sui mercati finanziari italiani che è cresciuto lentamente per poi esplodere nell’ultimo periodo. Come per le cadute, i rialzi partono spesso senza particolari motivazioni apparenti.

Forse la motivazione principale è che sui mercati c’è molta liquidità, generata dalle politiche delle banche centrali, che cerca un’allocazione. E dopo essere scappata dai mercati emergenti e dalle obbligazioni rifugio di stati come Giappone o Germania, cerca ora di trovare un buon rapporto rischio-rendimento e lo trova proprio in quei paesi PIIGS più colpiti dalla crisi.

L'importante è sempre seguire il mercato e non cercare di andare controcorrente. Ma rimanere all’erta. Per questo chi è azionista, può aderire in tutto o in parte, in base alle disponibilità, all’aumento del Banco Popolare. Ma restando pronto a vendere non appena il vento cambia. Le banche hanno corso già molto, ed uno storno prima o poi è probabile.

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1 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro Luca, più che parlare dell'aumento di capitale del banco popolare, io in questi giorni parlerei solo di una problematica da te già affrontata, ma su cui dovremmo lottare più a fondo!

Parlo della porcata dell'aumento di tassazione sulle rendite finanziarie.

Essa andrebbe fatta per scaglioni, cioè frazionata in base al guadagno sulla rendita.

si potrebbero fare dei tetti:
1) fino a 15 mila euro annuo di plusvalenza il 10% di tassazione
2) da 15 a 30 mila euro il 15%
3) da 30mila a 50 mila il 20%
4) oltre i 50mila euro di plusvalenza sulle rendite finanziarie il 30%


Allora si che in questo modo sarebbe una tassazione giusta ed equa, che colpirebbe i grandi speculatori e non i piccoli risparmiatori, come quella che ha proposto renzi e il suo governo.

Sull'altro tuo post, dove parli della tassazione, ho letto che vi è una petizione on line al link
http://chn.ge/1eYC6xf che io ho già firmato e invito a farlo a tutti.

ma ce nè anche un'altra molto interessante, proposta da altroconsumo.
La trovate qui:
http://www.altroconsumo.it/finanza/

FIRMATE GENTE, FIRMATE E FERMIAMO QUESTI TIRANNI AL POTERE CHE TUTELANO SOLO I PROPRI INTERESSI!

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