Relazione rendimento Btp e durata

Nell’ultimo articolo sul Btp Italia ho indicato come il nuovo titolo, avendo scadenza residua maggiore di quelli già collocati, dovrebbe offrire inizialmente un rendimento leggermente superiore.
In questo articolo spiego meglio questo concetto, che può non essere chiaro a tutti.


La curva dei tassi dei Btp

Nell’immagine seguente vedi la curva dei tassi del Btp (a diverse date, la curva blu scura è l’ultima disponibile al 26 marzo 2013). Questa curva è un grafico in cui sono riportate sull’asse orizzontale le scadenze dei vari titoli  e sull’asse verticale i rendimenti dei vari Btp.

rendimenti-btp-curva-tassi

Noterai come la curva sia crescente, vale a dire che i rendimenti dei Btp aumentano al crescere della scadenza (noterai anche che, ad un certo punto, su scadenze medio-lunghe la curva tende ad appiattirsi). Questo tipo di curva è detta “normale” perché rappresenta il caso più frequente.

In una situazione normale la curva dei rendimenti ha un andamento simile a quella del grafico. Se aumenta la scadenza aumenta l’incertezza e quindi il rischio. Gli investitori richiedono quindi un premio più alto, sotto forma di tassi, per  il maggior rischio.

Senza scomodare le teorie finanziarie, si tratta di un concetto di buon senso. Se devo darti 10 euro che mi restituirai domani, sono più tranquillo sulla restituzione. Se me lo devi restituire  fra 1 o addirittura 10 anni, l’incertezza aumenta.

Ci sono situazioni particolari in cui la curva dei rendimenti si appiattisce o addirittura si inverte. Ma al momento non approfondisco il tema in quanto ci porterebbe lontano.

Osservare la curva dei rendimenti è importante perché ci consente di anticipare i cambiamenti nelle previsioni dei tassi da parte del mercato.
Inoltre si possono evidenziare nel trend dei disallineamenti. Per esempio un titolo con scadenza inferiore potrebbe avere un rendimento maggiore (in questi casi comunque andrebbero valutati altri elementi oltre alla scadenza e al rendimento, per esempio la liquidità del titolo  o la cedola).

E’ anche utile confrontare le curve dei rendimenti di un tipo di titoli (come i Btp) con altri strumenti finanziari. Spesso per esempio ho indicato che su durate brevi è meglio investire nei conti deposito online (sempre ovviamente diversificando).

In questo momento i Btp offrono un rendimento netto di 1,03 a 1 anno (era 0,92% ieri). I conto deposito, pur scontando una maggiore tassazione, danno rendimenti superiori, per esempio a 12 mesi:  2,2% di YouBanking. Si tratta di una differenza importante considerando la durata.

Il motivo è dovuto sia a fattori commerciali sia a fattori tecnici: i rendimenti del Btp si aggiustano in maniera istantanea alle condizioni di mercato, i rendimenti dei conti deposito si allineano in ritardo sulla base delle decisioni commerciali delle banche. I tassi dei conti deposito si sono già ridotti ma il trend non è quindi ancora finito (salvo cambiamenti sui mercati finanziari). A dimostrazione, proprio da oggi 28 marzo, Conto Arancio ridurrà il tasso di interesse a 12 mesi dal 2,8 al 2,4 lordo (1,92% netto). In queste fasi può essere preferibile anche allungare leggermente le scadenze, per esempio YouBanking dà il 2,75% lordo a 12 mesi ed il 3% a 18 mesi. Se i tassi si ridurranno ancora quindi è preferibile l’opzione a 18 mesi (ricordo che su questo conto deposito non si paga per ora il bollo).

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