Mutui al 40% imposti dall’Unione Europea

Mutuo-40%-europa Recentemente hanno fatto discutere le prime indiscrezioni relative alla revisione della Direttiva UE 2006/48/Ce sui requisiti patrimoniali delle banche.

Il punto del contendere è che tale normativa metterebbe fine alla discrezionalità dei singoli Stati di porre un limite al Loan to Value (LTV, rapporto fra importo finanziato e valore dell’immobile posto a garanzia del finanziamento), sancendo per tutti gli Stati comunitari
un limite del 40%. Attualmente in Italia questo limite è posto all’80%.

Personalmente sono contrario di principio ad interventi normativi troppo stretti ma a maggior ragione questo intervento comunitario mi sembra una decisione assurda visto che va a colpire un settore, quello dei mutui residenziali, che si è dimostrato in grado di autoregolamentarsi da solo.

Cosa stabilisce la nuova direttiva

Nel dettaglio la nuova direttiva stabilirebbe:
  1. la fine della discrezionalità degli Stati di fissare il LTV;
  2. un LTV massimo del 40%. L'eventuale cifra eccedente dovrà essere coperta da polizze assicurative che aumenteranno i costi per il cliente;
  3. l’aumento della quota di finanziamento che le banche devono accantonare per il rispetto dei ratios patrimoniali. In particolare fino al 40% del LTV le banche dovranno accantonare il 35% dell’8% del capitale erogato come avviene oggi, oltre la quota del 40% di LTV l’accantonamento aumenta al 75%. Questo nuovo regime inoltre non varrebbe solo per i nuovi mutui, ma anche per quelli in essere.

La mia opinione

Come detto non sono d’accordo con questa proposta, mi ritrovo invece perfettamente in quanto scritto dal Sole 24 Ore:
  1. in Europa (e a maggior ragione in Italia) non c'è mai stata una corsa a regalare il finanziamento casa. I subprime sono un fenomeno anglosassone;
  2. nessuna banca ha perso soldi per aver fatto mutui alle famiglie (l’insolvibilità dei mutui residenziali anche ora con la crisi è sotto il 2%) semmai li hanno persi prestando ingenti somme agli amici di turno: Zunino, Ricucci, Coppola, Zaleski, Tanzi etc. Forse bisognerebbe mettere dei paletti ai grandi rischi?
  3. piuttosto che intervenire in un settore che funziona e si autoregolamenta, la UE dovrebbe mettere paletti veri alla vendita di certi prodotti di investimento che hanno fatto già seri danni come obbligazioni strutturate e polizze unit o index linked (prodotti che sono sicuro torneranno in voga ora che la tempesta è passata e le banche necessitano di ricavi immediati);
  4. in questo momento le banche stanno già riducendo il credito alle famiglie, molte non fanno mutui a tasso fisso e hanno ridotto il LTV massimo al 70%. I limiti si mettono quando il mercato sta correndo, non quando è già fermo.

Questa norma oltre a rientrare nelle inutile ingerenze dirigistiche della UE, fa trasparire come in Europa non si sia capita la causa della recente crisi finanziaria: i mutui subprime non sono la vera causa ma una conseguenza di altri fattori. La vera causa è stata la facilità con cui le banche potevano trasferire il rischio di credito ad altri tramite cartolarizzazioni e titoli derivati da questi crediti. Logico che finché le banche si libervano dei propri crediti lucrandovi e trasferendo il rischio, non avevano alcun incentivo a controllare il rischio della controparte, anzi venivano spinte a prestare sempre e comunque.

Non è infine trascurabile il dettaglio per cui anche per i mutui in vigore le banche dovrebbero aumentare le loro riserve prudenziali. Quest’anno le banche, tra Tremonti bonds, obbligazioni subordinate, aumenti di capitale etc si sono arrabattate alla ricerca di capitali freschi tramite cui aumentare i propri indici di solvibilità. Con questa normativa sarà tutto da rifare, ma soprattutto le si costringerà a stringere ulteriormente i cordoni del credito. Insomma tra minor credito da parte delle banche e minori acquisti immobiliari da parte delle famiglie, non penso si aiuti la ripresa.

In defintiva la normativa andrebbe a colpire i clienti.
Comunque la si pensi, le banche italiane sono state sempre prudenti nel concedere mutui, figuriamoci in questo periodo, ma soprattutto con una norma del genere che imporrebbe maggiori accantonamenti sul capitale. 
In tal modo una fascia importante di popolazione si vedrebbe negato l’accesso al credito e quindi all’acquisto di una casa. E chi invece riuscirà a sottoscrivere l'agognato mutuo dovrà sopportare maggiori costi.

Qual è il tuo pensiero sull’argomento?

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

sulle banche prego leggere

'la bolla prossima ventura'

su:

http://falsoblondet.blogspot.com/

Anonimo ha detto...

Mutui al 40% significa che per vendere immobili costruttori e proprietari dovranno abbassare ulteriormente i prezzi.
Il restante 60% infatti ben pochi se lo potranno permettere. Polizze assicurative ?
Significherebbe solo trasferire il rischio del prestito dalle banche alle assicurazioni: inutile.

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