Dove investire per difendersi dall’inflazione?

difendersi-inflazione-investimentiL’investitore medio quando calcola i rendimenti dei suoi investimenti correttamente considera i tassi di interesse al netto della tassazione.

Ma c’è un altro fattore che spesso non considera: l’inflazione. I rendimenti andrebbero valutati in termini reali. Supponiamo di acquistare un’obbligazione con cedola al 5% in un periodo di
inflazione al 2%. Il rendimento nominale del titolo è del 5%, ma il suo rendimento in termini reali è pari al 3%. Se l’inflazione salisse al 4% però il rendimento reale scenderebbe all’1%.

La teoria economica spiega il risparmio come una rinuncia a consumare oggi per avere la possibilità di consumare (possibilmente di più) in futuro. In altre parole, i risparmiatori sono interessati a mantenere il loro potere di acquisto. L’inflazione quindi, spesso trascurata, è il più importante elemento da valutare per il piccolo risparmiatore.

Trend della crescita dei prezzi

L’inflazione negli ultimi mesi è tornata a salire. In marzo, secondo i dati Istat, il tasso annuo d’inflazione in Italia è salito al 2,5%, dal 2,4% di febbraio, il più alto dal novembre 2008. Su base mensile l'aumento è stato dello 0,4%.
L'indice armonizzato europeo Ipca, è cresciuto del 2,6% rispetto a marzo 2010.

L’inflazione però  non si sta muovendo in risposta a un aumento dei consumi e ad un ritorno a una piena occupazione, ma in seguito alle pressioni dei prezzi delle materie prime. Due infatti sono le categorie di beni che hanno registrato gli incrementi di prezzo maggiori: alimentari e beni energetici "non regolamentati", come carburanti e gasolio da riscaldamento.
Si tratta insomma della cosiddetta inflazione importata. Nonostante questo la Banca Centrale Europea, allarmata, ha subito alzato i tassi dall’1% all’1,25%.

La crescita dei prezzi è ormai un tema mondiale, se in Europa e in America è ancora a livelli bassi seppur in crescita, nei paesi emergenti è il principale problema economico.
Difficile però fare previsioni di medio-lungo periodo. Sicuramente quest’anno l’inflazione salirà spinta dalle materie prime, in seguito però tutto dipenderà dalla crescita economica.

Come difendersi dall’inflazione?

E’ importante sapere le correlazioni fra l’inflazione e le diverse tipologie di investimento, e conoscere i principali strumenti finanziari per coprirsi dal rischio inflazione.

Investire in obbligazioni

Le obbligazioni sono negativamente impattate da un aumento dell’inflazione:  l’inflazione erode il valore delle obbligazioni in termini reali (come mostrato nell’esempio a inizio articolo).

Esistono però, e negli ultimi anni si sono sempre più diffuse, obbligazioni il cui rendimento è collegato al tasso di inflazione. Ma queste obbligazioni sono una vera valida alternativa? E quando conviene acquistarle?
Il tema sarebbe troppo vasto da affrontare ora, per cui ti rimando ad un prossimo articolo (puoi iscriverti alla newsletter gratuita per esserne subito informato).

Investire in azioni

Normalmente invece si pensa che le azioni offrano una buona copertura dall’inflazione. Questo in sostanza perché le azioni rappresentano il valore di un’azienda, quindi un bene reale. Anche le singole aziende possono però essere impattate in maniera diversa dall’inflazione, alcune sono in grado di recuperarla in toto nei prezzi, altre no. Entrano in gioco poi diverse variabili per cui è difficile valutare gli impatti dell’inflazione sui corsi azionari. Quel che è certo è che storicamente le azioni, in termini reali, non sono andate così bene in presenza di alti tassi di inflazione.

Per quanto riguarda i titoli azionari quindi l’inflazione è solo uno dei molti elementi da valutare.
Se però volessimo semplificare l’analisi è chiaro che i titoli da preferire sono quelli di aziende che:
  • beneficiano direttamente della crescita dei prezzi come le società petrolifere e energetiche o i produttori di rame, oro etc
  • sono in grado di trasferire i rincari delle materie prime sui prezzi. Si pensi ad aziende del lusso o simbolo come Apple che sono in grado di fissare i prezzi oltre il reale valore dei beni che vendono
  • fanno scarso utilizzo dei beni maggiormente impattati dall’inflazione. Per esempio i servizi finanziari e assicurativi.
Sono invece impattate negativamente quelle società che utilizzano molto le materie prime ma che non ne possono trasferire i rincari sui prezzi.
Si pensi per esempio a Fiat, Barilla o Alitalia. Queste aziende hanno un utilizzo intenso di materie prime (anche se di diverso genere) ma stante la situazione economica attuale non possono permettersi di trasmettere tutto l’aumento ai consumatori.

Investire in materie prime (commodities)

A questo punto ti sarai già chiesto: ma se l’aumento dell’inflazione è dovuto soprattutto all’aumento delle materie prime, la via migliore per difendersi non sarà investire direttamente in materie prime.
Anche in questo caso vanno ponderati i rischi visto che le materie prime sono già cresciute molto. Devi poi rispondere a questa domanda: come investire in materie prime?

Investire in materie prime infatti non è così semplice ma oggi ci sono varie possibilità. Si possono comprare azioni delle società produttrici. Oppure si possono comprare strumenti come gli ETC (simili agli ETF ma collegati alle materie prime, Commodities in inglese), fondi e vari altri strumenti di natura derivata (certificates, futures, opzioni).
Gli strumenti più tranquilli per un investitore prudente sarebbero gli ETC, ma non sempre replicano correttamente l’andamento delle materie prime.

Il tema è comunque ampio, per approfondimenti ti rimando a qualche libro:

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1 commenti:

Massimo P ha detto...

In merito al discorso dell'inflazione va bene chi ha investito in passato anche in semplici BTP indicizzati all'inflazione. Con la piccola aggiunta del tasso base si pareggia la tassazione e si prende al netto un tasso pari all'inflazione. Se vediamo i tassi dei BTP degli ultimi mesi e quelli adesso in vigore, vediamo che per i primi tre anni non è riconosciuta l'inflazione ma solo un tasso base basso, e poi dal 4° anno si prende l'inflazione. Questo per dire che un rialzo dell'inflazione era prevedibile, si sapeva che una scusa per aumentare il petrolio la trovavano sempre!!!
Se non ci sarà una ripresa economica sostenuta, per i risparmi sarà dura, con un inflazione alta e tassi di interesse bassi. Le azioni vanno bene per chi ha denaro in "più" con la possibilità di poterne perdere una parte, per i piccoli risparmiatori centrano poco.
Ciao

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