Conti correnti e obbligazioni in valuta estera

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In merito all’articolo sulle obbligazioni in valuta estera, Marco mi fa giustamente notare che può essere una strategia utile quella di aprire un conto corrente in valuta. In questo modo si possono lasciare depositati i soldi rivenienti da cedole e rimborso capitale fino a quando il cambio non diventi favorevole.


Questa è una tattica consigliata spesso a chi investe in obbligazioni in valuta per limitare il rischio cambio. Ovviamente però vanno valutati i costi.

Se si escludono i conti online, generalmente si pagano spese su un conto corrente in euro, figuriamoci uno in valuta. Ci sono però anche alcune soluzioni gratuite, per esempio Fineco offre la possibilità di aprire conti in multi valuta in dollari, sterline o franchi svizzeri. Tutti a costo zero.

Non so se altre banche online offrano servizi gratuiti simili (se ne sei a conoscenza puoi lasciare un commento), sicuramente nelle banche tradizionali un conto in valuta ha costi più alti di uno in euro, senza considerare eventuali tasse.  Vanno poi considerati anche i costi opportunità del mancato guadagno, ossia il costo di lasciare dei soldi su un conto corrente che presumibilmente offre un tasso prossimo allo zero invece di investirli in altri strumenti finanziari (anche un semplice conto deposito).

Penso poi sia difficile trovare banche che aprano conti in valute estere come la lira turca, il rublo russo o il dollaro australiano, e certamente non saranno a buon mercato.

La strategia del conto in valuta quindi è utile ma occorre valutare se il gioco vale la candela. Se si hanno grandi capitali e si investe molto in valuta straniera, può valere la pena, soprattutto un conto in dollari (che come visto puoi aprire senza costi per esempio in Fineco) visto l’ampia possibilità di investire in questa valuta.

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