Commissioni scoperto e tassi debitori sui conti correnti

Sulle commissioni di massimo scoperto, ed in generale sui costi del conto in rosso, il Legislatore è intervenuto spesso per cercare di limitare la prassi bancaria di scaricare pesanti spese sui correntisti andati a debito.

Anche su Banca del Risparmio ne ho parlato spesso. La prima volta nel 2009, dove si rilevava come le banche aggiravano la nuova regolamentazione sulla CMS, le ultime a metà 2012 sulle nuove norme sulla Commissione di Massimo Scoperto che introducevano la commissione Fido e la commissione istruttoria veloce (CIV).

Le nuove norme hanno messo dei limiti alla possibilità delle banche di scaricare i costi sui clienti tramite le commissioni. Ma ancora una volta le banche italiane hanno trovato una scappatoia.


tassi-interesse-scoperti-fido-contoIl Mef ha pubblicato il 25 marzo scorso i tassi effettivi globali medi praticati dalle banche nel trimestre ottobre-dicembre 2012. Sono i tassi medi che fanno da riferimento per il calcolo dell’usura e comprendono spese e commissioni (escluse le tasse).

Ebbene, il tasso medio globale sugli sconfini è salito al 15,25% (+1,25%) per scoperti superiori a 1.500€, e al 15,88% (+1,55%) per quelli di importo inferiore.

Recentemente il Governatore della BCE Draghi bacchettava le banche che non prestano a tassi ragionevoli alle PMI. Ma bastava vedere l’ultima trimestrale delle principali banche italiane per verificare il calo degli impieghi alle PMI e del margine da interesse. Le banche hanno fatto prevalentemente utili grazie al trading, o dovrei dire all’arbitraggio speculativo investendo i prestiti all’1% dalla BCE in Titoli di Stato. Guadagni facili, guadagni che servono prevalentemente a remunerare gli alti compensi dei banchieri che prendono ancora stipendi milionari nonostante le quotazioni delle loro società siano in perdita da anni.

Per quanto possibile cerca di evitare di andare in rosso sul conto corrente, ti ricordo che ora in caso di sconfinamento (con o senza fido) non si paga alcuna commissione se lo scoperto è inferiore o pari a 500 euro e non dura più di sette giorni consecutivi. Attenzione però che questa esenzione è concessa soltanto una volta a trimestre.

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