Aumenta il tasso di usura sui finanziamenti

tasso-usura-aumenta-decretoTra le norme introdotte con il Decreto  Sviluppo presentato dal Governo il 5 maggio vi sono alcune novità importanti per i clienti delle banche.
Questi interventi riguardano:

  1. il nuovo sistema di calcolo del tasso di usura che porterà ad un aumento del tasso di usura a breve;
  2. la possibilità di rinegoziare i mutui a tasso variabile in mutui a tasso fisso a predeterminate condizioni economiche;
  3. le nuove obbligazioni che saranno emesse dalla nuova Banca del Sud (cosiddetti Trem-bond) con tassazione di favore (5% invece del 12,5%).
In questo articolo mi concentrerò sul primo punto, a breve scriverò anche sul secondo (che comunque necessita delle Disposizioni dell’ABI prima di essere operativo), e in seguito scriverò anche sulle obbligazioni della Banca del Sud che potrebbero partire entro l’estate.

Calcolo del tasso di usura

Il tasso di usura è calcolato come media del TEG, un indicatore che comprende tutti i costi del finanziamento, non solo quelli già presenti nel TAEG (costi di istruttoria, incasso rata, polizze obbligatorie etc.) ma anche altri costi, in particolare la polizza CPI venduta spesso oggi in abbinamento a mutui e prestiti.

L'indice viene calcolato in maniera distinta per ogni forma tecnica di finanziamento:  fido in conto corrente, scoperto di conto, mutuo a tasso variabile o fisso, leasing, prestito personale, factoring, credito revolving (carte di credito).

La vecchia norma stabiliva che fosse calcolato da Banca d’Italia sulla base dei tassi medi del trimestre precedente maggiorato di un  50% della media stessa.
Per esempio il tasso di usura sui mutui a tasso variabile in vigore dal 1° aprile è pari al 4,19%. Questo significa che il TEG medio dei mutui con interesse variabile stipulati da gennaio a marzo è stato del 2,79% circa, a cui aggiungendo il 50% si arriva al 4,19% finale.

Problemi

Ultimamente il tasso di usura risultava al limite per alcune voci di finanziamento, soprattutto i mutui a tasso fisso o quelli a tasso variabile con cap. Il problema in particolare si evidenziava in caso di presenza di polizza a copertura del rischio di credito (CPI) e/o di importi bassi e durata sotto i 20 anni.

Il problema è dovuto alla combinazione di due fattori:
  • il basso livello dei tassi di mercato;
  • il rialzo dei tassi.
Prendiamo per esempio il mutuo a interesse variabile. L’euribor a 3 mesi (il principale indicatore di riferimento utilizzato) nel primo trimestre 2011 è stato mediamente pari al 1,1%. Mentre ad aprile è balzato all’1,32% medio fino a raggiugere l’1,42% nei primi di maggio. Un aumento quindi del 29%.  Già il tasso medio quindi è cresciuto del 29% “mangiandosi” buona parte del +50% dovuto all’usura.  Il fatto è che il +50% su un numero basso è poca cosa, mentre un +50% su tassi a due cifre è parecchio.

Per i clienti meno affidabili o per i mutui con il cap, per cui le banche applicano spread sopra la media, diventava possibile superare il tasso di usura, e a tali condizioni le banche potevano rifiutarsi di concedere il mutuo, anche se in molti casi le banche concedevano il finanziamento riducendo  lo spread in modo da rispettare il limite di legge.
Il problema come detto si amplificava in caso di polizza CPI che può pesare parecchio sul TEG (ben oltre l’1%).

I nuovi limiti di usura sui finanziamenti

nuovi-tassi-usura-mutuiIl Decreto Sviluppo ha modificato il metodo di calcolo dei tassi di usura, ora calcolato come: media del trimestre + 25% della media + 4%.

Nel nostro esempio quindi il TEG medio era del 2,79% che aumentato di un 25% diventa 3,49%. A questo si aggiungono quattro punti percentuali arrivando al nuovo limite per i mutui a tasso variabile: 7,49% (vedi immagine a destra, fonte Sole 24 Ore).

Inoltre, recependo le indicazioni delle Associazioni dei Consumatori, il Decreto fissa all’8% la differenza massima fra il TEG medio e il tasso di usura.

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