Banca Tercas e il fallimento delle banche

fallimento-banca-tercasMeno di una settimana fa il Ministero del Tesoro, su proposta della Banca d’Italia, ha commissariato Banca Tercas, ex Cassa di Risparmio di Teramo.

L’istituto è ora in amministrazione straordinaria per gravi irregolarità operative e gestionali. Il Commissariamento non blocca l’operatività della banca, la stessa Banca d’Italia ha rassicurato i correntisti che possono continuare ad operare tramite le filiali di Banca Tercas che prosegue nelle normali attività.

La banca di Teramo è la terza
banca ad essere commissariata negli ultimi 2-3 anni, in precedenza questa sorte era toccata alla riminese Banca Carim e alla bolognese Delta Banca.
Il commissariamento non significa che la banca sia sull’orlo del fallimento, le irregolarità potrebbero essere solo operative, anche se il precedente annuncio di aumento di capitale di Banca Tercas lascia intravedere qualche problema finanziario.

Occorre sottolineare come in tutti e tre i casi citati i problemi siano dovuti a gravi irregolarità che hanno allertato la magistratura.  Ancora una volta Banca d’Italia, che dovrebbe vigilare preventivamente sul sistema bancario, è intervenuta solo dopo l’apertura di un’inchiesta giudiziaria.

 

Cosa succede se la mia banca fallisce?

Le vicende di Banca Tercas mi danno lo spunto per rispondere ad una domanda frequente dei risparmiatori: cosa succede se una banca fallisce?

Tecnicamente una banca non può fallire in quanto la legge prevede per il settore delle procedure concorsuali diverse. E’ però vero che al di fuori del linguaggio tecnico-legale, la sostanza è simile,  per questo nel proseguo dell’articolo utilizzerò il termine “fallimento”.

E’ inoltre importante precisare come il fallimento di una banca sia un evento raro anche perché in queste situazioni di solito interviene prima un’altra banca a rilevare quella in difficoltà.
Senza entrare troppo nel tecnico vediamo cosa potrebbe succedere in questi casi sottolineando che la procedura concorsuale potrebbe avere un iter e tempi diversi in base alla gravità della situazione finanziaria e degli illeciti commessi.

Azionisti

Gli azionisti sono ovviamente i più impattati in quanto rischiano di perdere tutto o parte del capitale investito. Gli azionisti sono inoltre la categoria meno tutelata in quanto ottengono la parte di liquidazione residuale dopo che sono stati soddisfatte tutte le altre categorie: dipendenti, Stato, creditori, clienti…

Clienti

Come già ripetuto più volte su Banca del Risparmio, i depositi bancari(sotto forma di conti correnti o conti deposito o libretti di risparmio) sono tutelati dal Fondo Interbancario dei Depositi fino a 100.000 euro per intestatario. Ho già spiegato il funzionamento del FITD in questi casi, il rischio maggiore è che la procedura concorsuale vada per le lunghe e quindi occorra attendere del tempo per i rimborsi. Sottolineo poi che non è comunque detto che in caso di fallimento non vi siano le risorse per rimborsare i correntisti tramite gli attivi della banca stessa.

I clienti non hanno però solo conti corrente ma possono detenere diversi prodotti bancari, in particolare titoli di  investimento.
Gli investimenti (azioni, obbligazioni, fondi, etf , polizze vita etc.) rimangono del cliente. Anche in questo caso è possibile che si debba attendere i tempi della procedura concorsuale e quindi i titoli rimangano per un periodo congelati. L’investitore però rimane il legittimo proprietario dei titoli che gli dovranno essere restituiti con tanto di cedole e dividendi nel frattempo maturati.

Il discorso è però diverso se quei titoli sono stati emessi dalla banca stessa. Il caso più tipico sono le obbligazioni bancarie. In tali casi si rimane possessori di questi titoli ma come creditori si entrerà nella procedura concorsuale. Il rimborso del valore dei bond ci sarà quindi solo se dalla liquidazione, dopo aver pagato i creditori più privilegiati, avanzano dei soldi per gli obbligazionisti.

Per quanto riguarda i finanziamenti questi in genere proseguono nel loro corso e sono ceduti ad altri Istituti al fine di incassare liquidità per il rimborso dei dipendenti, dello Stato e dei creditori. Le carte di pagamento e gli altri servizi diventano ovviamente inutili nel momento in cui la banca cessa l'attività.

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