Meglio vendere i Titoli di Stato italiani?

asta-titoli-stato-italianiNelle ultime settimane, soprattutto negli ultimi giorni, telegiornali e quotidiani hanno aperto spesso con la cronaca finanziaria.

Per diversi motivi si è creata una spirale di sfiducia e panico sul mercato che ha portato pesanti ribassi su tutte le principali piazze finanziarie. L’Italia, che risente di un pesante indebitamento pubblico, ha subito più di altri queste pressioni che si sono manifestate non solo sulla Borsa ma soprattutto sui Titoli di Stato italiani: Bot, BtP, Cct etc.



quote-titoli-stato-italianiNegli anni ‘80 il debito pubblico nazionale era nelle mani soprattutto di risparmiatori italiani.
Oggi non è più così, oltre il 50% è detenuto da investitori esteri. Inoltre solo il 14% è direttamente detenuto dai risparmiatori italiani, il resto si trova nei fondi (pensione o d’investimento) nazionali oppure nei portafogli di banche e assicurazioni nostrane.
Rispetto al passato quindi il nostro debito non è più un affare nazionale.

Aste di luglio dei Titoli di Stato Italiani

Le ultime aste dei Titoli di Stato hanno evidenziato le tensioni presenti sul mercato.

Il Btp a 10 anni proposto a fine luglio ha offerto un rendimento lordo del 5,77% contro il 4,94% di giugno e il BtP a 3 anni il 4,8% contro il 3,68%.
Nell’asta di metà luglio invece il Bot ad 1 anno era arrivato addirittura al 3,67% contro il 2,15% di 1 mese prima e il Btp a 5 anni dal 3,90% al 4,93%.

E' passata solo una settimana dall'ultima asta e le cose sono peggiorate, i BtP decennali sul mercato offrono ora rendimenti lordi ben superiori al 6%.

Sui giornali viene enfatizzato il differenziale fra il BtP a 10 anni e l’analogo titolo tedesco che ha oltrepassato la soglia del 3% per poi in pochi giorni superare anche quota 4%. E’ proprio il titolo decennale sotto osservazione, sul mercato il suo rendimento ha superato quota 6%, sempre più pericolosamente vicino a quota 7% che viene considerata una soglia limite (in realtà, come ben spiegato sul Sole 24 Ore di oggi, si tratta più di mito che realtà).

Cosa fare?

In situazioni di mercato nervoso e volatile come l’attuale, le quotazioni possono facilmente arrivare a valori poco razionali. Basti pensare che i livelli dei tassi italiani hanno superato quello di paesi sicuramente in peggiori condizioni.

Non c’è dubbio però che la situazione sia complessa e grave dato i numerosi fattori negativi:
  • crisi greca e posizione debitoria di paesi come Portogallo e Irlanda
  • il forte debito americano (per la prima volta nella storia c'è stato il declassamento del merito creditizio USA) e il difficile compromesso politico raggiunto per alzarne la soglia massima
  • il pericolo di una nuova recessione mondiale.
In questo quadro sull’Italia pesa sia il forte debito ereditato dal passato sia la mancanza di una chiara e solida prospettiva economica e politica.

Detto questo cosa deve fare il piccolo risparmiatore?
Anzitutto evitare il panico. Se hai titoli di stato italiani questi avranno sicuramente perso valore. Ma in realtà nulla è cambiato per te se sei entrato in ottica di cassettista vale a dire mantenere il titolo fino a scadenza. Il loro rendimento (cedola) infatti è uguale a quello di 1 anno fa (mi riferisco ai Btp, ovviamente, visto che i Cct riflettono l’andamento dell’indice sottostante).

Come le principali banche di investimento non ritengo nemmeno pensabile un default italiano. Sebbene il debito nazionale sia alto e la crescita bassa, la ricchezza italiana finanziaria e immobiliare dei risparmiatori italiani è tra le maggiori nel mondo. E anche i fondamentali economici non sono così drammatici, come evidenziato anche dall’Economist.  Ci si dovrebbe perciò più preoccupare di una crisi non affrontata in maniera adeguata (mentre scrivo l'articolo sembra che il Governo italiano stia affrontando il problema anticipando la manovra) che necessiterà poi di cure drastiche, come possibili patrimoniali o interventi simili, piuttosto che del fallimento dello Stato Italiano.

In tali situazioni quindi il piccolo risparmiatore deve semplicemente comportarsi normalmente con una visione di medio periodo.

Come detto in situazioni come questa si generano anche valutazioni poco razionali. Sicuramente sia in Borsa che sui Titoli di Stato si possono trovare diverse buone occasioni per chi vuole rischiare. Io ragiono come Warren Buffet e in questo momento sia in Italia che in Europa vedo più occasioni che rischi.

Se non sei esperto consiglio comunque di attendere, se decidi di acquistare BtP tieniti prudente evitando scadenze troppo lunghe (visto i tassi già la scadenza a 2-3 anni offre un buon rendimento). Sono soprattutto i Btpi (quelli legati all’inflazione) che in questo momento offrono rendimenti superiori e sfasati rispetto agli altri titoli di Stato di pari scadenza. Chiaramente ogni scelta va presa sempre considerando la diversificazione del portafoglio e una valutazione dei costi.

Per un piccolo risparmiatore che vuole rischiare meno invece è ottimale attendere e diversificare fra conti deposito e Pronti contro Termine delle banche online che offrono rendimenti netti superiori al tasso di inflazione salvaguardando quindi il potere di acquisto del proprio capitale. Leggi per esempio la proposta di Che Banca pubblicata nel mio ultimo articolo che offre oltre il 3% netto.

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1 commenti:

Giulio ha detto...

No , al contrario. Direi che è ora di ritornare a comprare in massa i titoli di stato e abbandonare definitivamente fondi e quant'altro di lercioso. Titoli di stato , conti deposito, ptc, e buoni fruttiferi questsa la ricetta di lunga sopravvivenza.

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